Abruzzo. 11 indirizzi da mettere in rubrica tra vino e olio

arrosticini

Dici “Abruzzo” e parte un loop di arrosticini e zampogne, facile folklore, usanze immutabili. Invece c’è una realtà più ricca, colorata e piena di sorprese – non meno virtuose delle celebri “virtù teramane” che si gustano solo il primo maggio, quindi, non ora.

scrippelle mbusse

È un Abruzzo che vale la pena di scoprire. Fatto di donne-manager, cuochi illuminati, oleologi perfezionisti, cantine 2.0, creatori di gusto, continuatori di culture – e loro storie da raccontare, viaggiando tra mare, colline e montagne.

Eccone alcuni.

Germaine Bombampete

1. Germaine Bombampete, tostissima imprenditrice di origine congolese innamorata dell’Abruzzo. Due le attività: l’olio EVO – puro o variamente aromatizzato – dell’Antico Frantoio Bombampete nell’area di Ortona e la cosmesi naturale con Villa Eta Luxury Cosmetic, una linea di prodotti a base di ingredienti sia locali come olio di oliva sia esotici come burro di karité e olio di argan. L’intento è quello di insegnare le persone a nutrirsi bene dentro e fuori.

panna cotta bottega culinaria biologica

2. Cinzia Mancini, patronne di Bottega Culinaria Biologica a San Vito Chietino, cuoca dalla mano leggiadra, autrice di piatti bio. Uno per tutti, una panna cotta al latte di mandorle, crema di 3 zucche diverse, fiori di borragine, insalatine e chip di mais di cui era bella perfino l’ombra. Figurarsi il gusto.

Stefania Bosco

3. Stefania Bosco, Donna del Vino, anima ed erede col fratello delle cantine Bosco Nestore, del cui patrimonio culturale ed enologico è appassionata custode e promotrice, in primis il Montepulciano della casa o il prezioso Pan, la cui etichetta è stata un dono di Michele Cascella. A suo agio nel vigneto, nelle magnifiche cantine, ai tavoli istituzionali del Movimento del Vino e dei Vignaioli Abruzzesi e alla tavola dell’Osteria al Castello di Nocciano, recente diversificazione del brand.

borgo spoltino

4. Gabriele Marrangoni, regnante su Borgo Spoltino Country House come padrone di casa e prolifico cuoco orticoltore che con gli ortaggi sperimenta ma anche ossequia la tradizione. E poi agisce – come promotore del territorio e delle tradizioni, musicista per amore e concertatore di numerose iniziative internazionali. Tra queste, corsi e showcooking con e per ospiti italiani e stranieri e una rassegna di serate jazz di altissimo livello. Certo la sua struttura, aiuta: Borgo Spoltino è accogliente e l’attigua chiesetta di San Pietro ad Spoltinum, del IX sec, la scena ideale per matrimoni e cerimonie. Ma il pregio e l’astuzia di Gabriele sta anche nel fatto di far sistema e mettere in luce i suoi fornitori nei tour delle colline teramane che propone alla stampa e agli ospiti.

pera cotogna

5. Ecco che apre la credenza e ti presenta la pera cotogna, i pomodori verdi sott’olio, la confettura extra di Montepulciano e le altre conserve ideate dalla compagna Adriana Lonigro, titolare dell’azienda agricola vicina al complesso.

pasta mamma Graziella

6. Ecco che precetta la mamma Graziella, disinvolta davanti ai telefonini e ai video che la riprendono mentre ti crea dal nulla ravioli dolci e spaghetti alla chitarra.

cane tartufo

7. Ti porta in mezzo al bosco per tartufi con il cercatore Enzo De Berardis.

vigna centorame

8. O spedisce una comitiva di turisti brasiliani da Lamberto Vannucci, negli splendidi vigneti delle Cantine Centorame, a fare merenda con Pecorino (vino) e pecorino (formaggio).

frantoio zuppini veneranda 19

9. O si nasconde in cucina a preparare il pranzo mentre Rino Matone, 26 anni, olelogo-prodige di Frantoio Zuppini, ti mostra come nasce Veneranda 19, un elisir di olive che arriva a costare 30 euro al litro.

olive

10. O ancora, ti manda a scuola di sapienza frantoiana da Gennaro Montecchia, che sulle colline di Morro d’Oro l’olio lo produce bio dispensando insegnamenti e formazione tecnica a giovani stagisti.

filari la quercia

11. O cita Andrea Moretti ed Elisabetta di Berardino che ti raccontano come le bottiglie dei Vini la Quercia sono arrivate fino in Cina (con etichette tempestate di Swarovski volute dal distributore cinese, argomento da riprendere).

#scoprilabruzzo non è solo l’hashtag – da tracciare – del progetto strategico di comunicazione del territorio e delle sue arti nato da Loredana Fumagalli con Mirella Lelli e concretizzato in un tour “a tavola tra gli ulivi e i vigneti”, ma è un po’ di più: un’invenzione, un invito, un investimento.

Borgo Spoltino. Strada Selva Alta. Mosciano S. Angelo (Teramo)




- mercoledì, 18 novembre 2015 | ore 12:08

10 commenti su “Abruzzo. 11 indirizzi da mettere in rubrica tra vino e olio

  1. Sì, Daniela, non solo arrosti cibi. Tanti, ma tanto dimpiù. Abbiamo solo assaggiato un po’ di buono e di bello. Andiamo avanti così, cercando di mettere a punto un menù che entri nelle corde di chi vuole entrare nel tessuto del territorio conoscendone gli uomini e le donne che lo fanno vivere.

  2. Temo, Loredana, che il dannato correttore ti abbia rifilato una sòla: “non solo ARROSTI CIBI”. Scommetto che avevi scritto “ARROSTICINI”
    🙂

      • Sono d’accordo con te Daniela, per questo ho scritto quel commento.
        Mi piacerebbe leggere su queste pagine più spesso della nostra provincia (a proposito, la dicitura giusta è “provincia dell’Aquila”, perché così sta scritto sul Regio Decreto che la istituì).
        I prodotti di cui parlare non mancano: zafferano dell’Aquila DOP, aglio rosso di Sulmona, il formaggio “Gregoriano di Scanno”, l’olio della Valle Roveto e quello della Valle Peligna, il torrone tenero a L’Aquila …
        Poi ci sono ottimi ristoranti: senza scomodare gli stellati cito “l’angolo d’Abruzzo” a Carsoli, “Elodia” e “La Cartiera del Vetojo” a L’Aquila e tanto ancora di potrebbe aggiungere.
        Spero a breve di poter leggere qualche articolo su questa splendida terra.

  3. Daniela, grazie del tuo articolo, parlare delle eccellenze Abruzzesi e sopratutto dell’olio extravergine di oliva, permette al consumatore di comprendere la differenza tra OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA reale di alta qualità e quello che si trova sul mercato di dubbia provenienza, contribuisce a rendere il consumatore consapevole, trasmettendolo la cultura dell’eccellenza.

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