Taste of Roma. Quattro buoni motivi per mangiare con noi

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Taste of Roma 2015 chef selfie

Volete un motivo per andare al Taste of Roma, la manifestazione dedicata ai grandi chef e agli appassionati di gastronomia che apre i battenti all’Auditorium giovedì 17 settembre?

Ve ne diamo più di uno.

1. Gli chef

Giulio Terrinoni

E qui i motivi diventano subito altri 12. Tanti quanto gli chef chiamati ad installare le proprie cucine negli stand e a preparare tre piatti – come da tradizione – e un quarto ispirato al tema “World of Taste” perché un po’ di Expo Milano deve toccare anche ai Romani in attesa del Giubileo.

Eccoli.

Riccardo Di Giacinto (All’Oro), Cristina Bowerman (Glass Hostaria), Andrea Fusco (Giuda Ballerino), Angelo Troiani (Acquolina Hostaria in Roma), Daniele Usai (Il Tino), Francesco Apreda (Imago all’Hassler), Heinz Beck (La Pergola – Hotel Rome Cavalieri), Roy Caceres (Metamorfosi), Stefano Marzetti (Mirabelle Hotel Splendide Royal), Alba Esteve Ruiz (Marzapane), Giulio Terrinoni (Per me) e Marco Martini (Stazione di Posta)

2. I piatti

rossini-cappesante-foie-gras-Bowermanfoie gras RaffaelloTartare di manzo

Il menu prevede 48 portate (!) con prezzi che vanno dai 5 ai 10 sesterzi. Che sarebbero i denari della carta prepagata da acquistare alle casse per facilitare gli assaggi. Il cambio è alla pari con l’euro quindi 1 sesterzio = 1 euro.

Cosa assaggiare sulla carta? Andiamo sul sicuro con il Rossini di mare di Cristina Bowerman, con il Raffaello di foie gras (che è anche gluten free) di Riccardo Di Giacinto, la tartare di manzo con caviale Calvisius e panna acida allo yuzu di Heinz Beck (di cui avete la ricetta qui). E poi… vi diremo

3. Lettere che vengono dalla pancia

Lettere

In un mondo che gira vorticosamente tra WhatsApp, mail, Facebook e Twitter e in cui tutti vogliono comunicare uno stato d’animo e la loro verità, il Festival delle Lettere sembra un reperto di archeologia. Chi mai scriverà lettere? Tanti e senza limiti di età. Quest’anno c’è la partecipazione del Festival grazie al tema delle Lettere di Pancia, anche se già si conoscono i finalisti (c’è anche Caterina Baccaro di 75 anni).

4. I Fantastici Quattro di Scatti di Gusto

Castello di Zemono Pagano

Sì, diciamolo, abbiamo fatto il gioco dei quattro per farvi arrivare a Scatti di Gusto e farvi conoscere Vincenzo Pagano che aspetta 14 commensali alla tavola dello Spazio Snaidero. 4 appuntamenti con 4 chef per parlare e assaggiare una diversa romanità in cucina. Mezz’ora per scoprire un segreto di una ricetta e per gustare un piatto tra i migliori della Capitale.

Ecco il programma.

Deuk Uoo Ferretti Min

Sabato 19 settembre. Ore 14 – 14:30. “Il ritorno della Pajata libera” con lo chef Daniel Kim e Deuk Uoo Ferretti Min del ristorante coreano Galbi (e vi lasciamo nella curiosità).

Stefano Calligaris

Sabato 19 settembre. Ore 15 – 15:30. “Il trapizzino da bere” con il pizzaiolo Stefano Callegari di Trapizzino e il barman Federico del Sorpasso. L’antico e il contemporaneo (idem come sopra).

Alba Esteve Ruiz

Domenica 20 settembre. Ore 14 – 14:30. “La carbonara iberico-romana” con la chef Alba Esteve Ruiz di Marzapane (dicono la migliore carbonara di Roma).

Dino de Bellis Arcangelo Dandini

Domenica 20 settembre. Ore 22 – 22:30. “I piatti irriverenti che diresti sbagliati” con lo chef Dino de Bellis del Salotto Culinario (Cacio e Pepe, Gricia e Carbonara come non le avete mai viste mangiate).

Siete pronti ad assaggiare i piatti dei 12 chef, a scrivere lettere dal profondo della pancia e soprattutto a gustare con noi la romanità più diversa?

Come fare? Rivolgetevi alla hostess prima della sessione e date il vostro nome oppure scrivete qui nei commenti a quale appuntamento di Scatti di Gusto in Cucina con Snaidero volete partecipare. Vi metteremo in lista noi e dovrete solo presentarvi 20 minuti prima per confermare la presenza. E buon appetito.

11 Commenti

  1. C’é qualcosa in cui gli spagnoli non primeggino, mi domando da italiano che vive in Spagna da 10anni…pizza, gelato, carbonara, risotto, lasagne, prosciutto, financo il tiramisú secondo mia suocera é meglio in Spagna. Bo’, sará, ma io credo che li esaltiamo sempre un po’ troppo

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