Trapizzino Stefano Callegari

Pizza a Milano, si cambia. Dopo lo sbarco in città della pizzeria di Gino Sorbillo, Lievito Madre al Duomo, è il turno di un altro protagonista della pizza: Stefano Callegari.

Questa volta si parla di Roma e del suo Trapizzino, il triangolo di pizza morbido all’interno e croccante all’esterno che diventa contenitore di condimenti tipici della cucina romana.

Callegari Sorbillo Trapizzini appena sfornatiCallegari prepara Trapizzino doppia panna

Martedì 13 gennaio, al Baladin di Milano a partire dalle ore 19, gli appassionati di pizza potranno assaggiare i classici Pollo alla cacciatora e Parmigiana di melanzane, affiancati a rotazione, da Polpette al sugo, Coda alla vaccinara, Lingua in salsa verde, Zighinì di manzo e, tra gli ultimi nati, il Doppia panna con stracciatella di burrata e alici del Cantabrico.

Il Trapizzino è un’idea – vincente – di Stefano Callegari che utilizza un impasto per pizza a base di farina di grano tenero, lievito madre naturale, lievito di birra, acqua, sale e olio extra vergine di oliva. Cottura in forno elettrico di teglie con l’impasto diviso in quadratoni che, tagliati lungo la diagonale, danno vita alla “tasca” contenitore pronta ad accogliere il ripieno preparato nelle cucine di Trapizzino sul momento. Un nuovo passaggio del triangolo prima della farcitura dona la croccantezza giusta.

Trapizzino 2015

Per l’occasione di Milano è stata preparata un’offerta particolare: 1 Trapizzino a scelta e 1 mini Teku di Birra Baladin a scelta a 5 €.

Che fate, Milanesi, lo date un mozzico alla cucina romana del futuro? E, soprattutto, sperate che a Milano ci rimanga per scrollarsi di dosso l’immagine negativa della pizza in città?

6 Commenti

  1. Spero che molti milanesi lo proveranno, io sono un assiduo frequentatore del Trapizzino di Testaccio (e mi dispiace solo che, dopo il restyling, abbiano levato la pizza, anche quella ottima) e la loro offerta, oltre che essere di qualità, ha secondo me anche un buon rapporto q/p, pure per i supplì speciali.

  2. L’ho provato da Baladin l’anno scorso, la prima volta che sono stati qui: Quello col pollo alla caccitora (ma anche burrata con le alici) me li ricordo ancora… Favolosi.

    Anzi, no: terribile, state alla larga!!!
    (così c’è meno gente e me li mangio tutti io)

  3. Non sapevo cosa fosse il mini teku: ho scoperto che è un bicchiere da 33 cl, non una pinta ma comunque una “dose adeguata”.
    Trattandosi di Baladin, alla fine il tripizzino è praticamente regalato
    Però come iniziativa di marketing mi sembra proprio “mal fatta”.
    Quanti hanno percepito l’offerta come se fosse “un sorso di birra” ?

  4. Offerta interessante, da non perdere, per me cacciatora e lingua su tutti. Una precisazione, nel TeKu -dalle iniziali di chi ha pensato la forma, Teo Musso e Kuaska, evidentemente- classico, da 42,5 cl, pensato come bicchiere universale da degustazione, sono verosimilmente serviti massimo 32-35 cl, sicuramente meno di una media, molto meno di una pinta. Quindi nel mini TeKu dalla capacità (massima) di 33 cl non credo che si troveranno più di 20-22 cl, una “piccola”o poco più, anche se onestamente non l’ho ancora provato.
    p.s. già il teku è uno dei bicchieri meno adatti, ci mancava il miniteku, mannaggia a li pescetti.

  5. Io penso di essere l’unica al mondo a non aver gradito il trapizzino… ho assaggiato due varianti: quello con la parmigiana, gustoso, e quello con le polpette al sugo, dove la carne mi è sembrata di pessima qualità (un po’la sensazione di aver mangiato Avanzini messi insieme a polpetta). In generale trovo il trapizzino scomodo da mangiare, con il ripieno che scappa da tutte le parti ad ogni morso, per cui proprio non riesco a vedere la genialità in quest’idea.

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