La carne rossa? Cancerogena come le sigarette

salsicce

Nuovi cancerogeni. Dopo le sigarette, l’amianto, l’arsenico, l’alcol, l’asbesto, ecco che la scienza prende di mira un nuovo bersaglio a salvaguardia della salute pubblica: le carni rosse e le carni lavorate, ovvero le salsicce, la pancetta – e gli hamburger…

Lo riferisce l’Huffington Post: sarebbe intenzione della WHO, la World Health Organization, inserire le carni rosse fra i potenziali cancerogeni. Forse già da lunedì prossimo, 26 ottobre.

Bene o male si sapeva che il cancro all’intestino è dovuto in buona parte all’alimentazione, assieme all’alcol, a una scarsa attività fisica e ad altri fattori concomitanti: ma a quanto pare si potrebbe arrivare a un’etichettatura del tipo “potenzialmente cancerogena per gli esseri umani”.

Osteria-Ophis-fiorentina

Questo allarme definitivo prende le mosse da un accurato studio pubblicato una decina di giorni fa dalla rivista “Nature”, portato a termine da un gruppo internazionale di ricercatori – inglesi, spagnoli, statunitensi, olandesi e di Hong Kong. Il consiglio naturalmente non è di eliminare dalla nostra dieta le carni rosse, ma di limitarne il consumo a 70gr al giorno. Magari nemmeno tutti i giorni.

pancetta

Quindi – addio, costate alla fiorentina e bourguignonne? Metteremo una croce sulle entrecôte? Useremo la pancetta tesa come fermaporta? Ci limiteremo a leccare via il sale dalla carne salada?

Ma soprattutto: che ne sarà della mia carriera di degustatore, assaggiatore, delibatore, e soprattutto classificatore di hamburger? corro il rischio – seriamente – di vedere pubblicata una mia classifica degli hamburger – tragicamente – postuma?

7 Commenti

  1. Ma 70 grammi li hanno concessi. Quindi è un problema di eccessi, forse.
    Ma tutti gli eccessi(di carboidrati ad esempio) hanno delle conseguenze negative.Anche se non sempre: conosco bevitori e fumatori che non hanno problemi di salute.
    Come vi sono persone in sovrappeso non alto che campano a lungo.
    Vorrei comunque approfondire l’articolo di Nature.
    .
    Sulla carne ai ferri è opportuno migliorare la cottura per evitare le famose bruciacchiature che non fanno troppo bene: nelle pizzerie c’è stato un miglioramento dopo Report.
    Vincenzo Pagano è stato tra i pochi Napoletani a non nascondere il problema, come hanno fatto altri partenopei.
    I pizzaioli si sono maggiormente impegnati su questo delicato ed importante aspetto di una buona pizza.
    Auspico che lo stesso avvenga per le carni servite nei vari locali italiani.
    Incomimciamo da una buona cottura e non eccediamo.
    .
    Queste notizie mandano in visibilio il marketing dei prodotti vegani: una moda che sta coinvolgendo molti.
    Pensate che Lionello, il pizzaiolo vegano del casertano mi ha stimolato ad andare a mangiare una delle sue nuove e fantastiche pizze.
    Io, che mangio soltanto Marinara e Margherita.
    Ciao

  2. Vorrei che qualcuno cliccasse sul link definito “accurato studio pubblicato su Nature”, e mi dicesse:
    – se parla di CAUSE e non piuttosto di un articolo sulla CLASSIFICAZIONE delle molecole cancerogene
    – se e dove associa il consumo di carni rosse e lavorate come precursore del CRC.

