A Milano c’è Il Pinguino Blu. Lo sapevo, ma è come se non l’avessi mai saputo – non ci sono mai stato.

Mi sono già posto altre volte il problema (anche in seguito alla chiusura dell’Albero Fiorito giusto un anno fa): va bene mangiare nei ristoranti stellanti, nelle pizzerie gourmanti, nei fast food extravaganti – ma le vecchie trattorie senza pretese, i ristoranti-pizzeria-griglieria pieni di tavoli, coi menu interminabili e il prezzo fisso per una pausa pranzo di mezzogiorno economica?

Il Pinguino Blu lo conoscevo di vista – nel senso che ci sarò passato davanti un miliardo di volte, vedendolo senza registrare di che cosa si trattava, forse perché sono sempre impegnato a considerare se quella saracinesca abbassata mostra i segni di un qualche lavoro in corso, se quell’altra insegna usurata di quell’altro locale è tale per i segni del tempo oppure è anticata ad arte per mimetizzare un nuovo locale.

Insomma: un mezzogiorno sono passato davanti al Pinguino Blu, mi sono reso conto che era un ristorante-pizzeria, ho visto un foglio con il menu a prezzo fisso 10 €, acqua e caffè compresi, e sono entrato a mangiare.

Il posto è grande, due sale per oltre 100 posti, rallegrato da quadri e poster alle pareti, la gestione è cinese, il personale, gentile e sbrigativo. Su TripAdvisor è (oggi) 1152° su oltre 7000 locali.

Gestione cinese, ma cucina italiana – il titolare, Hu Mojing, vive in Italia da oltre 20 anni, e da una quindicina si occupa di ristorazione. Anzi, il menu, chilometrico come quelli dei ristoranti cinesi, non prevede nessun piatto anche solo vagamente asiatico, anzi, extra-mediterraneo.

Ho preso il menu del giorno completo: primo, secondo con contorno, acqua, caffè. Il primo era un risotto con spinaci e speck: saporito, buono nonostante fosse un poco scotto (ma ancora più che accettabile).

Il secondo, cotoletta di merluzzo, niente male, con patate al forno, che invece erano piuttosto anonime, e un ciuffo di insalata.

Il pane, non un gran che – ho anche lasciato un pezzetto sulla tovaglia, e quando ho fatto per prenderlo, mi si era quasi incollato alla tovaglia.

Acqua e caffè, conto di 10 €. Sicuramente non mi aspettavo grandi cose – avrei dovuto visitare prima il sito: ti dà quell’impressione di linearità, ordine, di cose fatte bene, che ritrovi poi nel locale. E, al di là della gradevolezza dell’ambiente, sono uscito soddisfatto anche dal pranzo – il che mi fa supporre che anche la sera Il Pinguino Blu possa non essere male. Anche perché c’è tutta, ma proprio tutta, la cucina italiana.

Il Pinguino Blu. Via Carlo Poma, 6. 20129 Milano. Tel. +39 0273957894.

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