Birre artigianali. Le migliori 60 per bere facile in estate

Tempo di lettura: 6 minuti

Amanti della lageracce ghiacciate aprite le orecchie: non mi convincerete mai che sulla spiaggia il non plus ultra è una qualsiasi bottiglia recuperata chissà dove, quindi non provateci nemmeno.

Tuttavia, se avete voglia di capire perché non mi converto alla birra qualsiasi, assaggiate almeno una delle 60 birre per l’estate che vi propongo. E non pensate che la birra artigianale si debba per forza degustare lentamente, apprezzandone l’equilibrio tra maltosità e luppolatura o controllarne in controluce l’opalescenza.

Bevetele per rinfrescarvi e per dissetarvi, senza pensare alla Critica della ragion pura di Kant, come vi esorta Kuaska e come faccio anch’io. Fatevi una Session Beer. È il modo giusto per gustarsi una birra, soprattutto in estate.

Ho stilato un elenco di 60 birre, privilegiando quelle con un grado alcolico basso, non invasive, gratificanti ma che non impegnino troppo il discorso. Qua e là ho inserito però alcune birre più decise, come le porter o le IPA. Questo perché l’estate è sì tempo di rinfrescarci, ma qualche birra con una spinta in più – per svegliare le papille gustative intorpidite dall’afa, o magari per accompagnare una cena – non fa mai male.

Alcune sono nuove uscite, altre sono vecchi cavalli di battaglia da non abbandonare mai.  Ho indicato lo stile birrario e l’alcolicità, il formato in bottiglia (o in lattina) e il prezzo (se imbottigliata).

boccale di birra

60. Babél. Birrificio Foglie d’Erba. APA 4,8% (birrificio momentaneamente chiuso causa trasloco in un impianto più grande). 33 cl. Prezzo: 3,40 €
59. Kölsch. Päffgen. Kölsch 4,8%.
58. Rubus. Birra del Borgo. Kriek 5,8%. 75 cl. Prezzo: 11 €
57. Helles. Schlenkerla. Helles 4,3%. 50 cl. Prezzo: 3 €
56. Duchessic. Birra del Borgo. Lambic 5,8%. 75 cl. Prezzo: 10,50 €
55. Lilith. Brùton. Amber Ale 5,5%. 33 cl. Prezzo: 4,40 €
54. Sveva. Grado Plato. Lager 4,9%. 33 cl. Prezzo: 3,80 €
53. Suffolk Gold. St. Peter’s. Bitter 4,9%. 50 cl. Prezzo: 4,50 €
52. Kellerbier. Krug-Bräu– Kellerbier 5%. 50 cl. Prezzo: 1,73 €
51. Madamin. Loverbeer. Oud Bruin 5,7%. 33 cl. Prezzo: 7,60 €
50. Aurora. Vecchia Orsa. Blonde Ale 5%. 66 cl. Prezzo: 7 €
49. Beer weak brunch weasel. Mikkeller (Lervig). Stout 4,8%. 33 cl. Prezzo: 6 €
48. Bianca. Birra del Reno. Blanche 5,2%
47. SunFlowers. Birrificio Valcavallina. Blonde Ale 4,3%
46. #01 Session. Vento Forte. APA 4%. 33 cl. Prezzo:
45. Bianca Piperita. Opperbacco. Blanche 4,2%. 75 cl. Prezzo: 8,50 €
44. Duchesse de Bourgogne. Verhaeghe. Sour 6,2%, perfetta per iniziare ad avventurarvi nel mondo sour. 33 cl. Prezzo: 3,20 €
43. Iris. Cantillon. Lambic piatto 5%. 75 cl. Prezzo: 14 €
42. American Magut. Lambrate. West Coast Pils 5%
41. Gueuze. Tilquin. Gueuze 6,4%. 37 cl. Prezzo: 7,10 €
40. Stray Dog. Toccalmatto. Bitter 4,2%. 75 cl. Prezzo: 8,50 €
39. Grand Cru. Rodenbach. Sour 6%. 25 cl. Prezzo: 2,80 €
38. Pale Ale Chinook. Kernel. APA 5,1%. 33 cl. Prezzo: 5 €
37. Dead Pony Cl. Prezzo:ub. BrewDog. Golden Ale 3,8%. lattina 33 cl. Prezzo: 3,50 €
36. Kriek Lambic. Timmermans. Kriek 4,5%. 37 cl. Prezzo: 2,80 €
35. Pils. Gänstaller. Pils 5%
34. Porter. Founders. Porter 6,5%. Vista il recente ritorno-invasione delle Founders nei beershop, non si fatica a trovarle. 35,5 cl. Prezzo: 3,10 €
33. Gueuze. Cantillon. Gueuze 5%. 37 cl. Prezzo: 7,30 €
32. Amerikaans. De Molen. Bitter 4,5%. 33 cl. Prezzo: 3,50 €
31. To Øl. Hop Love Pils. Pils 4,5%. 33 cl. Prezzo: 4,20 €
30. Via Emilia. Birrificio del Ducato. Kellerpils 5%. 33 cl. Prezzo: 4,60 €
29. Pale Ale. Sierra Nevada. APA 5,6%. 35 cl. Prezzo: 3,90 €
28. Taddy Porter. Samuel Smith. Porter 5%. 55 cl. Prezzo: 3,90 €
27. Saint Lamvinus. Cantillon. Lambic alla frutta 5%. 75 cl. Prezzo: 16,50 €
26. Kellerbier. Ayinger. Kellerbier 4,9%. 50 cl. Prezzo: 2,90 €
25. Salty Kiss. Magic Rock. Gose 4,1%
24. Great White Beer. Lost Coast. Witbier 4,8%. 65 cl. Prezzo: 7 €
23. Nor’Hop. Moor. Golden Ale 4,1%. 66 cl. Prezzo: 7,60 €
22. Bink Blond. Kerkom. Belgian Ale 5,5%. 33 cl. Prezzo: 2,90 €
21. Extra-Hop. Birrificio Italiano. Pils 4,8%
20. Zinnebir. Brasserie de la Senne. Belgian Ale 6%. 33 cl. Prezzo: 3,70 €
19. Arabier. De Dolle Brouwers– Belgian Strong Ale 7%. 33 cl. Prezzo: 3,80 €
18. Seta e Seta Special. Rurale. Blanche 5%. 33 cl. Prezzo: 3,80 €
17. Runa. Montegioco. Belgian Pale Ale 4,8%. 75 cl. Prezzo: 9,30 €
16. Rodersch. Bi-Du. Kölsch 5,1%. 75 cl. Prezzo: 8 €
15. Salty Angel. Toccalmatto. Gose 4,4%. 75 cl. Prezzo: 8 €s
14. Ideale. Vecchia Orsa. Blanche 4,2%. 33 cl. Prezzo: 4 €
13. Saison. Dupont. Saison 6,5%. 33 cl. Prezzo: 3,80 €
12. Gose. Ritterguts. Gose 4,2%. 50 cl. Prezzo: 3,60 €
11. XX Bitter. De Ranke. Belgian Ale 6,2%. 33 cl. Prezzo: 3,20 €

Le migliori 10 birre dell’estate

birra brindisi

Ed eccoci al vertice della classifica delle birre più beverine. Quelle che non dovrebbero mancare nella cambusa del perfetto birrofilo in vacanza.

#10. Salada. Lariano

salada birrificio lariano

Gose 5%. 33 cl. Prezzo: 3,70 €.
Tra gli ingredienti di questa splendida Gose troviamo sale marino integrale di Sicilia e coriandolo, che regalano una sorsata gradevolissima.

#9. Rosé de Gambrinus. Cantillon

Cantillon Rose de Gambrinus

Lambic alla frutta. 5% con i lamponi. 37 cl. Prezzo: 8,40 €.
Più che una birra è un capolavoro di equilibrio tra asprezza e dolcezza dei frutti rossi. Per chi si aspetta una birra “da donne” lo rimando alle lageracce ghiacciate.

#8. HopHead. Dark Star

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Golden Ale. 3,8%. 33 cl. Prezzo: 4,30 €.
È una birra molto rinfrescante, con decise note erbacee. È perfetta in estate per il suo gusto morbido e per la sua gradazione alcolica contenuta.

#7. Infrared. Hardknott

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IPA. 6,5%. 33 cl. Prezzo: 4,10 €.
Nel mare magnum delle IPA, trovarne una davvero bilanciata è arduo. Questa. color rubino. inizialmente propone un aroma piuttosto dolce, che viene poi spezzato dall’intervento del luppolo.

#6. Tipopils. Birrifico Italiano

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Pils 5,2%. 75 cl. Prezzo: 8 €.
Birra color oro, pulita e con una bella schiuma, sarebbe anche nella mia top ten invernale.

#5. Petite Ghisa. Lambrate

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Dark Ale 3%
Una tra le ultime nate in casa Lambrate, contiene una notevole quantità di luppolo da aroma, soprattutto in dry hopping: si creano così piacevoli contrasti tra le note di caffè, legno affumicato e le fragranze agrumate e fruttate dei luppoli americani.

#4. La Grìgna. Birrificio Lariano

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Pils. 4,6%. 33 cl. Prezzo: 3,50 €
Prende il nome da una crudele guerriera che fece uccidere da una sua sentinella un cavaliere venuto a manifestare il suo amore per lei, 4,6% volume d’alcol. Ha ottenuto il primo posto nel concorso Birra dell’anno 2014, categoria Italian Lager. È una buona Pils, “pericolosamente” facile da bere.

#3. Leipziger Gose. Bayerischer Bahnhof

leipziger gose

Gose. 4,5%. 33 cl. Prezzo: 3,50 €.
Alla spina dà il meglio di sé, inebriando il naso con note agrumate e di coriandolo, ma se non riuscite a trovarla datevi pure alla bottiglia, senza pensieri. Da bere al posto dell’acqua.

#2. Taras Boulba. Brasserie de la Senne

Taras Boulba birra

Belgian Ale. 4,5%. 33 cl. Prezzo: 3,70 €.
Una buona base di malto fa da trampolino di lancio all’amaro deciso, agrumato ed erbaceo. Pulita, semplice, finirete la bottiglia quasi senza accorgervene e correrete a comprarne un fusto.

#1. 22 La Verguenza Summer. Birrificio Menaresta

verguenza summer birra

IPA. 6%. 33 cl. Prezzo: 4 €.
Versione estiva meno alcolica della 22 La Verguenza (Double IPA. 7,5% alc.vol.), prodotta con 100% malto pils che dona il colore chiaro e luppolata abbondantemente con luppoli americani (Simcoe e Chinook) e luppoli europei (Saaz e Tettnang Tettnanger) che creano un mix di note di frutta gialla matura, di frutta esotica ed erbacee.
Una birra ottima, con una beverinità assoluta, che rinfresca il palato ma che vi desta le papille con la sua luppolatura. Definita dai birrai stessi “un’onda di refrigerio in un mare di luppolo!”.

60 birre per l’estate sono 2 birre al giorno per chi si sparerà un mese di vacanze (c’è qualcuno?).

Sono fiduciosa di aver incontrato anche il vostri gusto. Ma alla voce facile beva per l’estate, avete altre birre da suggerire?

[Immagini: bostinno.streetwise.co, burrobarjax.com, businessdestinations.com, sheltonbrothers.com, thosebeersmonkeys.com, alesunlimitedlondoncocktailscholarscompletementflou, mensjournal, cucchiaio.it]

31 Commenti

  1. Saranno anche buone, ma questo scimmiottare il vino mi lascia perplesso a dir poco. La birra non era, non è e non deve diventare roba da “fighetti”, tutto questo “tirarsela” con retrogusti al melograno di sicilia maturo al 75% mi fanno storcere il naso, ma passerà, è una moda che sta esplodendo ora e che fra un paio di anni sarà dimenticata, e tutti torneranno ad una buona tedesca fatta come dio comanda, altro che sale e coriandolo.
    Divertitevi pure, io continuo a saccheggiare i Getränkemarkt della Baviera.

    • Non hai tutti i torti sulla roba da “fighetti”, una deriva che ha colto tanti birrifici anche italiani.

      Però tieni conto che il sale e il coriandolo che riporti sono gli ingredienti caratterizzanti proprio di uno stile tedesco (Gose, di Goslar)… in Italia è stato ampiamente ripreso, anche se diversamente rispetto alla tradizione tedesca.
      Non direi quindi che scimmiottano il vino. Forse ti riferivi a un’altra birra?

    • Guarda che sale e coriandolo sono gli ingredienti principali di un’ottima tedesca ben fatta..la Gose di Lipsia.. mi sa che nel tuo saccheggio ti è sfuggito qualcosa!

    • Sale, Coriandolo e Lattobacilli.
      Gli elementi delle Gose, tedesca fatta come Dio comanda.
      La bolla di cui parli doveva scoppiare già 2/3 anni fa invece non ha intenzione di farlo, anzi…
      Sulle germane bisognerebbe sentire Manuele Colonna, ormai portabandiera della Franconia a Roma!

