10 vini Fiano di inarrivabile rapporto qualità prezzo dal Vinitaly 2014

Fiano-Pietracupa-2011-b2

Fiano, il vino che è diventato un mito. E che si porta appresso un paio di miti da sfatare.

In enoteca o al ristorante chiedete semplicemente un Fiano. E già per i cultori della materia commettete un errore. In Campania l’areale Docg è quello dei 26 comuni della provincia di Avellino, ma ci sono altri territori, leggi Cilento e Taburno, che stanno venendo fuori con vigore. Una grande famiglia che piace sempre di più a dispetto delle rivendicazioni territoriali più difficili da far comprendere al grande pubblico che cerca “semplicemente” un ottimo Fiano.

Il primo mito da sfatare è proprio questo: semplifichiamo la scelta parlando di Fiano come vino di eccellenza della Campania.

Sempre rispettando la storia di questo vino: voi ci direte, ad esempio, che c’è stato  Mastroberardino ad aprire la strada al Fiano in Italia e nel mondo.

Tuttavia, a partire dal 2003, quando il Fiano di Avellino ha ottenuto la Docg, tanti piccoli vignaioli, hanno optato per la vinificazione in autonomia con cantine di proprietà. Risultato: strepitosi artigiani capaci di produrre grandi vini, cresciuti in questi anni e arrivati oggi a far parte della nostra classifica di unicità.

fiano Clelia Romano Colli di Lapio

Il secondo mito da sfatare, molto più semplice, è che il Fiano da vino bianco non si presti all’invecchiamento.

In questo Vinitaly 2014 abbiamo ricercato l’annata 2013 per dimostrarne le potenzialità future. Ma in molti casi si tratta di vini imbottigliati da poche settimane. EÈ naturale, ma non l’avreste detto, che le annate 2012 sono posizionate più in alto nella nostra Top Ten del Fiano. Da promuovere la scelta della maggior parte dei produttori di uscire con un anno di ritardo al momento giusto rispetto alla vendemmia.  Quindi, il consiglio è di mettere in cantina le annate disponibili. E di acquistare quelle delle annate passate in enoteca se avete la fortuna di trovarle.

Ed ora la nostra nuova classifica qualità che, nel caso del Fiano, è supportata da un buon prezzo.

La mappa dei 10 vini Fiano imperdibili al Vinitaly 2014

Mappa Vinitaly 2014

1. Ciro Picariello. Fiano di Avellino Docg 2012

ciro-picariello

Ciro Picariello è l’artigiano del Fiano, ti costruisce con la massima naturalezza il vino della piacevolezza e della voglia di tornare a berlo. Siamo in Irpinia, vigne bellissime, nulla da invidiare al Chianti dei vostri sogni. Il Fiano di Picariello va in giro per il mondo (peccato ce ne sia sempre troppo poco) e offre il gusto di bere un bicchiere ricco, elegante da abbinare a piatti di pesce crudo o pesci grassi, tipo la cernia con le patate, o al baccalà alla ‘perticaregna’, ricetta tipica locale  se decidete per una scampagnata senza pensieri.

Prezzo 13,50 € in enoteca. Punteggio: 98/100

Irpinia Area A stand 38

2. Tenuta Sarno 1860. Fiano di Avellino Docg 2012

fiano tenuta sarno

Maura Sarno è una piacevole giovane signora che assomiglia al suo vino Fiano: solare, femminile, con profumi fruttati e floreali, quasi romantici, perfetto per una cena a due; resiste a lungo al palato, il tempo per accompagnare la cena a base magari di carni bianche con erbe aromatiche o abbinato ad un accattivante crostaceo grasso.

Prezzo 16,00 – 18,00  € in enoteca. Punteggio: 96/100

Irpinia Area A  stand 19

3. Az. Agricola San Salvatore 1988.  Fiano Pian di Stio Igp Paestum 2013

fiano san salvatore

“Ho visto un  bufalo e  ho bevuto vino. Ho visto un bufalo tra le vigne e lui ha visto me”. Questa breve descrizione riflette con esattezza una terra di forte identità, dove ogni limite diventa orizzonte, il passato è futuro e la tradizione, modernità. Questo è Pian di Stio, il Fiano biologico di Giuseppe Pagano a Stio nel profondo Cilento, dove le vigne guardano il mare. E’ un vino gentile, elegante e possente allo stesso tempo, si vendemmia all’alba: un’esperienza indimenticabile.

