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La chiocciola di Slow Food si è impossessata di Torino per questo Salone del Gusto 2016.

Lemme lemme, ha conquistato la città abbandonando gli spazi del Lingotto e aprendosi alla città in una formula forse più dispersiva ma molto più invitante.

Il Parco del Valentino è diventato un grande mercato delle bontà in cui è facilissimo perdersi.

Gli assaggi si susseguono, alcuni buonissimi, altri meno convincenti, in un’atmosfera a metà tra la sagra di paese e l’evento storico.

Miracolo della chiocciola (foto di Tullio M. Puglia)?

Mentre dibattete, ecco gli assaggi che hanno convinto di più.

1. La focaccia di Gabriele Bonci

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È sempre una fucilata la pizza di Gabriele Bonci che installa un forno dal suo fornitore di farine, Mulino Marino, e porta in Piemonte una versione romana con la trippa di Luca Pezzetta. 5 € di sublime felicità.

2. Beppino Occelli

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Ormai lo trovate anche nella GDO e se avete una botta di fortuna lo comprate anche in promozione. Segnatevi questo formaggio che fa parte della linea Gran Riserva affinato nel fieno Maggengo.

3. Prosciutto di Cuneo

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Una volta a Cuneo ci si andava a fare il militare. Ora tirano fuori un prosciutto crudo con tanto di carta di identità militesente. Grasso un po’ scomposto, ma valida alternativa per una cena tra amici senza cadere nei soliti nomi noti.

4. Coppiette di pony

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Non pensate che è un pony a fornire la carne per queste coppiette della macelleria Mattei Enzo di Fondi (Latina) che usa la concia della carne di maiale invece che la tradizionale delle coppiette di cavallo dei carrettieri. Ottime anche per accendere una discussione a cena.

5. Pecorino da latte biologico

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La Cascina delle Pantane a Veiano, vicino Viterbo, tira fuori questo pecorino (stagionato 10 mesi) da latte biologico. Sepoffà una cacio e pepe Slow Food.

6. Maiale Nero

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La Contrada del Nero alleva maiali neri casertani allo stato semibrado in quel di Arpino. Bel grasso per utilizzi diversi.

7. Parmigiano Reggiano Vacche Rosse

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E niente, dici Parmigiano Reggiano dici Vacche Rosse. Il basico 24 mesi di stagionatura sta a 23 € al kg. Un’affare per quanto è scioglievole e corposo in bocca.

8. Culatello Oro

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La soluzione più probabile per godersi il Culatello Oro di Massimo Spigaroli è metterlo sotto l’albero di Natale. Quello di chi scrive è l’albero raccomandato.

9. Aceto Tradizionale Balsamico di Modena

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Sempre in tema Natale è alle porte, all’Acetaia Paltrinieri potete scegliere tra l’aceto balsamico tradizionale di Modena a 12 o 25 anni. Regalo graditissimo (puntate sul secondo).

10. Spalla Cruda

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Una spalla cruda è il premio indispensabile di un torneo di briscola. La signora di Crocedelizia di Carraglia affettava a più non posso. Fresco e ottimo compagno di passeggio.

11. Torta cioccolato vegana

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Se siete contro i vegani, è venuto il momento di ricredervi con questa fantastica tort(in)a di cioccolato vegan. Zenzero Candito sta a Riolo Terme e usa tanti grani teneri antichi come Rieti, Gentile e Inallettabile per le sue creazioni. 3 € di impagabile felicità.

12.  Pasta di Gragnano

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Faella vuol dire Gragnano. Cercate il marchio rosso e non ve ne pentirete di spendere 4 € il mezzo chilo.

13. La birra degli architetti

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Poche birre (7 + 1 annuale) fatte bene e il marketing affidato a idee divertenti. Come il tubo che porta due bottiglie e farà la felicità degli architetti che trasportano disegni. Una freschissima Curmi vi disseterà.

14. Abbattitore domestico

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Direte voi e che c’entra un abbattitore che può fare anche la cottura a bassa temperatura negli assaggi? È l’oggetto del nuovo desiderio e questo di Irinox, Fresco, si presta all’utilizzo casalingo. La versione basic costa 1500 € ed è disponibile anche con vendita rateale a interessi zero. Se pensate che non ne potete fare a meno…

15. La pasta di Davide Scabin

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Davide Scabin si inventa sul momento gli spaghetti che non esistono in Italia e li fa alla tedesca. Buonissimi. Da Felicetti.

16. Le robioline che fanno Muuu

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“Il verso giusto del latte” – è quello di chi il latte lo fa, ovviamente. Non tanto il produttore – in questo caso FaMù Bistrot, in contrada Mondovì a Cuneo – quanto proprio l’animale: ecco quindi i formaggi e gli yogurt FaMù, di latte di mucca, FaMè, di pecora, e FaBè, di capra.

17. Dal Friuli l’Aglio di Resia

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Viene prodotto in una quantità davvero limitata, l’Aglio di Resia viene dal Friuli – e no, non l’avevamo mai assaggiato. Questa è l’occasione per conoscerlo: i bulbi sono piccoli, 6/8 spicchi, la tunica rossastra, vengono raccolti a luglio, e hanno un gusto particolare, dolce – non è quello dell’aglio “normale”. Ed è un presidio Slow Food. La crema di scapi (sono i fusti dei fiori – o meglio delle infiorescenze, mi sa) d’aglio è da assaggiare. La produce l’Azienda agricola La Resiana.

18. Questa Pera è una vera Signora

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Battuta imperdonabile, siamo d’accordo: ma le Pere Signora sono un prodotto tutto da scoprire: piccole, e profumate, sono un Presidio Slow Food. La Masseria del Maresciallo di Valsinni, in provincia di Matera (siamo in Basilicata: regione da riscoprire, assieme ai suoi prodotti), la propone sotto forma di marmellata e anche al naturale, nella sua acqua di cottura.