Venissa

Appuntamento spumeggiante al St.Regis di Roma con il Prosecco di Bisol e Antonia Klugmann, chef stella Michelin al Venissa e rivelazione 2013 per il Sole 24 ore.

Gianluca Bisol, general manager dell’azienda, mette l’asticella in alto: “La Bisol lavora con grande passione affinché Conegliano abbia lo stesso prestigio di Reims, Valdobbiadene lo stesso fascino di Epernay e il Prosecco la stessa notorietà della Champagne”.

Lo traduciamo facendo nostre le parole di Matteo Bisol che segue Venissa: “Se ho 20 € da investire, meglio comprare un Prosecco di qualità che uno champagne basic”.

Il fascino è  nell’antica vigna murata di Venissa, sull’isola di Burano. La famiglia Bisol ha riportato agli antichi fasti l’ormai perduto vigneto veneziano, Dorona. Da lì è nato Venissa, “l’Oro Liquido della Venezia Nativa”. C’è da perdersi nella descrizione del lavoro certosino per ritrovare le viti fin nei giardini di Venezia. Una vite franco di piede che per la metà della superficie vitata è stata innestata. La filossera, anche se siamo su un’isola, può mettere a repentaglio la vite. Che nel frattempo ha resistito anche all’acqua alta e quindi al salmastro della laguna. Una vite veneziana doc, insomma.

noSO2anguilla

Arriva noSO2. Prima semplice Prosecco, ora ufficialmente Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG e senza solforosa aggiunta: “È una produzione sartoriale, creata su misura per il consumatore sensibile ai solfiti, frutto di moltissimi anni di ricerca in cantina ed in vigneto per garantire la massima eleganza, genuinità e longevità”, spiega l’enologo Desiderio Bisol nella nota ufficiale che annuncia la presentazione al prossimo Vinitaly.

Il nome, insomma lo dovete leggere come NO alla SO2 e, supponiamo per rendere più chiaro il messaggio, hanno avvolto la bottiglia in un foglio di alluminio per proteggere il liquido dalla luce.

Lo consigliano con piatti a base di ostriche e pesce crudo. Antonia Klugmann ha pensato di abbinare a questo vino Anguilla cotta nel Molera (altro Prosecco di Valdobbiadene), sedano verde e bieta selvatica. Mi piace l’idea. E non mancheremo di fare un passaggio allo stand Bisol al Vinitaly.

cartizze private bisolcannellone

Entusiasma ancora di più l’abbinamento tra il cannellone di baccalà con cime di rapa e il Private Cartizze Pas Dosé. Un prosecco che la casa mette in cima alla sua produzione. 1769 bottiglie numerate di uno spumante molto gradevole e persistenze, dal perlage fine e vivace. Undici mesi di affinamento in bottiglia per arrivare in una veste trasparente appena oscurata da una sottilissima carta velina.

Un prodotto di soddisfazione per Bisol: il Cru Cartizze Cru è stato selezionato dalla prestigiosa testata Wine Spectator per l’evento “OperaWine, Finest Italian Wines”, che si terrà all’interno del Palazzo della Gran Guardia sabato 5 aprile con 100 produttori italiani d’eccellenza selezionati.

Antonia Klugmann mette insieme le note amarognole del suo “concentrato” di cime di rapa a servizio del baccalà e della morbidezza del Cartizze.

Eliseo Bisolrombo baccalà capasanta

Sorprende lo spumante Metodo Classico, Eliseo. È una Cuvée, fermentata lentamente con affinamento in bottiglie per almeno 60 mesi (120 nel nostro caso). È abbinato a un piatto non perfettamente centrato dello chef resident del ristorante Vivendo, Francesco Donatelli: Rombo con zucchine, baccalà con ceci al rosmarino e capasanta in carrozza.

morbido bisolcartizze jeio

Il morbido al Bisol, crumble al cocco, albicocche poché al profumo di lime è leggermente freddo ma si abbina bene al Cartizze.

klugmann

La chef del Venissa coltiva orto e frutteto in quella magnifica tenuta di Bisol che vedete nella foto in apertura. E a pochi non verrebbe voglia di farlo in un quadro del genere.

Non sappiamo se l’obiettivo di raggiungere e sorpassare lo champagne oltre che con le bottiglie vendute possa dirsi raggiunto. Ma un po’ di sano campanilismo guardando la panoramica di questa porzione di laguna nasce istintivo.

Non sappiamo se siete d’accordo, ma potreste verificare al Vinitaly se il Prosecco ha altre frecce al suo arco oltre il numero di bottiglie vendute ai quattro angoli del mondo nella sfida alla supremazia di immagine dello Champagne.

[Giulia Nekorkina, Vincenzo Pagano]

3 Commenti

  1. A dire la verità compro da anni direttamente in Francia alcuni piccoli produttori di Champagne insieme ad amici e spendo molto meno di 20 euro a bottiglia .E non sono Champagne “basic”.
    Dai su non scherziamo….Champagne tutta la vita!!!!!!
    Possono venderne anche miliardi di bottiglie ma rimane un vino QUALSIASI.

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