Ce l’avete presente la Zuppa Campbell? Quella celebrata da Andy Warhol nella sue serigrafie? Beh, non è solo un’immagine pop consegnata all’eternità, ma anche un piccolo impero commerciale la cui popolarità social, nelle ultime ore, è inversamente proporzionale all’immangiabilità della brodaglia gelosamente custodita nelle lattine.

Campbell's risponde spot due padri

Succede che l’azienda americana, allineandosi con una tendenza in voga già da qualche anno, più o meno ovunque nel mondo, ha scelto di promuovere l’ultimo dei suoi prodotti con uno spot che scimmiotta deliziosamente STAR WARS raccontando di una famiglia costituita da due papà e un bimbetto quattrenne. Decisione accolta con entusiasmo dai follower dell’azienda, ma non dalla signora Kim Spears Cook che sulla pagina facebook dell’azienda scrive:

La vostra nuova pubblicità con due papà mi fa star male.

findus

Un’ omofoba come tanti, si dirà. Nulla di nuovo, e poi c’abbiamo poco da ridere noi, che la Meloni sta ancora cercando di mandare giù la pubblicità dei bastoncini Findus. Ma quello che ci piace assai in questa oscurantista vicenda social è la reazione scatenatasi nella rete all’indomani della manifesta insofferenza della signora in questione: un troll, già noto per essersi intrufolato nelle pagine di Starbucks e addirittura di quella del Papa, ha pensato di suggerire a Kim di curare la sua malattia con il più classico dei rimedi: un bel brodino di pollo.
Ciao Kim, se stai male ti consigliamo di provare la nostra deliziosa zuppa di pollo. Assicurati di mangiarla calda, così che possa riscaldare il tuo freddo, morto cuore.

zuppa Campbell's Star Wars

Poco importa se una risposta così ben confezionata sia stata opera di un SMM coi fiocchi o di un troll: esplosiva è stata la reazione dei follower della pagina, che invitano Kim a darsi più o meno all’ippica, facendosene scherno –giustamente- senza pietà. Se qualche lettore italiano avesse commentato il post di Kim avrebbe potuto suggerirgli di acquistare, d’ora in avanti, solo prodotti Barilla. Un paio di anni fa, infatti, l’azienda alimentare dichiarava per bocca del fascinoisissimo Guido che no

Non faremo pubblicità con omosessuali perché a noi piace la famiglia tradizionale: se i gay non sono d’accordo, possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca.

E i gay –e non solo loro- un’altra pasta veramente se la sono andata a comprare, che l’azienda di Parma ha subito una infelice ricaduta all’indomani dell’outing omofobo, al punto che pochi mesi fa -non è dato sapere se per interesse o per pentimento sincero- Barilla è entrata a far parte di Parks, l’associazione senza scopo di lucro che ‘ha tra i suoi soci esclusivamente datori di lavoro, creata proprio per aiutare le aziende socie a comprendere e realizzare al massimo le potenzialità di business legate allo sviluppo di strategie e buone pratiche rispettose della diversità’.

4 Commenti

  1. La “diversità” spesso non è tollerata.Nella vita reale e sul web.
    In questa vicenda abbiamo due tipi di diversità che s’incrociano e si contrappongono.
    La famiglia della pubblicità formata da due gay è un pugno nello stomaco per chi crede soltanto nella famiglia tradizionale.
    Questa diversità non è tollerata da Kim Spears Cook e lo dice chiaramente: “mi fa star male”
    A sua volta Kim viene attaccata pesantemente per aver espresso la sua posizione in minoranzq, ed in questo senso diversa, nel
    social media dell’azienda che ha prodotto la pubblicità.
    .
    Sarah aggiunge che il troll che ha scatenato l’offensiva contro Kim “potrebbe” essere un SMM della Campbell:
    è questo rende ancora più desolante la vicenda e ci fa capire quanta manipolazione c’è nel WEB.
    Quel WEB che, fino a qualche hanno fa, era presentato come una svolta per la libertà degli uomini.
    I fatti dimostrano il contrario e molti sono i saggi usciti nelle librerie che ne discutono.

  2. Walter, in realtà la Campbell prende le distanze dal commento che NON É del loro smm. Tuttavia ritengo che le due ‘offese’ non siano paragonabili tra loro

    • Hai fatto bene a chiarire perché effettivamente il mio commento sembrava equidistante ed invece, come suggerisce Daniela, Kim è stata molto virulenta.
      Volevo mettere in luce anche altri aspetti dell’evoluzione del Web ma, forse, ho scelto il momento sbagliato.
      Si può sempre rimediare.
      Sarah, ti saluto cordialmente e leggo con piacere i tuoi post.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui