Bella la degustazione della nuova edizione della Guida ai migliori vini d’Italia firmata da Ian D’Agata e Massimo Comparini con una cinquantina  di produttori (su 200 totali) e 150 etichette presenti in guida. Non è facile rappresentare un panorama enologico vasto come quello italiano in relativamente poche pagine. Tuttavia i due curatori, anno dopo anno, sono riusciti nell’impresa di non farci mancare nulla, dalla Val d’Aosta alla Sicilia. E stupirci piacevolmente con etichette sorprendenti grazie alla ricerca e alla pazienza dei curatori.

Ecco i 10 assaggi che più ci hanno convinto.

  1. Rosso di Montalcino 2010 – Tenuta di Sesta: note di prugna croccante e buccia di pesca, insieme a spezie e toni leggermente chinati descrivono un olfatto suadente. Fresco e avvolgente. Di grandissima bevibilità. ( Il vino in guida con 92/100 è il Brunello di Montalcino 2007)
  2. Pinot Bianco Anna Turmhof 2011 – Tiefenbrunner:  sentori di pietra focaia, pera e agrumi, si uniscono a note di pesca bianca e frutta secca. Profondo ed elegante, complesso e strutturato. Chiusura minerale. ( Il vino in guida con 94/100 è il Muller Thurgau  Feldmarshall 2010, di cui sottolineiamo la fortissima e sorprendente nota di zafferano)
  3. Spigau Pigato Crociata 2008 – Rocche del Gatto: Fausto De Andreis è un personaggio unico del mondo del vino. Basti pensare che il termine “crociata” in etichetta si riferisce ad una sua crociata contro la DOC, dato che si è visto rifiutare diverse volte il relativo riconoscimento dalla commissione della Camera di Commercio. Lunga macerazione per questo vino che ha come tratto saliente la nota minerale di camino spento, insieme a frutta secca, agrume e note di erbe officinali. Fresco e vibrante, lascia una piacevole scia sapida. (vino in guida con 90/100)
  4. Pecorino Giocheremo con i fiori 2011 – Torre dei Beati: sarà che è realizzato da un marchigiano in terra abruzzese, ma questo pecorino ha una marcia in più rispetto alla media dei pecorini abruzzesi. Grandissima freschezza, per un vino teso, ma di grande equilibrio, con note di oliva e pietra focaia e sentori di frutta secca, agrumi e macchia mediterranea. Da berne a litri. (il vino in guida è il Montepulciano Mazzumurello 2009, con 93/100)
  5. Amarone Vigna Garzon 2009Pieropan: qui siamo in controtendenza, perché anziche segnalare il seppur buono Calvarino Soave Classico 2010 (premio speciale come miglior vino dell’anno con 96/100 ), preferiamo segnalare l’ultimo nato in casa Pieropan, che ha sentori di grafite, di genziana e radice, di frutta secca  e prugna croccante. Un amarone per niente scontato che non cede il passo alla solite note mature ed a volte marmellatose, ma rimane fresco e di grande bevibilità.
  6. Pigato 2011- Bio Vio: elegante e teso, questo sorprendente pigato da vendemmia tardiva, che ha sentori di camino spento e frutta secca, agrume e fiori bianchi. Sapido, fresco e profondo, chiude con note minerali e di macchia mediterranea. (il vino in guida è il Vermentino Aimone 2011 con 91/100)
  7. Roero Arneis Bricco delle Ciliegie 2011 – Giovanni Almondo: note frutta secca, rosmarino e macchia mediterranea si aprono al naso, insieme a sentori minerali e di erbe officinali. Fresco ed elegante. Complesso e di ottima bevibilità. (in guida con 91/100)
  8. La Scolca Brut d’Antan millesimato 2000 – La Scolca: frutto della selezione delle migliori uve di cortese e di una permanenza sui lieviti di almeno 10 anni , questo vino ha note di frutta secca, zabaione e sentori di agrume e frutti della passione. Fresco ed equlibrato, chiude con ricordi minerali. (in guida con 91/100)
  9. Brunello di Montalcino 2007 – Poggio di Sotto : peccato non essere riusciti a riassaggiare il Brunello Riserva 2006 ed il Rosso di Montalcino 2009, che secondo noi sono strepitosi. Comunque anche questo Brunello 2007 ha diverse cose da raccontare con toni speziati e di china, elegante e complesso e con finale di buccia di pesca. Elegante e complesso con chiusura di arancia sanguinella (in guida nella lista dei top 15 con 95/100)
  10. Franciacorta Emozione Brut Millesimato 2008 – Villa :  sentori di porfido e pietra focaia, fanno da sipario ad un franciacorta articolato e suadente che presenta anche note speziate, di agrume e macchia mediterranea. Fresco e profondo, con finale minerale. (il vino in guida è il Franciacorta Brut Saten con 91/100)

[Carlo Bertilaccio e Maurizio Valeriani]

2 Commenti

  1. Vedere tra i primi dieci il Brut D’Antan della Scolca per me rappresenta una fonte di gioia immensa. In Italia ancora poco conosciuto, anche tra gli addetti ai lavori, me ne sono accorta mentre conducevo l’enoteca Vino e Parole alla Balduina…..e di parole ne servivano parecchie per far capire al pubblico le peculiarità sia del vitigno cortese che quelle del suolo ed infine il particolareggiato metodo di produzione. Le soddisfazioni sono arrivate; il D’Antan della Scolca ha iniziato ad essere apprezzato aquisendo maggior visibilità e addirittura in alcuni casi ad essere prediletto alle bollicine francesi!!! E’ così lo definisce Luisa Soldati e deve essere capito come tale, al momento è apprezato da una ristretta cercchia di persone, che spero nel futuro conquisterà i nuovi stimatori!!

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui