Tonno in scatola. La classifica e il migliore da comprare

Tempo di lettura: 7 minuti

Qual è il migliore tonno in scatola? Almeno dal punto di vista del tonno? Greenpeace ha pubblicato la quarta edizione della classifica Rompiscatole, che valuta la sostenibilità del tonno in scatola venduto in Italia: 11 i marchi scelti, circa l’80% del mercato italiano, che sono stati giudicati in base alle politiche sostenibilità ed equità, alle specie catturate, ai metodi di pesca usati, alle informazioni che forniscono i consumatori, alla trasparenza e all’adozione di determinati criteri di sostenibilità ambientale e sociale.


Aggiornamento: la classifica 2020


Inutile dirvi, cari consumatori, che le vostre (come le mie) scelte influenzano (e non di poco) il mercato. “Solo cinque anni fa, quando abbiamo iniziato questa campagna, quasi nessuna azienda aveva adottato criteri di sostenibilità nella scelta del tonno da mettere nelle scatolette e la maggior parte si trovava in fascia rossa – spiega Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia – Oggi invece quasi tutti i marchi che abbiamo analizzato hanno politiche di acquisto scritte nero su bianco. Non solo: il settore ha fatto passi avanti in tema di trasparenza in etichetta e sostenibilità. Questo dimostra che le scelte dei consumatori possono davvero influenzare le decisioni delle aziende e garantire un futuro al mare”.

Tonno scatolette

E non è tutto: dal prossimo anno sarà avviata una campagna sul tonno che spingerà molte aziende a indicare sulle proprie scatolette il nome della specie e l’area di pesca.

Inoltre, sarà possibile scegliere tra molti prodotti sostenibili, provenienti anche dalla pesca con canna.

Ecco la classifica per farvi scegliere al meglio.

1. Tonno ASdoMar

Verdetto: sempre attento alle tematiche ambientali, AsdoMar offre un’ampia gamma di prodotti sostenibili: manca poco per essere 100% sostenibile!

Il prodotto più sostenibile:  i prodotti con tonnetto striato pescato a canna.

2. Tonno Esselunga

Verdetto: ha migliorato i propri impegni contro la pesca distruttiva, ma deve fare ancora un piccolo sforzo per far arrivare prodotti 100% sostenibili sui propri scaffali.

Il prodotto più sostenibile: non c’è ancora!

3. Tonno Conad

Tonno Conad

Verdetto: Si impegna contro la pesca distruttiva e per una maggiore trasparenza, ma c’è ancora da fare per fornire un tonno davvero sostenibile.

Il prodotto più sostenibile: non c’è ancora!

4. Tonno Rio Mare

Tonno Rio Mare

Verdetto: sta lavorando per rispettare il proprio impegno: diventare 100% sostenibile entro il 2017, ma nelle sue scatolette finisce ancora tonno frutto di pesca distruttiva. “Qualità responsabile” non è ancora sinonimo di sostenibilità.

Il prodotto più sostenibile: Tonno Rio Mare pescato a canna. Nel 2016 l’azienda promette un altro prodotto con tonno da pesca sostenibile.

5. Tonno Coop

Verdetto: sempre attenta alle tematiche ambientali, sulla sostenibilità del tonno in scatola ha ancora molto da fare.

Il prodotto più sostenibile: tonno in tranci “Fior Fiore” pescato a canna.

6. Tonno Nostromo

Tonno NostromoVerdetto: migliora perché mantiene le promesse fatte, ma gli impegni presi contro la pesca distruttiva sono ancora troppo pochi!

Il prodotto più sostenibile: Nostromo filetti di tonno all’olio di oliva pescato a canna (vasetto 200gr).

7. Tonno Carrefour

Tonno carrefour

Verdetto: la strada da fare è ancora tanta, ma dimostra di essersi iniziato a muoversi verso la sostenibilità.

Il prodotto più sostenibile: ancora non c’è, ma Carrefour si è impegnato a lanciare sul mercato italiano tre prodotti sostenibili entro il prossimo anno.

8. Tonno MareBlu

Verdetto: alle parole non seguono i fatti: nonostante le promesse fatte quasi tutto il tonno Mareblu proviene da pesca distruttiva. Con solo 0,2% di prodotti sostenibili riuscirà davvero a raggiungere l’obbiettivo 100% al 2016?

Il prodotto più sostenibile: Mareblu pescato a canna. Peccato che sia quasi impossibile trovarlo!

In più, Greenpeace aggiunge: “Aveva promesso il 100% di tonno sostenibile entro il 2016, ma ad oggi non arriva neanche allo 0,2%! Il tipo di pesca che usa svuota i mari e uccide a migliaia squali, tartarughe e altri animali marini! Mareblu tradisce la fiducia dei consumatori e finisce in fondo alla nostra classifica. Come se non bastasse, la Thai Union Group – proprietaria del marchio – è stata recentemente collegata a casi di violazione dei diritti umani nella propria catena di fornitori”. Segue l’invito a firmare una petizione: “Chiedi a Mareblu di rispettare gli impegni presi: eliminare dalle proprie scatolette tonno proveniente da pesca distruttiva e dare garanzie sulla tutela dei diritti dei lavoratori”.

