birreria eataly

La settimana della birra artigianale, come vi avevamo avvertito, è partita. E durerà fino al 9 marzo. Con 367 eventi e 339 promozioni ne avrete da bere.

Io sono andato a Eataly Roma per la “festa delle birre artigianali”, piacevole Kermesse brassicola con 20 birrifici: B94, Baladin, Birra Amiata, Birra del Borgo, Birra Karma, Birradamare, Birranova, Birreria Eataly, Birrificio Aurelio, Birrificio Sorrento, Free Lions, Maiella, Opperbacco, Turbacci. Inoltre Domus Birrae (10 spine italiane ed estere a rotazione) e Open Baladin (altre birre italiane).

Ho fatto una scelta ed ecco i miei assaggi.

1. B94: Specchia White Night. Una Dunkelweizen da 6°, al colore non proprio una Dunkel visto che non è scura piuttosto a vederla è una Weiss molto carica, ottima torbidità, fatta molto bene con  il classico sapore di banana e i chiodi di garofano a chiuderlo. La gradazione è lievemente sopra le classiche birre di frumento tedesche, ma ci piace.

2. Birranova: Saison D’Abbasce è una birra in stile belga aromatizzata con ginepro e rametti di mirto. Apre pungente e fruttata ma senza esagerare anzi, all’improvviso il gusto viene tagliato per una chiusura di bevuta piacevole che invoglia a continuare nonostante i suoi 7°.
Sempre del birrificio pugliese ho assaggiato la Why Not: Smoked Revolution, una Rauchbier piacevolissima, con un affumicato  che ricorda le scamorze sempre presente mai stuccheviole e con 5.5° che la rendono beverina il giusto.

3. Birra Amiata: Contessa, un APA da 7° facile da bere, con i sentori agrumati dello stile in evidenza all’imbocco e una chiusura amaricante non eccessiva.

4. Opperbacco: EiPiEi, ricetta lievemente modificata per l’ APA di Opperbacco: modifica molto apprezzata che regala bevuta più equilibrata. Il malto è stato attenuato ed è più piacevole con i suoi 6.1°.

5. Maiella: Dea Maia, presentata sulle spine come Golden Ale da 4.2°, è una birra piacevole da bere ma personalmente la trovo poco Golden Ale. Manca quell’amaro e quel taglio nel sapore.

6. Aurelio: The Drunken Queen. Birra tutta inglese negli ingredienti. Apertura con un lieve attacco maltato, poi arrivano i sentori erbacei per chiudere con l’ amaro classico delle Pale Ale inglesi.

7. Birra del Borgo: Old Antonia, double IPA nata dall’affinamento in botte della My Antonia. 10° di bontà, difficilmente si potrebbe dire che le due birre sono parenti: l’estremo amaro della My Antonia qui sparisce per dare il posto a sapori complessi fruttati e con una gradazione importante per nulla percepita.

8. Birreria Eataly: era da un po’ che non assaggiavo le produzioni interne a Eataly ed ero curioso di vedere il nuovo corso dopo che Brooks Carretta è stato spedito in Australia per creare le ricette del nuovo birrificio “made in BdB” Nomad.

Davide Frosali sembra un ottimo acquisto per il birrificio. Ho assaggiato la monoluppolo Cascade 1luppolo, già di Brooks e modificata da Davide: buona, piacevole.

Ma sono rimasto molto sorpreso dalla Momo, una Cream Stout con aggiunta di noce di cocco in infusione. La noce di cocco (che sappiamo far bene alla pelle, alla pressione, ai capelli) viene fatta tostare in forno a 180° intera e poi immersa. Rilascia sentori legnosi e grazie all’inoculazione di lattosio il risultato è un taglio delle note estreme tostate molto piacevole.

birra turbacci

9. Ho lasciato per ultimo un birrificio storico del Lazio, Turbacci, il primo birrificio/brewpub aperto nel lontano 1995. I rumors su un innalzamento del livello produttivo non sono voci, ma verità.

Birra di punta, premiata anche all’estero, la loro Pils Quinn, merita davvero. Una Pils non nello stile standardizzato delle Pils. Marco Turbacci non rivela la ricetta ma conferma essere un mix di prodotti e di luppoli continentali e americani: piacevole all’imbocco con un impennata di gusto alla fine. 4.8° come alcol.

Kykeon, la birra della maga Circe, è un esperimento di ricreazione di antiche bevande a fermentazione. La ricetta base prevede menta piperita. Questa assaggiata  è con la mentuccia romana, un po’ troppo invadente nei sapori. Peccato perché il sapore e soprattutto la bevibilità sono buone, anche grazie ai 3.5°.

Black, forse una Porter o forse no, birra scura con un sapore tostato, corpo molto scarico. Chi si aspetta qualcosa di robusto può rimanere deluso, ma chi cerca una birra da chiacchiera con un minimo di sapore può andare contento.

E voi, avete già trovato un modo di festeggiare la Settimana della Birra Artigianale?

1 commento

  1. Note a margine:
    La Old Antonia è la versione Double IPA della My Antonia, si passa da bassa ad alta fermentazione, poi affinata in legno, dal 2011 a oggi è lievemente cambiata, il primo anno fu messa in botti di Calvados, mica cotica!
    Doverosa precisazione, sennò sembrava la stessa birra ma in botte. Sorry.

    Turbacci:
    Da bravo ex Weissdipendente ho assaggiato anche la Weiss, non la mia preferita in assoluto, al mio gusto visivo poco torbida e banana poco pronunciata, ma rimane una Weiss piacevole da bere. Ne ho bevute di moooolto peggiori artigianali italiane, e soprattutto laziali…

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