Morto Massimo Grazioli, il panettiere che ha fatto impazzire Milano

Mercato del Duomo Panificio Grazioli

Massimo Grazioli il panettiere dei pani antichi è morto nella notte del 7 luglio 2016.

Si definiva un “sovversivo del gusto” per la sua attenzione alla ricerca, alla storia e ai sapori dimenticati della panificazione.

La sua carriera inizia nel 1974, anno in cui la famiglia rileva un panificio a Legnano destinato a diventare uno dei migliori del nostro paese.

Nel 1993, dopo la morte del padre, Massimo si rimbocca le maniche e inizia la sua personale avventura con il Panificio Grazioli. Nel 1996 entra nel Richemont club (club per l’eccellenza della panificazione nel mondo) dove incontra Piergiorgio Giorilli e conosce, scopre e si lega indissolubilmente alla lievitazione con il lievito madre.

Nel 1998 festeggia una doppi nascita: quella della figlia Giulia e del suo lievito madre ottenuto da farina di segale acqua e buccie d’uva, tutt’ora in uso nel panificio.

Nel 2006 la svolta che segna definitamente la sua arte: l’incontro con Slow Food e con la storia antica del pane. Inizia una spasmodica ricerca delle eccellenze che possano fare del pane e dei lievitati tutti i migliori possibili. Inizia ad usare farine integrali macinate esclusivamente a pietra da agricoltura biologica, sale marino di Pirano, malto da germinazione d’orzo e acqua vitalizzata secondo il naturalista austriaco Johann Grander. 

Nel 2011 con il progetto Slow Food “nutri Milano” scopre e si fa promotore di una filiera corta di cereali che usa per fare il suo pane, costruita con le cascine agricole del Parco Sud di Milano.

Massimo Grazioli ha folgorato Milano con il “migliore panettone meneghino” della Nazione. E oggi sorprende ancora, con il vuoto improvviso lasciato dalla sua scomparsa.

Ecco il saluto di Claudio Moroni, Fiduciario Slow Food Provincia di Varese, riportato da Varese News :

«Caro Massimo, sei riuscito a stupirmi ancora una volta, di solito con il tuo pane e dolci che con la tua abilità sfornavi in quantità sempre maggiori perché tutti ormai ti conoscevano e volevano le tue “creazioni”, e ora con la tua morte improvvisa e inaspettata. Appunto tu non eri capace di dire di no, eri pronto ad ogni richiesta e pronto a tuffarti in nuove imprese e questo alla fine ti ha tradito. La tua generosità da tutti riconosciuta, la tua ironia, la tua persona rimarrà per sempre nel mio cuore oltre al ricordo del tuo pane meraviglioso. Tutti noi siamo tristi e sconsolati, la Condotta Slow Food Provincia di Varese, tutte le altre Condotte d’Italia e non solo, sono uniti alla famiglia in un grande abbraccio».

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