Viaggio in Calabria: 10 fermate, 10 vini, prezzo felice

Tempo di lettura: 4 minuti

vino calabrese nyt

E poi all’improvviso il New York Times parla di vini calabri. E spunta la bella faccia di Francesco De Franco, vignaiolo puro e autentico che, grazie al suo Cirò Rosso Classico Superiore 2010, finisce nei 20 vini sotto i 20 dollari segnalati dal noto critico Eric Asimov.

No, non abbiamo bisogno che il Times ci racconti quali siano i nostri vini migliori. Metto le mani avanti per placare un tormentone noioso e indigesto. Però, ringrazio il prezioso lancio americano, che legittima una pratica personale che va avanti da un anno abbondante: la riscoperta della Calabria vinicola. Ostacolata solo dal mio bianchismo (da queste parti i vini bianchi pagano dazio pesantemente) e da un disciplinare ottuso che, invece di incentivare le potenzialità autoctone della regione, tende a spersonalizzarla.

Ma la bella Calabria c’è eccome. E va saputa trovare nelle aziende tradizionali che vengono dallo sfuso e imbottigliano da pochi anni. Io l’ho trovata in queste dieci aziende accomunate da pratiche vinicole accorte, amore per il territorio e grandi soddisfazioni a prezzi contenuti.

I migliori 10 vini di Calabria

vigneti librandi

  1. ‘A Vita: come non partire dalla citata azienda di Cirò Marina (zona dalle caratteristiche climatiche uniche e particolarmente vocate), in mano all’ex architetto De Franco, ormai esclusivamente dedito a Bacco. La finezza e l’agilità del suo Cirò celebra il vitigno calabro per eccellenza: il gaglioppo, qui in purezza e pronto a smitizzare la fama di uva rustica e scontrosa. Bello, saporito: un gran bel vino. A 10 euro difficile bere rossi più appaganti.
  2. Casa Comerci: bella realtà di lunga tradizione, con 15 ettari nel territorio di Limbadi, tra il Monte Poro e il Golfo di Gioia Tauro. Produce un bianco ancora trascurabile e un rosato da tenere d’occhio, ma il fiore all’occhiello è il Libici. Rosso da Magliocco canino di grande freschezza ed eleganza e dal carattere decisamente settentrionale. Ho assaggiato il 2007 e il 2008. Più complesso e con potenziale d’invecchiamento il primo, più beverino e fruttato il secondo. Grande soddisfazione. Il nome di ‘A Vita rispunta visto che De Franco offre la sua preziosa consulenza.
  3. Sergio Arcuri: ritorniamo a Cirò Marina con la storia di una famiglia che si occupa di vino dal 1880 ma la cui prima annata etichettata è del 2009. Quattro ettari di gaglioppo all’insegna del puro artigianato. Ci beviamo un rosato clamoroso: il Marinetto 2012. Poche bottiglie (1500), di rara pulizia, complessità e precisione. E dal costo irrisorio (siamo ampiamente sotto i 10 euro).
  4. Cataldo Calabretta: Cirò Marina regna, domina ed educa. Insomma, tocca farci una vacanza etilicamente rilevante. Azienda scoperta alla fiera LaTerra Trema (dove c’è quasi tutta la migliore Calabria), con un rosso con pochi fronzoli e molta sostanza. Se la cercate su Google impattate un rampante avvocato di successo. Suppongo sia un omonimo…
  5. Cote di Franze: indovinate dove siamo? Altro nome storico di Cirò Marina, dove Vincenzo e Francesco Scilanga conducono una realtà con 10 ettari. La segnalazione d’obbligo è per Il Cirò rosso classico superiore 2010: bellissimo al naso, succoso e lungo in bocca. L’immagine ribaltata delle stereotipo del vino del sud.
  6. L’Acino: finalmente torniamo verso San Marco Argentano, nel casentino. Buono il loro bianco (il Mantonicoz) ma per il godimento vero sorseggiamo, anzi trangugiamo senza indugi l’ennesimo rosso, il Toccomagliocco 2010. Carattere e personalità da vendere, bevibilità pericolosa.
  7. Tenute Ferrocinto: terzo magliocco del nostro viaggetto virtuale. Altro esempio di come la vinificazione in purezza del vitigno dia ottimi risultati. Il Magliocco Calabria 2012 è il più morbido del lotto, ma ha un’ottima bevibilità ed è molto versatile a tavola. La produzione è rilevante: siamo sulle 600.000 bottiglie.
  8. Librandi: qui siamo in una realtà dalle dimensioni più industriali, probabilmente la cantina calabrese più nota e facilmente reperibile. E sì, sta a Cirò Marina. Beviamoci finalmente un bianco. Il solido e affidabile Cirò bianco 2012, fresco e fruttato (molto da aperitivo); dal notevole rapporto qualità prezzo (siamo sui 7 euro).
  9. Cantine Viola: saltiamo a fine pasto; è tempo di dolce. Il moscato passito di Saracena non ha bisogno di presentazione e credo abbia preso più premi di Messi. Storia millenaria resuscitata da Viola e che prende corpo nel bicchiere. Se amate i vini dolci goderete abbondantemente, se non li amate potreste cominciare a cambiare idea.
  10. Stelitano: altro dolce per chiudere. E altra storia antichissima per il Greco di Bianco che si produce appunto solo a Bianco e Casignana, in provincia di Reggio Calabria. Trovarne vecchie annate è un’impresa che però produce gloria. Una raccomandazione: provatelo con il formaggio.