9. Tonno MareAperto (Star)

mare aperto tonno

Verdetto: il gruppo spagnolo che ha acquisito il marchio MareAperto si apre al dialogo, ma non si impegna ad offrire prodotti sostenibili ai consumatori italiani.

Il prodotto più sostenibile: nessuno.

10. Tonno Lidl

Tonno Nixe Lidl

Verdetto: la sua marca, Nixe, contiene tonno pescato con metodi di pesca distruttivi. A quando impegni precisi per prodotti sostenibili?

Il prodotto più sostenibile: nessuno.

11. Tonno Auchan

Verdetto: non ha ancora preso alcun impegno per garantire la sostenibilità dei propri prodotti. Da sempre sul fondo della classifica: a quando scelte precise per una pesca sostenibile?

Il prodotto più sostenibile: nessuno.

tonno di Carloforte

Tra questi c’è il vostro tonno preferito?

Fatemi sapere se avete cambiato marchio.

[Link: Greenpeace, Leggo. Immagini: Tiragraffi, Mania Spot, Informazione.it, Cliccaeritira, ItalyFoods.comfr.openfoodfacts.org]

21 Commenti

  1. Due parole, gentile Valentina, sul significato della dizione “pescato a canna”?
    Davvero mi colpisce, e non so cosa significhi. Escludo che sia da prendere in senso letterale: orde di pescatori con i baffoni e cappello di lana che gettano la propria lenza a mo’ de “il vecchio e il mare”. E che la sera davanti al fuoco raccontino ai nipotini con gli occhi sgranati di mostri marini e terribili uragani…

    • Caro Paolo, ti stupirò: è da prendere in senso letterale. Ti riporto quello che Greenpeace spiega quando si parla di questo tipo di pesca.

      “Pescato a canna: la pesca a canna viene effettuata con piccoli pescherecci che sono di solito di proprietà di pescatori locali e possono dar lavoro fino a 35 persone. Si tratta di una pesca altamente selettiva: i tonni vengono pescati uno a uno e le catture accidentali sono minime”.

      Ma sui baffoni, sul cappello di lana e sui nipotini non posso dirti nulla 🙂

      • Battute a parte, la cosa mi stupisce davvero. Il dato non sembra molto compatibile con la filiera di settore.
        Sarà interessante indagare, in fin dei conti è il mio lavoro!

  2. P.S. Mi cospargo di cenere: da vero maleducato ho omesso di ringraziare per la sollecita e cortese risposta di Valentina.
    Andrò davvero a sfrucugliare gli indici di concentrazione del settore e la ragione dell’esistenza di così piccole imprese.

    • Caro Amos, lo scopo dell’articolo è fare informazione, non opinione. Quindi fornire al lettore ciò che di più basilare (e importante) Greenpeace ha detto riguardo a ogni scatoletta, dopo averci studiato ben due anni.

  3. Tra l’altro… Già che siamo in argomento tonno. Sono 3-4 anni che mi pongo una domanda che diventa ogni giorno più scomoda. Per quale motivo il tonno al naturale costa di più di quello sott’olio? E collegato a questo, perché ogni santo giorno in tutti i volantini di offerte di tutti i supermercati compaiono offerte stracciate di tonno in scatola di tutte le marche, ma sempre e soltanto sott’olio? Con che diavolo di olio li fanno?Scusate il tono da consumatore medio…

    • forse perchè a parità di peso, in quello all’olio, la quantità di tonno è minore rispetto a quello naturale? sto provando a suporre, eh, non lo so per certo

  4. Attenzione non è una classifica sulla qualità.Come potrebbe sembrare ad una lettura superficiale.
    Questa è la classifica.Non ci sono tutti i marchi.
    http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2015/mare/infografica_TONNO_IN_TRAPPOLA.pdf
    .
    Non condivido di questo tema(ed anche in altri simili) lo spreco di PAROLONI nei media.
    Cioè l’uso sproporzionato di alcuni valori(parole) importanti e che per questo diventano paroloni.
    La sensibilità ambientale è un valore che condivido ma mi sono accorto che, a volte, è accompagnata da scarsa sensibilità sociale e cinismo.
    Ne esiste uno in particolare: il cd. enogastrocinismo.

  5. Queste graduatorie lasciano il tempo che trovano, poiché si scontrano con un nemico inesorabile, il fabbisogno mondiale di tonno. La pesca “distruttiva” esiste poiché è impossibile soddisfare tale produzione con dei metodi cosiddetti sostenibili.

    • La classifica dei Tonni, con la maiuscola, anche se mirata a campagne sensibilistiche, è orrendamente falsata, copia incolla compresi. Di buono, Valentina, mette in risalto un problema però. Quello della bontà, anche sbagliando. Di certo la mancanza di CALLIPO la dice lunga, come il CARLI, e l’introvabile SARDANELLI.
      Riguardo ALBACORE alias Auchan, o NEXI alias Lidl, consiglio attenzione, vista la provenienza nord-Africana, con i sempre presenti casi di naufragi extracomunitari, i Tonni, quelli veri, mangiano di tutto..!
      Quanto alle pescate con canna della MAREBLU, consiglio ai divulgatori di queste scemenze, di studiarsi meglio come avviene questa pesca, Greenpeace in primis.

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