Le prime 10 birre del mondo. Guida non ad uso dei birrofili artigianali

Tempo di lettura: 3 minuti

boccali birra

Hai voglia a scrivere di birra artigianale, di migliori birre per l’estate, di abbinamenti et similia.

La legge del più forte è quella dei (grandi) numeri. E ci ha pensato a metterlo nero su bianco chi con i numeri ci lavora: Bloomberg, l’agenzia finanziaria americana, si è chiesta come è cambiato il mondo della birra in 10 anni.

E lo ha fatto stilando la classifica per quote di mercato nel mondo.

Mettetevi seduti e preparate un boccale. Da riempire non sappiamo come.

#10. Coors Light (USA)

birra coors light

Leggo che questa bionda leggera ha un trucco: le montagne dell’etichetta diventano blu quando la bottiglia è alla giusta temperatura (ho detto montagne). Detiene l’1,3% della quota di mercato nel mondo.

#9. Brahma (Brasile)

Megan Fox Brahma Beer

Bevendola si ha l’impressione di ingollare della soda piuttosto che della birra, anche se alla fine non lascia il tipico effetto “gassoso” delle bibite addizionate con anidride carbonica”. Wow (1,5% di quota di mercato).

#8. Harbin (Cina)

Harbin museo birra

La città cinese finisce due volte all’anno sui telegiornali. In inverno per il Festival delle sculture di ghiaccio, in estate per quello della birra. È il più antico marchio di birra cinese ed è stato fondato nel 1900 da Jan Wróblewski (1,5% del mercato).

#7. Heineken (Olanda)

Heineken

Respirate, siete in Europa e la riscossa del Vecchio Continente è affidato a uno dei marchi più conosciuti anche in Italia. Olandese, ma anche marchi e stabilimenti sparsi in 65 Paesi tra cui l’Italia conla Birra Moretti e “l’estiva” Ichnusa. Voi la conoscete per via della birra o della musica? (1,5% del mercato)

#6. Yanjing (Cina)

yanjing birra

Crescita impetuosa per questa birra che da regionale di Pechino in 10 anni è entrata nella top ten. “Una rice lager leggera e poco gasata, che con tutto quel fritto disseta meglio dell’acqua” è una delle recensioni più recenti. (1,9% nel 2005 era 16ma)

#5. Skol (Brasile)

Skol

Una birra “tradizionale” del Brasile, fresca e leggera che bevono dal 1967 nel Paese carioca. Ma la birra ha origini svedesi ed è di proprietà della Carlsberg che l’aveva lanciata in Europa nel 1964. (2,2% del mercato)

#4. Budweiser (USA)

Budweiser

Altro marchio molto conosciuto a livello planetario. Qui in Italia Carlo Pedersoli ha utilizzato la birra che gli piaceva per coniare il suo nome artistico: Bud Spencer (2,3% della quota di mercato mondiale)

#3. Bud Light (USA)

Bud Light

È la birra per chi vuole stare a dieta perché ha meno calorie. I detrattori suggeriscono in alternativa l’acqua che ha un sapore migliore (2,5% di quota, nel 2005 era al primo posto e ha perso il 7% delle vendite)

#2. Tsingtao (Cina)

Tsingtao

Un’altra crescita esponenziale in 10 anni. Tsingtao ha una quota pari al 2,8% del mercato e nel 2005 era solo al numero 10 della classifica. Nella fondazione c’è sempre lo zampino dell’Europa. Qingdao, la città che ospita lo stabilimento, era una colonia tedesca e la prima birra fu bevuta nel 1903 durante un combattimento di kung-fu.

#1. Snow (Cina)

Snow birra Cina

Una birra leggera, molto leggera e con poca schiuma che pero piace tanto da detenere quasi il doppio del mercato rispetto alla seconda che è sempre cinese: 5,4% la quota con una crescita delle vendite del 573% dal 2005. Non vi basta?

[Link: Repubblica. Immagini: portaledelleosteriesixtyfour, coroflot, liquormarts, foodwinenet]

2 Commenti

  1. É tutto lì il problema, voi la chiamate birra artigianale e birra industriale/normale, per me una é la birra e l’altra é una cosa che viene messa in bottiglia ad occupare spazio inutilmente
    Che poi vorrei vedere chi nel mondo del vino oserebbe chiamare vino un prodotto con 20-30% di succedanei e sottoposto a trattamenti che ne sviliscono il gusto

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