New York Times. Il limone sfusato di Amalfi, simbolo di Italia e dolci delizie

Quanto vale un ettaro di limoneto affacciato sulla Costiera Amalfitana? Molto di più se al posto dei limoni, il celeberrimo sfusato amalfitano, ci fosse una villa con vista sul mare. Ed è da queste premesse che parte l’Herald Tribune e il sito del New York Times per dedicare la copertina a Luigi “Gigino” Aceto, 78 anni spesi sulle terrazze a coltivare limoni. Che arrivano come mamma Natura li fa nella bottega di Amalfi dove lavora la moglie del figlio Marco. E poi c’è da alimentare l’azienda La Valle dei Mulini che produce limoncello e creme.

Un lavoro che nel passaggio delle tre generazioni che hanno preceduto Gigino e le due che lo seguono diventa spaccato del modello economico dell’Italia che da Paese agricolo è diventato industriale e ora guarda al futuro rimettendo mano alle sue radici e alle sue tradizioni, sfusato amalfitano compreso.

La preoccupazione di Luigi Aceto come del presidente del Consorzio di Tutela del limone di Amalfi, il pasticciere Sal De Riso, è che i limoni dei giardini terrazzati possano sparire abbandonati a se stessi. Mantenere alta la qualità e aumentare la produzione, quasi una bestemmia in tempi in cui la moneta forte dà poco spazio alle esportazioni, è l’unica strada per aumentare i guadagni di chi coltiva e fronteggiare una politica agricola che trova conveniente far marcire i frutti sulle piante anziché raccoglierli.

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Basterebbe questo per convincere a vendere le terrazze che guardano a mare, ma Luigi Aceto non ne vuole sentire parlare: “Forse nelle mie vene scorre succo di limone al posto del sangue”, scherza. Ma questa potrebbe essere l’unica motivazione contro la logica economica per salvare lo sfusato di Amalfi e con esso la delizia al limone, il dolce che tutti dovrebbero assaggiare per comprendere anche meglio cosa si perderebbe senza limoneti (ma anche il tiramisù o la caprese al limone e senza dimenticare la Santa Rosa).

[New York Times]

1 commento

  1. Il limone sfusato di Amalfi è davvero un agrume straordinario sia per il prufumo delle scorze che per la dolcezza del succo, personalmente ritengo sia il migliore tra i limoni prodotti in Italia e non solo, soprattutto se utilizzato in pasticceria. Suggerisco di provare ad utilizzarlo per la preparazione sia di semifreddi estivi che per produrre un’ottima “Lemon Curd” con cui farcire crostate e tartellette.
    Che i produttori Amalfitani preservino a lungo questa eccellenza.

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