Salerno. Cosa mangerete alla Pescheria che apre sul lungomare e vi stupirà per qualità, prezzi ed interni

È giunto al termine il conto alla rovescia per una delle novità più attese del 2017 a Salerno. Giovedì 9 marzo apre la Pescheria dei fratelli Vincenzo e Fabio Esposito con Guido Guariglia, ristorante sul lungomare della città interamente votato al pesce, ai crudi e alla buona tradizione.

Come al solito, qualche intoppo legato a burocrazia (tipo, bisogna mantenere le scritte delle insegne entro i 5 mq altrimenti si pagano cifre blu di affissione) e a forniture ha ritardato l’avvio delle attività.

Sono stato in anteprima ad assaggiare alcuni dei piatti del nuovo ristorante, che apre dove ai tempi delle foto in bianco e nero c’era Caramato, ma soprattutto a verificare la capacità di approvvigionamento diretto al “mercato del mare” del duo di ristoratori molto conosciuti nel Cilento.

Devo dire che la prima positivissima impressione mi è arrivata dall’architettura degli interni della Pescheria (sottotitolo Cucina di Mare) opera di Marco Falconio.

Un interior convincente che ha mescolato elementi marinari e contemporanei, arredi in legno, policromie e sedute (comodissime) in un cocktail fresco e convincente.

Niente di trito e ritrito, poco spazio al vintage post industriale, qualche richiamo come l’orditura al soffitto che riporta alla mente quella delle barche in legno, boiserie svelte ed eleganti, azzeccatissima nuance del tessuto a parte, un divano che è possibile chiamare tale, il marmo un po’ sborone del banco del bar, l’illuminazione dimmerabile che mette insieme luce bianca e lampade calde.

Alla fine del pranzo di prova si alzano soddisfatti anche gli occhi (e speriamo orecchie, un’altra tipica mancanza dei locali di nuova realizzazione).

E leggo già nella vostra mente, ma quanto costerà questo vestito per il cliente che occupa uno dei circa 40 posti a disposizione?

Non ci crederete: poco. Anzi pochissimo se andiamo a vedere cosa porta in tavola l’accoppiata Vincenzo Esposito – Luigi Iapigio.

In breve, il mare del Golfo di Salerno e in particolare quello del Cilento, da Agropoli giù lungo la costa fino a Acciaroli e Pisciotta.

Sì, perché la vera forza di questo ristorante è acquistare direttamente il pesce da 3-4 pescatori che la mattina presto mandano a Esposito le foto del pescato più interessante per la vendita. “La tecnologia in questo ci ha aiutato moltissimo”, spiega Enzo Esposito. “Qualche anno fa sarebbe stato impossibile pensare di scegliere tra una cernia e un dentice in barca a Punta Licosa (presi tutti e due, ndr)”.

E bisogna dare ragione ad Esposito perché un esempio di foto in barca si traduce in uno dei crudi per cui la Pescheria sicuramente menerà vanto: tagliatelle di calamari croccanti con gamberi saporiti di pesca e di iodio. Qui devi avere una grande materia prima altrimenti devi destreggiarti in marinature che inevitabilmente coprono troppo.

Gamberi, scampi, tutti freschissimi in una sequenza di piccoli assaggi estratti dal gran crudo, piattone biblico (a 25 €) che servono le pinne per nuotarci dentro.

E arriva anche la tartare di tonno che ti fa dimenticare la differenza tra rosso e pinne gialle perché è fresco e sapido con lo scrocchiare dei capperi a far salire la salivazione e apprezzare gli abbinamenti di Isidoro Menduto che ha a disposizione ben 300 etichette di vino di cui 60 bollicine tra Champagne e Franciacorta.

(Qui vi metto la nostra sequenza)

Un parterre che giocherà benissimo la partita dell’aperitivo pomeridiano con il bancone che sarà oyster bar e luogo di crudità da abbinare appunto alle bollicine. Un range amplissimo che ancora una volta rende possibile un aperitivo a costo contenuto ma di qualità come ci ricorda il calice di ingresso.

Quello del prezzo, ovviamente, è un argomento delicato per qualsiasi ristorante di pesce. Ma alla Pescheria, oltre al “miglio zero” assicurato dal pescato del Tarallaro di Torrione, di Antonella Serafina di Acciaroli, di Donato Pantaleo di Agnone (incredibile spacciatore di cernie) e di Italo di Agropoli, c’è anche la previsione di piatti della tradizione che variano di giorno in giorno, mantengono bassi i prezzi, sono perfetti per la formula pranzo (antipasto e primo a 15 €, antipasto e secondo a 20, primo e secondo a 25 e ti offrono sempre un calice di vino) e sono pure buonissimi. Il menu prevede pescato del giorno a 60 € al chilo, crostacei a 80, aragosta a 120 €.

Come la parmigiana di pesce spada (13 € in versione piatto serale) , un po’ fuori stagione d’accordo, ma se il risultato con una melanzana da serra, il pomodoro di selezione e un pesce spada “bistecca” è questo, mi aspetto che molti andranno a timbrare il cartellino in pausa pranzo.

Dalla sezione fritti, arrivano i calamari. Ci sarebbero insieme anche i gamberi (a un prezzo di 15 €), ma vuoi mettere la soddisfazione di inanellare un boccone dietro l’altro di pesce fresco in stile caramella?

La porzione è abbondante, ma vi resterà la voglia di continuare.

Eccoli i principi della tavola, gli spaghetti con le vongole che stavano a spurgare sul bancone della cucina a vista che è attrezzata di acquario per astici e aragoste.

Forse il piatto che meno convince e non so se per la scelta di Felicetti (sarò vittima dell’ortodossia geolocalizzata pur non apprezzando eccessivamente le mantecature amidose di alcune paste gragnanesi) ma il risultato della stessa mano con altre tipologie è stato più performante.

È un attimo di sbandamento ripreso subito dal polpo alla griglia bello croccante accompagnato dalle verdure. Mi piace una consistenza che sembra dire, ok io nuotavo tra gli scogli di Pioppi e non in qualche lontana profondità.

C’è anche il momento spettacolo perché il servizio alla russa del pesce irromperà tra i tavoli. Far vedere il pesce prima e dopo la cottura potrà sembrare una cosa pop e desueta, ma è come leggere l’etichetta di un prodotto. Ben venga se stiamo parlando di un’orata come questa con l’accompagnamento delle verdure giuste. Promosso a pieni voti (e voglio vedere chi dice, e che ci vuole?).

Siamo satolli pur non avendo esagerato con le porzioni. C’è ovviamente da verificare la messa a regime e i dolci che non erano ancora approntati (ma in lista ci sono i cannoli – 6 € – con ricotta di bufala che ben conosco da Acciaroli).

Ma questo lo potete fare da voi giovedì 9 marzo a partire dalle 19. Fossi in voi, prenoterei per assicurarmi lo spettacolo della prima cernia, spigola, orata o dentice che entra in sala. Buon spettacolo, non c’è dubbio. Vediamo se confermate.

Pescheria, Cucina di mare. Cso Garibaldi 227. Lungomare Trieste 116. Salerno. Tel. +39 3923594944




- martedì, 7 marzo 2017 | ore 17:12

6 commenti su “Salerno. Cosa mangerete alla Pescheria che apre sul lungomare e vi stupirà per qualità, prezzi ed interni

  1. Una sola parola per racchiudere ciò che ho letto e visto : SPETTACOLARE domani non ci sarò ma presto io verrò fa anche rima e penso spesso pure

  2. Complimenti. Sono stato a cena venerdì ed è tutto fantastico. Altissimo livello. I fratelli Esposito si sono superati.

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