    Ci ho provato (non in dettaglio, lo ammetto), ma davvero mi pare parli di tutt’altro. C’è inoltre un altro problema: si parla di un articolo di HuffPost, che si rifà a sua volta a un articolo del DailyMail

    un momento: ho detto “DailyMail”? La fonte sarebbe quel mitico sito dove vado a spupazzarmi gli occhi di tette&qli quando voglio esercitare la mano destra?
    Daaaaai… 🙂 Non dico che non sia vero (l’eccesso, le carni rosse, le carni stagionate e trattate), ma c’è un po’ troppa relata refero, e in tre passaggi il “riassunto della sintesi della semplificazione” temo che la notizia originale sia stata un attimino travisata
    Sempre che la notizia originale esista.
    Nessun astio, ma un invito al dailymail: ma occupatevi del vostro (tette&qli) che vi vogliamo sempre bene 🙂

  3. A quando la WHO dirà che l’aria che respiriamo è potenzialmente cancerogena? 😉
    Io ho l’impressione che i grandi organi internazionali piano piano cerchino di convertirci a vegani, sapendo forse che in futuro ci saranno troppi esseri umani, e dare carne a tutti sarà un problema…

  4. Per la cronaca: ho letto l’articolo dell’Huffington Post – che tendenzialmente è una fonte abbastanza autorevole – e, più sommariamente forse, quello del National Health Service e quello del World Cancer Research Found, e sono andato a cercare anche l’articolo su Nature, scorso mooolto sommariamente, e ne ho tratto una sintesi, conseguenze comprese.
    Oggi ne trovo conferma sulla stampa: http://www.repubblica.it/salute/alimentazione/2015/10/26/news/oms_carni_trattate_e_rosse_cancro_linee_guida-125917010/?ref=HRER1-1
    Ovvio che tutti gli allarmismi vanno presi col contagocce, i bandi cum grano salis, eccetera – ovvio che un consumo moderato di tutto è da considerarsi preferibile.
    Ma forse non siamo più a “I preti ci uccidono con l’onda”, il proclama che un originale signore andava pittando su muri e marciapiedi di Milano.
    Ora – non sarà forse – lo è sicuramente – la lobby delle mucche, che vuole farci diventare tutti vegani?

  5. La questione è più complessa delle semplificazioni fatte dai giotnali che hanno parlato, attenzione, di un’anticipazione e non su un articolo scientifico.
    Che, sembra, che sia stato pubblicato oggi.
    Per far capire cosa intendo per argomento(e relativi problemi)complesso vi invito a leggere http://www.nature.com/articles/srep13484
    un articolo di Nature del 28 agosto 2015, cioè molto recente. Che parla del rapporto tra dieta vegetariana e sviluppo del cancro del colon.
    .
    Avevo anticipato, nel primo commento, il tema delle sostanze che si sviluppano in cottura e che diventano pericolose nelle bruciacchiature evidenti:
    questa ipotesi è presente in tutti gli articoli ricordati nel post e nel dibattito.
    Quindi, una cosa possiamo fare per la salute: rifiutare di mangiare pizze e carni annerite.
    A casa non è difficile: con la pratica, si può arrivare ad una cottura senza bruciacchiature.
    O se presenti, scartarle.Ma, in un locale dove si paga, dobbiamo imparare a pretendere delle cotture senza zone annerite.
    .
    Sulle pizze ho notato un miglioramento.Ma ho notato anche dei risvolti negativi: la paura di bruciacchiare fa uscire dal forno cornicioni di pizza un po’ pallidini, malatucci.
    Ed anche delle pizza che si raffreddano molto velocemente.Sulle carni c’è da migliorare ancora: si fanno una montagna di chiacchiere su particolari secondari e si trascurano i fondamentali: tra questi, la cottura degli alimenti, è al primo posto.
    E, come si legge negli articoli scientifici, è importante non solo per il gusto ma anche per la salute.
    .
    Il discorso sugli insaccati, attenzione, riguarda TUTTI gli insaccati, e non solo i wurstel: perfino il prosciutto.
    L’ipotesi, in questo caso, dicono, potrebbe riguardare le sostanze utilizzate per la trasformazione della carne.
    .
    Alla fine se ne escono con l’antichissima regola: non esagerare.

  6. Purtroppo e’ vero ho 4 familiari morti per aver mangiato troppa carne tutti morti di infarto e di ictus sotto i 50 anni e dire che ridevano e scherzavano coi vegetariani .Tutti con le vene tappate

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