Abruzzo. L’olio agrumato conquista il tre cappelli giapponese Tetsuya

Tempo di lettura: 1 minuto

panettone agrumato

Lui il panettone lo preferisce con l’olio e per giunta agrumato, anziché con il burro. Wakuda Tetsuya, chef nippo-australiano di stanza a Sydney, al timone della cucina del tristellato tricapellato Tetsuya’s e giudice nell’edizione australiana di MasterChef, al panettone con olio al sapore di agrumi, rigorosamente made in Italy, ha già dato la sua benedizione.

Wakuda-Tetsuya's

E’ stato amore al primo assaggio. Precisamente quando Tetsuya ha testato il panettone “light” al Salone agroalimentare di Singapore e, nonostante la dimestichezza con gli oli agrumati (li acquista da tempo per il suo ristorante dal produttore abruzzese Esperidia di Lanciano) lo ha trovato “sorprendente”, “lo ha divorato” e “lo ha adottato”, come racconta il presidente dell’azienda alimentare Francesco Ricci. Che precisa: “L’olio arriva, rigorosamente, dalle piantagioni di ulivo del nostro territorio. Usiamo il nostro ‘Agrumato‘, marchio registrato. Ne produciamo al limone, al cedro, al mandarino, all’arancia, all’arancia amara e al bergamotto. Per il panettone usiamo prevalentemente l’agrumato all’arancia e al mandarino, ma anche le versioni con l’agrumato al cedro e al limone sono state molto apprezzate”.

Niente burro quindi e niente grassi diversi dall’olio extravergine di oliva. Il panettone viene lavorato e prodotto in laboratori del territorio abruzzese con l’ausilio dell’esperto dolciario Angelo Ciaprini, nipote di Angelo Motta, l’inventore del Buondì.

Il nuovo panettone viene già esportato in Germania, negli Usa, in Canada, in Australia e in Giappone. Distribuzione a dir poco selettiva in Italia:  solo qualche enoteca e negozio specializzato (distribuisce la Alpha di Monselice, Padova).

[Link; agi.it Immagine: blog.cityeats.com]

2 Commenti

  1. Tristellato? Non vorrei sembrare saccente ma sapere che la Guida Michelin non contempla l’Australia mi sembra il minino per chi scrive di ristoranti.

    • La fretta… veniva tricappellato ma poi la forza dell’abitudine ed è stato tristellato. Si trattava del riconoscimento assegnato per 9 anni allo chef dalla guida Australian Good Food Guide. Grazie per la segnalazione 🙂

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