vino-rosso-versato-nel-bicchiere

La mia Calabria la metto in questi bicchieri. La vostra qual è?

[Adriano Aiello]

64 Commenti

    • Io Giro il mondo per lavoro,in tutti i migliori ristoranti del mondo si vede minimo una bottiglia di Librandi ..quindi….
      Il donnici..non lo conoscono nemmeno in calabria

    • Prova ad assaggiare i cirò succitati (ad esclusione di librandi) e capirai cosa spinge gli enofili a “puntare” quasi esclusivamente su questa piccola area calabrese. Sono tutte aziende che lavorano in biologico, ad esclusione di librandi.

    • Ti devo dire che in ogni caso il vino viene giudicato dal proprio gusto personale pero’ almeno che tu non abbia un palato chetarizzato a dire che i vini del cosentino sono migliori del Cirò ce ne vuole!. Il Cirò resta uno dei vini migliori non solo in calabria ma anche in Italia e fidati io sono di Cosenza pero’ amo e sono un buon intenditore di vini!

  1. Bella lista! Peccato non aver visto in questa classifica la migliore cantina Calabrese
    Cantine Lavorata. Con i suoi vini Bivongi e greco nero, a mio avviso meritava di essere citata.

  2. Feudi di San Severino merita pure un posto in questa lista, e il Mantonicoz dovrebbe far salire l’Acino un po’ più in alto…
    Comunque ottima lista!

    • Quando Biagio girerà un pò di più in Calabria si renderà conto subito del grande Gap viticolo tra le varie zone. Vai a visitare le aziende cirotane durante i lavori di innestatura e di potatura. Ogni agricoltore che ha qualche pezzo di vigneto è un maestro nell’arte della potatura e della innestatura. Vogliamo parlare dell'”arciglione”? Chiedete alle cantine cirotane succitate!

  3. PECCATO….CI SEI ARRIVATO VICINO!
    Che dilettantismo! Ma come si fa a concentrarsi su tanti vini anche buoni del Cirotano e non accorgersi di alcuni vini prodotti solo qualche chilometro più a nord, come quelli dell’azienda Ceraudo, di Strongoli Marina, che sono tra i migliori vini del Meridione d’Italia: mi riferisco in particolare al rosato Grayasuzi, etichetta d’argento, e allo straordinario bianco Imyr! Cerchiamo di essere seri!

    • Consiglierei a certi individui di togliere alcuni commenti o perlomeno limitarsi solamente a leggere perchè non stiamo facendo una bella figura!!

    • Chiamarli con il giusto nome? No, eh?!
      A prescindere dalla lista (de gustibus non disputandum est), grazie Adriano per il tuo articolo. Per la tua attenzione verso la a nostra terra.

    • Oltre a Ceraudo, vogliamo parlare di Terre Nobili di Lidia Matera, ed anche di Odoardi, e di Serracavallo, e Iuzzolini, e Statti, e Librandi !!

      Era piu’ corretto indicare 10 vini buoni di Calabria e non ” I Migliori 10 vini di Calabria “, perchè quelli che ho citato non sono sicuramente secondi ad altri.
      Possiamo organizzarla una bella degustazione ” alla cieca ” con tutti i nominati ?
      Quando si scrive i 10 migliori poi diventa un boomerang…..io aggiungo sempre ” Tra i migliori “

      • Sono tutti vini commerciali che devono uscire ogni anno con quel numero di bottiglie, che calendarizzano l’uso di diserbanti e antiparassitari. Lavorano molte uve acquistate o adirittura vino.
        Il Blogger invece voleva porre l’attenzione su nuove e vecchie cantine artigianali e semiartigianali, ad esclusione di librandi e ferrocinto.