    • Forse perchè non hai ancora imparato la differenza tra Ale e Lager, cosa che al confine con teutolandia può capitare. Lo so per esperienza diretta.

    • Lo stile preferito dalla maggior parte dei bevitori di birra artigianale è quello belga o inglese..tieniti pure la tua birraccia tedesca. Qui nella mia zona ci sono birrifici che hanno aperto da qualche anno e non danno segno di cedimento, anzi..

    • Le Weizen bavaresi piacciono pure a me, ma non sono affatto gli unici stili “autentici” 😉
      Certe belga hanno una storia altrettanto lunga alle spalle, e, non so se lo sai, pure la Germania settentrionale aveva una miriade di stili unici e particolari, di cui diversi ad alta fermentazione (e pure diverse birre alla frutta), i quali sono andati irrimediabilmente persi a causa dell’imposizione proprio bavarese del Reinheitsgebot (ahinoi!), condizione che imposero per accettare l’unificazione della Germania a fine Ottocento 😉
      Se ti interessa, qui c’è un bel pò di storia…guarda che scempio!!

      http://www.europeanbeerguide.net/gerstyle.htm

  2. @Andrea Guarda che IPA, lambic, kriek, belgian Ale, insomma il 99% degli stili citati nell’articolo, esistono da secoli… Non sono nati 2 anni fa inventati da alcuni “fighetti” che volevano “scimmiottare il vino”. La moda ha portato solo scelta e reperibilità.
    Che tu non li conosca e non ti interessi conoscerli è sacrosanto, ma riguarda solo te.

  3. Se Gose e Lambic (alla frutta) sono ritenute ottime tipologie di birra per i palati più esperti ed esigenti allora meglio un pò di acqua dimare addolcita e raffreddata con un po di schiuma. Ma io preferisco di gran lunga :il Tavernello almeno so che le uve sangiovese provengono solo dall’italia. Si perchè l’orzo viene importato da Russia ed Ucraina (per questo i grandi Islay, o wiskey single malt stanno decadendo) e il luppolo da Usa o Germania o Cina ..auguri buongustai..

  4. c’è ancora molto lavoro da fare: se la gente confonde una brasserie tradizionale come Cantillon con un produttore di birre aromatizzate, non mi stupisco che impazzi la vendita di “birre” al limone. Io continuo a bramare un frigo pieno di Tipopils, con un lambic piatto di Cantillon ogni tanto o una fresca Geuze di 3 Fonteinen. E magari un giorno incontrerò qualche esperto non menoso che mi racconterà quali sono i suoi vini estivi.

  5. ottima classifica, mi sono avvicinato da poco al mondo della birra artigianale che considero un mondo a se rispetto alla classica birra. Credo (spero) che molti di voi abbiano visto il documentario sulla birra artigianale in Italia “Brew it” (lo trovate su youtube). Avevo già di mio un’idea su quello che é l’artigianale come ambito di scelta di un qualsiasi prodotto sul mercato, il documentario mi ha aperto gli occhi. Punti di vista differenti tra i vari birrai italiani, metodi di presentazione del proprio prodotto differenti, ma con un risultato comune dare una vasta scelta di prodotti di qualità ai propri clienti. Citando sempre il documentario, stiamo andando sempre più verso un appiattimento dei gusti, la birra artigianale vuole fare la differenza, ma non per questo bisogna ‘condirle’ con elementi improbabili, bastano piccoli dettagli, sentori, quantità precise di elementi tradizionali per dare quel tocco in più. Mio modesto parere. AMEN

    PS i prezzi in bottiglia sono delle medie o presi da qualche fornitore particolare? Thanks

    • Conosco Brew it, ha già qualche annetto ma resta un bel doc.
      Ammetto di non capire questa separazione tra birra artigianale e “classica birra”, come dici tu. Non c’è dubbio sul fatto che ci siano delle differenze nel prodotto finale, ma catalogare la birra come “artigianale” e “industriale” (o non artigianale) non porta da nessuna parte. È quello che secondo me ha allontanato tanta gente e che fa dire “Questa birra non mi piace, sa troppo di artigianale” (è tutto vero, è successo anche se non l’ho sentito con le mie orecchie!). Più di una volta ho pensato che l’etichetta “artigianale” fosse controproducente, non solo per la birra, e tutto perché c’è chi ne ha abusato, rivestendo il prodotto di altri valori che cozzano con il concetto di artigianale.