Prezzo 14 € in enoteca. Punteggio: 94/100

Campania Area B SA 29

4. Azienda Agricola San Giovanni.  Fiano Tresinus Igp Paestum 2013

fiano tresinus san giovanni

Punta Tresino, meraviglioso confine tra cielo e mare nelle vicinanze di Castellabate, un luogo del cuore, intimo e selvaggio dove Ida Budetta e Mario Corrado hanno scelto di vivere lasciando le rispettive professioni, per  dare voce alla passione per il vino e la natura. Sì, questo Fiano è un vino passionale, dirompente, caldo e accattivante nella sua apparente semplicità. Perfetto per pranzi e cene di mare, a terra o a bordo di una silenziosa barca a vela che solca lo splendido mare blu del Cilento.

Prezzo 14 € in enoteca. Punteggio: 92/100

Campania Area B SA 15

5. Macchialupa. Fiano di Avellino Docg 2013

fiano macchialupa

Siamo a Lapìo il comune più vocato per il Fiano.  Qui Angelo Valentino, titolare ed enologo, ha tirato fuori un vino luminoso, allegro, volutamente surmaturo che va giù che è un piacere. La vendemmia tardiva ha cancellato i problemini che sorgono dall’imbottigliamento frettoloso per il Vinitaly, il vino ha già una beva molto piacevole. Lo spendiamo su carni bianche con erbe aromatiche, pesce al sale e formaggi freschi.

Prezzo 12 € in enoteca. Punteggio: 90/100

Irpinia area A stand 52

6. Colli di Castelfranci. Fiano di Avellino Pendino Docg 2013

Siamo in una delle zone più alte e impervie dell’Irpinia, “il tetto verde” della Campania. “Pendino” è un vino immediato, limpido, tanta frutta, un sapore pieno che avvolge il palato, è appena nato, ma è una grande promessa. Mentre lo aspettiamo (il Fiano è come la luna, risplende quando tutte le luci si spengono. cit.) possiamo abbinarlo a  formaggi freschi, carni bianche non troppo elaborate e crostacei.

Prezzo 12 € in enoteca. Punteggio: 89/100

Irpinia area A stand 23

7. Colli di Lapìo. Fiano di Avellino Docg 2013

Clelia Romano, un nome, una garanzia. Il vino infatti è stato imbottigliato in pochi esemplari per il Vinitaly, ma uscirà sul mercato a giugno, a circa 10 mesi dalla vendemmia. In effetti all’assaggio avvertiamo gli effetti del recentissimo imbottigliamento che non ce lo fanno apprezzare in pieno e posizionare nel rank che gli competerebbe. Il Fiano ha bisogno di tempo, di riposo in bottiglia. E’ un vino che va bevuto con calma, in compagnia di buoni amici, con una bella spaghettata con trito di noci e colatura di alici di Cetara.

Prezzo 13 € in enoteca. Punteggio: 88/100

Irpinia area A stand 28

8. Pietracupa. Fiano di Avellino Docg 2013

Una grande promessa, conosciamo la qualità dei vini di Sabino Loffredo, brusco artigiano della terra irpina, capace di produrre vini sensazionali. A Verona abbiamo però trovato un campione da vasca 2013 senza etichetta, portato su in fretta e furia. Del 2012 manco a parlarne, sold out da tempo. Non ci resta che attendere, abbiamo intravisto un campione maratoneta, ma se ne parla in autunno. Quando potremo goderne magari con una zuppa lenticchie e  castagne o semplicemente davanti ai primi tepori del camino di casa (fortunato chi ce l’ha, annata 2012 e camino).

Prezzo 10 € in enoteca. Punteggio: 87/100

Irpinia area A stand 18

9. Fattoria La Rivolta. Fiano Taburno Sannio Dop 2013

L’azienda di Paolo Cotroneo, il vignaiolo – farmacista, si trova nella provincia di Benevento in linea d’aria a meno di 10 km dall’Irpinia. Il vino riprende tutte le caratteristiche di nerbo e longevità dei cugini irpini, differenziandosi per un chiaro tratto solare e mediterraneo. Un Fiano piacevole, pulito, giovane e coerente. Del resto come sempre sostengo, Cotroneo fa parte di quella piccola classe di veri signori del mondo del vino in Campania. Trasporto e recente imbottigliamento ci suggeriscono l’attesa. Noi non abbiamo fretta e voi?