  4. Calabresi ,vil razza d’andata,si parla e si scrive di cose positive e giù commenti con se…ma….però….io invece….bella lista andiamo avanti con altri assaggi.

  5. La Calabria del vino è tutta da scoprire.
    Il gaglioppo è una conferma data dal fatto che cominciano ad essere non poche le aziende che ottengono ottimi risultati.
    Altri vitigni calabresi benvengano. L’importante è non snaturarli e farne versioni simili di altri vini o sovrastati dal legno.

    Più che criticare la lista, suggerite altri vini ed altre cantine che valgono la pena.
    Per esempio a me non dispiace affatto (oltre a quelli sopra) il Ripe del Falco di Ippolito, bevuto pochi mesi fa il 1996 e se non sbaglio il 1998. Grandi viti e grande longevità.

  6. Non capisco certe riposte acide a commenti leggittimi…a mio giudizio il Cirò non è un vino di qualità, lo dimostra anche il prezzo, ormai arriva a costare meno di un vino in busta come il tavernello, ma questo e una considerazione personale anche se con cognizione, penso sia giusto invece segnalare le cantine che stanno lavorando da anni per creare prodotti di altissima qualità, e che tra l’altro segnalati nelle maggiori riviste di settore, per questo ti consiglio Adriano di seguire alcune delle segnalazioni e provare i tanti sapori di eccellenza che la Calabria può offrire…..Prosit!
    e

    • Diciamo che sei stato un po’ lapidario e definitivo:) Tra l’altro la molla alla scrittura mi è venuta proprio perchè se c’è una pratica industriale che squalifica il Cirò (con vini dozzinali e molto economici) come ricordi anche tu, mi sembrava giusto raccontare le grandi potenzialità del vigneto attraverso il lavoro di chi rispetta il terroir. Proprio per evitare che uno maturasse il tuo punto di vista

    • Se leggi i commenti precedenti ti accorgerai che Ceraudo l’avevo già segnalato nel mio precedente intervento, ricordando il Grayasusi e l’Ymir della sua azienda, in fondo poco lontana da Cirò.

  7. Il Cirò è un ottimo vino e le cantine nominate sono tutte degne di nota e fanno grande la Calabria del vino. Tuttavia quando si pensa al vino calabrese è subito fatta l’associazione con Cirò e Gagliappo. Forse una volta era così. Da almeno 5 (se non di più) anni a questa parte io penso che non sia così. Ci sono cantine e vitigni che meritano quasi (o anche di più se posso peemetteremi) del Cirò. Tengo a precisare che questa è una mia opinione condivisibile o meno per cui non assalitemi. Ma all’interno di una classifica di vini calabresi non trovare ad esempio la cantina serracavallo mi risulta strano. Un suo vino, addirittura, ha partecipato ad una verticale di Amaroni

  8. premesso.. che non sono un bevitore di vino da enoteca ..ma piuttosto sono un bevitore da cantina..la calabria..terra del vino da millenni..spero solo che riesca daqvvero a esportare e far conoscere il meglio di noi calabresi..vorrei comunque segnalare due vini della cantina ippolito..il liber pater e il calabrise..sono eccellenti e hanno un prezzo non eccessivo.. per il resto cin cin a tutti i calabresi e non…

  9. Tutti i vini calabresi sono buoni per non dire ottimi, cioè uno migliore dell’altro, a parte che ognuno vanta quello del proprio territorio.
    I gusti sono personali ed il palato non è sempre lo stesso, comunque forza Calabria ed auguri per sentire parlare almeno una volta ogni tanto bene della nostra CARA E STUPENDA TERRA. Abbiamo i migliori tipici prodotti tra cui i migliori vini. Un augurio di essere sempre rappresentati in meglio.
    Ciao aldo

  10. da 8 anni vado a cirò a prendere l uva sempre dallo stesso vigneto.a differenza di molti altri che per mantenere il vino aggiungono sostanze sottolineo che il mio vino e completamente esente da additivi.ogni anno e sempre una festa quando si inizia la prima bottiglia.ogni anno sempre più buono.evviva cirò!

    • Hai perfettamente ragione, assaggiato poche settimane fa e me ne sono innamorato. Sottovalutavo la cantina Ippolito, ma il 160 anni mi ha fatto ricredere. Lo preferisco anche al Gravello di Librandi (non Ciró), uno dei miei preferiti, complimenti a Ippolito per aver creato Il miglior rosso di calabria e forse non solo.