      A mio parere, si tratta di una evoluzione-rivoluzione di una parte di quel settore. Ma è sempre quello. Fin qui mi spingo, poi però il discorso è davvero articolato e lo lascio fare a chi questa rivoluzione la fa veramente, in un birrificio o in un brewpub.
      Io me la godo guardandoli dall’altra parte del bancone, con una pinta in mano e chiamandola semplicemente birra.

      PS. I prezzi sono presi dai maggiori beershop online.

      • Dal momento in cui il prodotto finale è “materialmente” differente (sapori, produzione, ingredienti puri e non concentrati et simila, conservazione, scadenza) non vedo perchè non dovrei differenziarla da una semplice Becks, per esempio. Per il discorso di allontanamento delle persone dal tipo di prodotto artigianale, io forse sono il caso contrario, ti dirò non mi piace più il sapore delle birre “industriali”, acide, frizzantissime, talvolta anche fin troppo amare.
        Il punto è sperimentare nuovi sapori, conoscere ciò che si beve, pur mantenendo intatto il modo in cui bevee una birra, che potenzialmente si rifà a l’ottica che credo un pò tutti abbiamo: seduti ad un bancone con la buona compagnia. Al mare solo se qualcuno porta il ghiaccio 😀
        Peace!

  6. 4 nomi che mi sento di aggiungere in stile pale ale o APA
    brewfist TPA
    retorto morning glory
    toccalmatto grooving hop
    to/ol sundancer

  7. Io aggiungerei anche N.8 di Scarampola aromatizzata al chinotto di Savona, Blonde di Maltus Faber e Fleur Sofronia di MC-77 aromatizzata con fiori di ibisco

  8. Concordo con le aggiunte di Belladitheboss e Andrea79 e a mia volta aggiungerei: Wabi (Golden ale) di Orso Verde, Zest (Belgian ale) di Extraomnes, Debra Kadabra (Golden ale) di Toccalmatto/DeMolen, Boffaa (Bitter) di Lambrate, Summer Ale (APA) di Stradaregina.

  9. Si, peccato che se uno voglia farsi una bevuta quantitativamente decente debba spendere almeno 30 euro!! Con la scusa dell’artigianale i produttori si arricchiscono su una bevanda che dovrebbe essere del popolo! E noi pur di bere bene ci spendiamo lo stipendio al pub…oh poveri noi!

    • Al Pub una pinta o media ti costa quanto o pochissimo più di una Nastro al mais, dai 5 ai 6 €.
      una bottiglia se stiamo al pub ti costerà quello che ti costerà se vai a un beershop costerà tra i 3 e 4 € di media, Eataly Roma il mese scorso aveva le 33 di BdB a circa 2.50 €.

    • Forse è meglio puntare sulla qualità che sulla quantità! Però in certi casi i produttori e i publican se ne approfittano con i prezzi delle birre artigianali! Il problema dalle mie parti è che ci sono pochi posti che servono birra artigianale e i pochi che ci sono hanno prezzi astronomici! Una Seta Special da 33 l’ho trovata a 6€!!

      • Purtroppo per il prezzo posso confermare, in zone poco “servite” i prezzi lievitano in quei pochi Pub che trattano artigianali. Riferendomi a bottiglie da 33: Una Sierra Nevada Pale Ale, L’Olmaia La9 entrambe 5€
        Duchessa di Birra del Borgo (spina non bottiglia) 4,50€ (servita pure calda -.-).
        Quale beer-shop online mi consigliate per fornitura ed economicità? thanks

  10. Bellissima lista! L’unica cosa che mi fa storcere leggermente il naso, è la posizione così bassa della SunFlowers del Valcavallina. Birra magnifica che per i miei gusti dovrebbe stare tra le prime 10, d’estate è perfetta in ogni momento.

    E sono piacevolmente sorpreso dalla Taras Boulba in posizione così alta, l’ho bevuta solo di recente per la prima volta e ne sono rimasto piacevolmente sorpreso.

  11. Vorrei comprare una scatola di birra la GosèRittergus Gos 4,2 cl di Euro 370 l’una. Cortesemente mi mandate una email vincenzochiaviello@hotmail.com e mi fate sapere il metodo di pagamento . Preferisco un bonifico bancario. Coertesemente quanto mi madate l’email scrivete in italiano.buona vita.

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