Marco Martini chef

Più che di un rumors siamo ai boatos. Domani la Guida Michelin assegna le nuove stelle per il 2015. Le voci grida di corridoio danno per sicura la prima stella assegnata a Stazione di Posta, il bistrot romano guidato da Marco Martini.

Sarebbe, il condizionale è d’obbligo, un bel colpo per il locale nato quasi per caso da un’intuizione di Pino Cau (che ospita Pipero nel suo Rex) che affitta il locale alla Città dell’Altra Economia nel 2012.

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Un gioco che parte con la “Profezia Magna” del 21.12.12. e una giornata a tutta carbonara da fine del mondo.

Il nome di Stazione di Posta mi era venuto spontaneo per la conformazione dell’ingresso e il prato con i recinti. Devi voler raggiungere l’oasi che è stata creata per rifocillarti. E così l’insegna con il simbolo viene issata sulla porta tra un assaggio e l’altro che faccio insieme a Alessandro Pipero, primo mentore del locale con Luciano Monosilio ed Emanuele Broccatelli.

Da lì parte una crescita portata a compimento da Marco Martini che nel frattempo conquista anche il titolo di chef emergente 2013. Perché è vero che la stella viene riconosciuta al ristorante, ma ci vuole il manico di chi sta ai fornelli per appuntarsela sul petto.

E questa stella confermerebbe che l’era dei bistrot è tra noi più bella e forte che mai.

Stazione di Posta Marco Martini Roma

Stazione di Posta è un ambiente informale  che offre la possibilità di mangiare con un rapporto qualità – prezzo tutto spostato sul primo elemento.

Da Marco Martini si mangia bene e a prezzi calmierati: 5 portate a 50 €, 7 portate a 75 € e l’attenzione di 4 portate vegetariane a 40 € nei menu degustazione della cena.

A pranzo riescono a fare ancora meglio con 1, 2, 3 portate a 15, 25 e 35 € la domenica (con tanto di animazione bambini) che scendono a 12, 20 e 25 € nei giorni feriali.

Sembrerebbero prezzi da hard discount inadatti per una cucina di qualità.

Invece, basta guardare il menu della domenica con 3 portate a 35 € rinforzato da due dolci (5 + 5 €) e innaffiato da un Riesling (13 €) per scoprire come due commensali possano stare benissimo sotto la soglia dei 100 €.

Eccolo.

salmone

Antipasto di salmone con panna acida e limone candito e spinaci.

carpaccio

Carpaccio di manzo con uovo parmigiano e rucola.

pacchero

Pacchero con broccoli, salsiccia e pecorino.

tonnarelli al sugo di coda

Tonnarelli al sugo di coda (il tam tam dei clienti assegna un 10 e lode).

agnello

Agnello con frigitelli e patate.

spuntature

Spuntature con cipolla candita e verza. Gustose e succulente. Purea di verza morbida, salsa bbq saporita ma non aggressiva.

morbido alla nocciola

Morbido alla nocciola con caffè e panna.

ricotta e mandarino

Ricotta e mandarino.

Avete fatto un bel respiro? Perché tra questi piatti del pranzo, l’ajo e olio di mare o la quasi leggendaria Origine della carbonara si potrebbero celare le portate che hanno convinto ispettori e direttore della Michelin.

Ancora un giorno e sapremo se Roma ha guadagnato un’altra stella Michelin che si aggiunge al quadro dell’anno scorso.

E vedere se anche altre splendide realtà saranno prese in considerazione.

marzapane rinnovato romacappelletti-marzapane-romaCarbonara Marzapane

Come Marzapane della giovane Alba Esteve Ruiz  che ha messo a punto un menu carne da 30 € che comprende anche di sera l’ormai irrinunciabile carbonara 2013, tra le migliori di Roma.

E c’è anche un menu lungo da 7 portate a 55 € in cui spiccano i cappelletti ripieni di coda di rospo, crema di patate affumicata, scampi crudi ed un infuso di crostacei e il risotto con burro, alici del mar cantabrico e zenzero candito. Il tutto servito nel nuovo allestimento di un ristorante che ha aperto a primavera 2013 ed è stato già ampliato.

Bistrot 64 Romaspaghetti di patate al burro e aliciamatriciana bistrot 64

O Bistrot 64, il ristorante di Kotaro Noda ed Emanuele Cozzo forse un po’ sottovalutato, ma che ha regalato belle soddisfazioni ai clienti con piatti sospesi tra tradizione romana e innovazione.

Un’altra declinazione dell’essere bistrot contemporaneo con piatti come il risotto doppia coda (vaccinara e pescatrice), lo spaghetto di patate burro e alici, i lombrichelli allo zafferano, cozze e crema di funghi porcini. O la tradizionale amatriciana che ha convinto palati iper critici.

Il tutto sempre all’insegna dell’ottimo rapporto qualità prezzo con il menu degustazione La tradizione in evoluzione di 4 portate a 35 € e quello da 7 portate a 50 € . E a pranzo si scende a 30 € per 4 portate e c’è la possibilità di un uno-due a soli 15 €.

Bassi prezzi, alta qualità, divertimento. Sarà questo l’equazione perfetta che convincerebbe la Michelin ad accendere la stella?

[Immagini: Daniele Amato, Vincenzo Pagano]

4 Commenti

  1. Ho avuto la fortuna di testare lo chef Martini una sera infrasettimanale, per caso. Già dalle prime battute avevo capito trattarsi di qualcosa di serio (insuperabile, tra i benvenuti dello chef, “la nascita della carbonara”).
    E che dire,poi, della cura nei particolari come, ad esempio, nella preparazione del pre dessert! Una bella scoperta che consiglio a tutti. Sicuramente crescerà e parecchio anche.

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