  11. Non citare i pluripremiati vini di Tenuta Iuzzolini (Ciro’ Marina) e’ un vero delitto: Donna Giovanna tra i primi secondo bianco d’Italia x Luca Maroni; Lumare primo rosato d’Italia mell’Annuario dei migliori vini italiani 2015; Paternum 92 punti su Guida Veronelli; Artino vince il Decanter World Wine Awards 2014 in Inghilterra; Madre Goccia medaglia d’oro al Vinitaly 2014 etc. etc. Per il resto andate sul sito http://www.tenutaiuzzolini.it …una delle migliori espressio vitivinicole calabresi!

  12. Sono d’accordo sulla lista dei vini, eccetto Librandi, si tratta di piccoli produttori con bottiglie che rispettano la storia e il territorio. Da far conoscere i vini del cirotano soprattutto da quando,sbagliando, si è accettato l’ingresso dei vitigni internazionali nella Doc che sino a quel momento si fondava solo sul Gaglioppo. Il vino in Calabria deve crescere sperando che rimanga ancorato ai vitigni autoctoni, alla sua storia, alla sua tradizione.
    Comunque nella lista avrei aggiunto il Kaulos 2013 della cantina Terre del Gufo di Donnici.

  13. io credo che il liber pater.. e il calabrise..della cantia ippolito siano vini da contemplare..non di trovano facilmente..nella grande distribuzione..un’altro vino che merita di essere mensionato è il senatore..non mi ricordo la cantina..in calabria comunque rispetto alle altre regioni siamo..all’età della pietra come marketing..peccato..perchè non siamo più stupidi di quell’altri..ci sono i presupposti per fare cose egregie..forse manca la volontà..

  14. Mmmh credo che non serva “discutere su in vino merita o non metita” non significa che tutte il resto non vada bene, ogni palato alle sue preferenze. Io inserirei .. terraccia di Serracavallo.alcuni vini da voi citati, e citati nell articolo, non li conodco…ma! giuro che mi impegneró a farlo 😉

  15. Non si contestano mai le scelte altrui, dipende da quanto hai assaggiato ed altre variabili. Unica cosa sbagliata a mio avviso è scrivere : ” Le 10 migliori aziende di Calabria” , quando invece era corretto aggiungere un ” tra le migliori 10 aziende di Calabria “.
    La Calabria è da anni a livello dei vini siciliani, solo che ancora non si è fatta conoscere abbastanza fuori regione

  16. I dieci migliori… Tra i migliori…ma che importanza ha?!?…la cosa bella è che se ne parli di questa terra da sempre maledetta e soprattutto che ne parliamo noi Calabresi, con amore, per le sue belle cose che ci offre ma che noi stessi nn sappiamo cogliere e valorizzare. Se nn impariamo ad amarla la nostra terra e a rispettarla non riusciremo mai a farla piacere agli altri …in tutti i settori!!!

  17. In calabria esiste solo una realtà viti enologica, che per storia per terreni per esposizioni per microclima per l’uomo (terroir) , e’ l’area del Cirò’ il resto è’ solo improvvisazione che troverà il suo tempo….

  18. La perfezione esiste assaggiate de mare una nuova piccola realtà nel ciro io li ho beccati per caso fanno un sauvignon e un rosato impeccabili

  19. E’ bene ricordare che l’enologia calabrese non è famosa solo per il Cirò, che rimane comunque la più conosciuta ed all’avanguardia. Ci sono altre aree della regione dove vengono prodotti vini di ottima fattura che nulla hanno da invidiare ai famosi Cirò, ad esempio i vini prodotti nel vibonese dalla Cantina Casa Comerci oppure i vini prodotti nell’area del Pollino ad esempio da Masseria Falvo o i vini Tramontana del reggiono e tante altre ce ne sono di realtà, manca solo un pò di comunicazione in più, ma a livello qualitativo siamo sulla buona strada.

  20. Buona sera, credo che la Calabria abbia bisogno di una spinta da parte di tutti! In questo momento storico di sicuro la Calabria si sta rivalendo sul passato, quando su 100 bottiglie bevute 90 provenivano da altre regioni. Di sicuro posso dirvi che, abbiamo dei territori con microclimi e biodiversità da fare invidia a chiunque nel mondo.Ogni territorio esprimere le sue potenzialità differentemente per cui avremo risultati diversi e non dei vini migliori o peggiori. Se solo noi CALABRESI ci rendessimo conto del patrimonio che abbiamo, non staremo a criticare questo o quello. Credo fortemente che sia le grandi aziende che quelle più piccole vadano inneggiate agli occhi del mondo, che legge anche i commenti di chi di questa terra continua a vedere solo il suo orticello. Questo lo asserisco in quanto operatore del settore da più di vent’anni!
    Brindo a tutti voi!

    • In un prossimo futuro arrivero’ in Calabria con un gruppo di docenti americani e canadesi e dopo aver letto questo articolo ho deciso di organizzare un piccolo “detour” (due giorni) alla scoperta dei vini di Calabria. Any suggestions?

  21. Non c’entra molto con il post, ma Volevo sapere visto Che voglio aprire una rivendita di vini sfusi, quali sono secondo voi le migliori cantine calabresi per quanti riguarda lo sfuso di qualita.
    Per ora sono andato solo a nicotera da ” casa comerci ” . Voglio organizzare un tour a cirò e Volevo Qualche consiglio.
    Grazie

  22. Quando si parla di vino calabrese, nel mondo, si parla del Ciro’ (punto e basta). Basti pensare che il 94% delle Certificazioni DOC della Calabria appartengono ai vigneti del cirotano. Tutto il resto viene assolutamente dopo, se viene. Il Chianti sta alla Toscana come il Cirò sta alla Calabria.
    E quanto parlo di Cirò, intendo la zona di produzione non il vino CIrò doc che ormai rappesenta la fascia entry level per le cantine produttrici.
    Da qualche anno, cantine come Librandi, Tenuta Iuzzolini, Fattoria San Francesco, Ippolito, producono vini Igt Calabria che sono sempre espressione del terroir ma che non rientrano nel disciplinare della Cirò D.o.c.
    Su tutti meritano di essere citati: il Paternum, il Donna Giovanna ed il Lumare diTenuta Iuzzolini; il Magno Megonio ed il Gravello di Librandi: Il 160 anni ed il Ripe del Falco di Ippolito; il Ronco dei Quattroventi ed il Donna Rosa di Fattoria San Francesco. Questi sono parte dei vini che meritano di rappresentare la Calabria ed è con questi IGT che bisogna confrontarsi (riserve Cirò a parte.

    • Credo che anche in Calabria ci sia la libertà di espressione è tutto quello che si scrive rimane. Non riconoscere che in Calabria ci sono diversi territori altamente vocati alla viticoltura d’eccellenza è un limite di chi come scrivevo nel mio precedente commento guarda solo al suo orticello! Ciró sicuramente è un fiore all’occhiello dell’enologia Calabrese, ma ci sono altri territori che hanno iniziato più tardi i loro percorsi ma allo stesso modo degni di riconoscimenti.
      Saluti

      • Sono crotonese e adoro i vini della mia provincia, ma smettiamola di fare discussioni da idioti… Vai al nord italia e tutti conoscono il nero d’avola, il primitivo di manduria… Nessuno parla delle varie cantine che li producono. Chiedete del Ciró , vi prenderanno per scemi, al nord forse qualche siciliano conoscerà il gravello di Librandi, il volvito di caparra e siciliani ma basta. Questo per far capire che se le cantine di un territorio non uniscono le loro forze non cresceranno mai. purtroppo il Ciró è nato per morire prematuro.

  23. Grazie per questa piacevolissima elencazione di vini calabresi, purtroppo, poco conosciuti e sottostimati. Da poco ho potuto apprezzare un vino che non è presente nella classifica, il Madre Goccia 2015 di Iuzzolini e ne sono rimasta piacevolmente colpita.
    Nonostante l’impegno profuso dalle “vere” aziende vinicole calabresi, i prodotti di altre realtà, specie quelli siculi, vengono sempre preferiti ai nostri, forse perchè meno conosciuti o di difficile reperibilità fuori territorio.
    Ad ogni modo, questa sorta di classifica mi è servita ad avere qualche nome su cui puntare per la mia prossima degustazione calabra, grazie!

  24. Il modo migliore di intervenire sarebbe quello di limitarsi a suggerire esperienze degustative personali per proporre vini noti e poco noti della nostra terra. Mettersi su un piedistallo non ha senso. La Calabria è TUTTA da amare e rispettare.
    Ho notato che stiamo menzionando poco i nostri passiti, eppure ce ne sono di ottimi. Io ne citerò soltanto uno che ho avuto modo di degustare:il Moscato passito al governo di Saracena. Fantastico! Contiene tutti i profumi e sapori della nostra terra: fichi, miele, frutta ecc. Associato ai nostri formaggi stagionati è semplicemente paradisiaco.

  25. Ma il vero vino deve favorire l’annata la qualità del vitigno più anziano è un vitigno e più sarà apprezzato il vino la buona coltivazione del terreno le piogge scarse la terra arida e il clima adatto favoriscono le condizioni ottimali per creare il buon vino biologico.

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