Prezzo 12 € in enoteca. Punteggio: 86/100

Campania area B stand 32

10. Villa Diamante. Fiano di Avellino Vigna della Congregazione Docg 2012

Ancora, com’è nello stile del vigneròn di Montefredane, Antoine Gaita, campione da vasca 2012. Se il vino non è pronto, pazienza, bisogna aspettarlo. Siamo colpiti da un’imponente nota sulfurea che sappiamo si attenuerà con il tempo, ma l’intensa mineralità resta il fil rouge del vino dei Gaita, insieme all’austera acidità che nel tempo permetterà abbinamenti a zuppe primaverili di fave e piselli, formaggi freschi; oppure più semplicemente ad un secondo bicchiere di vino, essendo la beva di questo Fiano non particolarmente stimolante a secondi sorsi, almeno per quel che riguarda questo assaggio del 2012. Ma siamo disposti a ricrederci con il trascorrere del tempo.

Prezzo 20 € in enoteca. Punteggio: 85/100

Irpinia area A stand 19

Ora tocca a voi: siete convinti che il Fiano sia un vino le cui quotazioni sono in costante crescita, ma riesce a conservare un ottimo rapporto qualità prezzo? E più di un fresco Fiano cosa pensate nel vostro bicchiere questa estate?

[Immagini: Giulia Nekorkina, Vincenzo Pagano]

14 COMMENTS

  1. Beh, io non dimenticherei altri due vini campani molto freschi. Anzitutto il Greco di Tufo, altra grande eccellenza. E poi il Coda di Volpe, secco, gradevole, di grande appeal soprattutto per i giapponesi, che lo abbinano al pesce crudo come prima scelta.
    Segnalerei poi a latere un vino di nicchia, come il Biancolella di Ischia, vendemmia tardiva. Un vino che inonda di odori pur restando piacevole e non stucchevole.
    E comunque, in questa classifica io inseriirei a prescindere una piccola cantina della zona del Taurasi, Borgodangelo

    • Certo Alessandro, parliamo di grandi bianchi della campania, l’articolo però si centra sul vitigno fiano, non mancheremo di uscire con altri approfondimenti

  2. a mio avviso ne mancherebbe ancora qualcuno degno di nota. Su tutti Marsella e il Pietraincatenata di Maffini.Ovviamente concordo sul fatto che trattandosi di “solo” 10 Fiano nell’articolo lo spazio era ristretto. 🙂

  3. Ovviamente l’articolo fa riferimento a quelli presente al Vinitaly ,mentre io facevo riferimento alla Campania. 🙂

  4. Grande vino bianco campano che si presta all ‘insaputa di molti ad un invecchiamento, anche di 10 anni! Io ho degustato un Fiano Struzziero Roseto del I993 nel 2003 , esperienza indimenticabile

      • la scala di punteggio è limitata esclusivamente ai 10 fiano degustati e comparati tra loro, il punteggio apparentemente elevato, vuole rimarcare con chiarezza, per lettori e consumatori le differenze di gusto e di annata, visto che prendiamo in considerazione alcuni 2012 e altri 2013 appena imbottigliati e spesso – campioni da vasca- per ilVinitaly. grazie per il ‘ professoressa, ma non mi compete sono una semploice Sommelier degustatore ufficiale con una 15na d’anni d’esperienza:)

  5. Fiano Pietracupa 2012 a 10€ in enoteca improbabile; sold out forse in azienda, ma in enoteca qualcosa ancora c’è

  6. E’ tutta immondizia! Il vino vero lo faceva vostro nono oramai e’ tutta una accozzaglia di chimica e solfiti fortunatamente messi nelle giuste dosi ,ma icordatevi che il vino si fa’ con uva spremuta e basta!!!!!! Sfido i migliori produttori a dimostrare che trattasi di uva spremuta e basta!

  7. Quanta chimica ci stanno facendo ingozzare questi lòadroni ,ma il vino vero e’ riservato a pochissimi ,attenzione ai vini dei supermercati che ci sare bbe da arrestarli a tutti quanti per lo schifo che vendono.

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