Sta avvicinandosi Gocce di Stilla (a proposito, complimenti per il bel nome), primo evento italiano dedicato alla Grappa: abbiamo già avuto, qui a Milano, il Whisky Festival, e i suoi fratellini dedicati al Rhum e a Gin & White Spirits, e siamo pronti ad affrontare questa due giorni (il 5 e 6 maggio alle Stelline in corso Magenta) dedicata alla grappa.

E per farlo al meglio, abbiamo pensato di proporvi questo decalogo, “distillato” dall’ANAG, Associazione Nazionale Assaggiatori di Grappe e Acquaviti, in occasione dell’evento e del 40° anniversario dell’Associazione stessa, che si festeggerà a settembre.

La degustazione di un distillato è un’esperienza sensoriale avvincente: niente deve essere dato per scontato, e occorre seguire alcune regole semplici ma essenziali.

1. Il bicchiere giusto

La grappa deve essere servita solo ed esclusivamente nel bicchiere cosiddetto “tulipano” con un restringimento in alto, ma non troppo stretto, che permetta ad aromi e profumi di convogliare verso di voi senza farsi penalizzare dall’alcol. Anag ha progettato e realizzato un bicchiere che, grazie a dimensioni e forma, riesce ad esaltare al meglio i profumi dei distillati.

2. Poca ma buona

Per gustare una buona grappa non bisogna riempire il bicchiere, ma solo metà della “pancia” del tulipano. Basta poco per rimanere estasiati da aromi e profumi “spiritosi”.

3. Attenzione alla temperatura

La grappa va servita non troppo fredda, ma nemmeno troppo calda: la temperatura ideale è dai 15 ai 18 gradi per le grappe giovani e giovani aromatiche e intorno ai 20 gradi per quelle affinate, invecchiate e le riserve invecchiate.

4. Anche l’ambiente vuole la sua parte

Per una buona degustazione, è importante essere nell’ambiente adatto, che deve essere luminoso, meglio se con postazioni a fondo bianco, e senza particolati odori che possano interferire con aromi e profumi “spiritosi”.

5. Il momento giusto per berla

Non esiste un momento standard per degustare la grappa, ideale a fine pasto ma anche come compagna di tante portate. L’importante è essere pronti ad attivare più sensi. Io la preferisco a fine pasto.

6. La grappa non è un vino

La degustazione di una buona grappa è diversa da quella del vino anche se coinvolge le stesse capacità sensoriali. Tenetene conto quando la versate e la avvicinate al naso e al palato.

7. Giovane e limpida, invecchiata e ambrata

La vostra esperienza sensoriale più completa inizia dal guardare la grappa che avete nel bicchiere. Per non deludervi deve essere limpida e trasparente, se giovane, oppure di un bel colore ambrato se invecchiata.

8. Naso lontano dal calice

Dopo la vista è la volta dell’olfatto, ma non tuffate il naso nel bicchiere come se ci fosse del vino.

Avvicinatevi piano e fatevi inebriare dai profumi che ogni distillato sprigiona in maniera diversa e unica.

9. Dov’è il retrolfatto

Nella cavità orale si possono sentire quattro sapori, dolce, amaro, salato ed acido, ma non gli odori, percepibili solo in fase retrolfattiva con l’aiuto della cavità nasale, il cosiddetto “flavor”.

10. Bere a piccoli sorsi

Finalmente ci siamo: è giunto il momento di assaporare la grappa, ma non esagerate. Iniziate con un piccolo sorso per abituare il palato all’alta concentrazione alcolica e per apprezzare gli aromi e i profumi che avete scoperto con l’olfatto. Poi continuate a gustarvi la grappa a piccoli sorsi e in buona compagnia. Sarà un’esperienza che non dimenticherete.

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