formaggio miele abbinamento

Un criterio molto pratico ed efficace per abbinare formaggio e miele è cercare la concordanza o il contrasto tra i due sapori dominanti.

È necessario avere una buona conoscenza delle caratteristiche organolettiche dei prodotti che si scelgono, quindi l’esperienza e la pratica aiutano molto.

La medesima provenienza territoriale dei prodotti può facilitare gli accostamenti, anche se spesso sono gli abbinamenti di mieli e formaggi di diverse provenienze territoriali a riservare grandi sorprese.

Lezioni di miele con i formaggi per il cenone di Capodanno

miele sul formaggio

Per questo capitolo di Lezioni di miele, guardiamo al cenone di Capodanno, solitamente ricco di piatti dai sapori importanti.

Meglio, quindi, scegliere formaggi non troppo spinti per favorire accostamenti delicati.

Ma per non essere banali, ho scelto 5 mieli rari che incuriosiranno i vostri commensali.

Siete pronti per scoprirli?

1. Miele di ciliegio

miele ciliegio Luca Finocchio

Regione di produzione: Puglia

La rarità di questo miele è pari solo alla complessità della sua raccolta: infatti, le fioriture precoci del ciliegio non la rendono sempre possibile. L’abilità dell’apicoltore Luca Finocchio fa poi il resto. Dal gusto dolce, caldo e floreale, sopra tutte le note che propone in bocca s’impone energica quella di mandorla tostata. Un miele che ben si sposa con un gusto lievemente acidulo.

Riconoscimenti: Tre Gocce d’Oro – Grandi Mieli d’Italia 2015

Abbinamento: formaggio caprino, robiola

Apicoltura Luca Finocchio. Viale S. Stefano, 16/A. Tornarecchio (Chieti).

2. Miele di ferla

Miele di ferla Apicoltura Carlo Amodeo

Regione di produzione: Sicilia

L’equazione tra Carlo Amodeo e l’Ape nera sicula è una di quelle straordinarie realtà dell’apicoltura italiana.  Tra i mieli che produce c’è questo miele di ferla proveniente dall’Isola di Filicudi: delicatezza estrema, quasi impercettibile, perfetto per i formaggi freschi.

Abbinamento: toma poco stagionata

Apicoltura Carlo Amodeo. Contrada Madonna Diana. Termini Imerese (PA)

3. Miele di coriandolo

Miele di coriandolo Mielizia

Regione di produzione: Puglia

Mielizia è una grande realtà dell’apicoltura italiana che raccoglie più di trecento produttori. Territorialità e riferimento specifico alle zone di produzione sono le parole chiave del suo miele: “noi apicoltori in” e la regione, a testimoniare un territorio da cui esso proviene. Come questo miele di coriandolo prodotto dagli apicoltori di Mielizia in Puglia, dai sentori speziatissimi, moderatamente dolce e dalla cristallizzazione cremosa e densa.

Abbinamento: pecorino di media stagionatura

Mielizia. Via Idice, 299. Monterenzio (Bologna)

4. Miele di cardo

Miele di cardo

Regione di produzione: Sardegna

Apicoltura Isca ‘e’ Muras significa Sardegna: il suo miele di cardo porta con sé dolcezza e sentori di frutti (molto pronunciata la nota di pera). E’ un miele tenace, dalla cristallizzazione regolare a cristalli di media grandezza, che nella loro croccantezza ricordano la pasta granellosa di una pera. Il retrogusto amaro lo riporta ai mieli della sua terra, fiero e un po’ pungente, come la pianta dalla quale proviene.

Abbinamento: taleggio

Apicoltura Isca ‘e’ Muras. Via IV Novembre, 3. Barumini (VS)

5. Miele di sulla

miele di sulla

Regione di produzione: Campania

Quando un miele ha dietro di sé un secolo di attività e passione per le api non può che essere unico. Come questo miele di sulla dell’Apicoltura Artemide, fondata da Paolo di Minico intorno agli anni ’20 del secolo scorso: un vero pioniere dell’apicoltura in Irpinia. La nota floreale di questo miele di sulla è ben distinta, pronunciata e rotonda con sentori di albicocca. La sua dolcezza si diffonde in bocca in un crescendo progressivo esi accompagna magnificamente alla sapidità di un parmigiano reggiano.

Riconoscimenti: Una Goccia d’Oro – Grandi Mieli d’Italia 2015

Abbinamento: Parmigiano Reggiano (nota albicocca)

Apicoltura Artemide. Via dell’Industria, 1. Pietradefusi (Avellino)

Ultima nota. Per tutti questi formaggi è bene scegliere una bollicina con una buona acidità (metodo classico, ovviamente).

E dolce Buon Anno Nuovo a tutti!