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La mindfulness eating è approdata a Napoli a pochi passi da Piazza del Plebiscito. Entrare da Mame Ostrichina significa intraprendere un viaggio verso la consapevolezza di una cucina etica e salutare, passando dal cibo per ritrovare se stessi.

I principi dell’estetica giapponese e della cucina sostenibile si mescolano in una fusion che abbraccia la biodinamica, la filosofia e l’astrologia proprio in una città così mistica come Napoli, ma che allo stesso tempo non è mai stata così attenta alla sua linea.

O almeno, nel suo equilibrio fatto di eccessi e di bontà dei Quartieri Spagnoli e della Pignasecca, il quartiere poco distante, non si è mai pienamente preoccupata del benessere alimentare, prediligendo i piaceri della gola, per una cultura popolare che ha fatto dello street food la sua bandiera, pizza al portafoglio e crocchè compresi.

Mame Ostrichina invece è uno spazio di pensiero dove il cibo è inteso come esperienza di gusto, occasione di meditazione e viatico di conoscenza. L’anima del progetto è Monica Neri, napoletana, una laurea in Business Administration a Parigi, tre anni vissuti in Giappone, all’attivo ha l’esperienza dell’apertura del primo ristorante di cucina giapponese del sud Italia, Kukai, realizzato con il fratello Massimiliano, e un percorso personale nutrito da letture, viaggi e ricerche, dal buddismo zen alla filosofia occidentale.

Il nome del locale si compone di due parti essenziali, lo ying e lo yang del ristorante.

Mame come il seme che germoglia, lo spazio dedicato alla “fioritura personale”, dove hanno luogo incontri, meditazioni, laboratori, seminari, serate tematiche e che simboleggia il concetto di madre, la nascita del mondo.

Ostrichina, come l’edificio adibito al pranzo degli ospiti, costruito nel 1817 da Ferdinando IV di Borbone sulle rive del real lago del Fusaro di fronte alla Casina di caccia costruita dal Vanvitelli.

Ed ecco i piatti maggiormente identificativi di Mame Ostrichina.

I piatti di Mame Ostrichina da assaggiare

La rivisitazione di riso patate e cozze con una spuma di patata con cozze e carta di riso soffiata (13 €) che alleggerisce e rende questo piatto della tradizione etereo.

La parmigiana di pesce ovvero una melanzana al forno con carpaccio di dentice e anacardi (16 €), anche questa all’insegna della leggerezza e del sapiente calcolo dei nutrienti.

Cenerentolo, che gioca sul tema della cenere con la seppia su spuma di patata, olio alla cenere e petali di cipolla marinata (22 €).

Tutto Umami che catalizza il quinto senso del gusto con un’affumicatura a freddo del pescato del giorno in riduzione di sedano rapa (22 €).

Tante le proposte vegane come la Beet generation, ovvero tartara di barbabietola rossa con ricotta di anacardo (12 €) o il sashimi di carota con crema di peperoni con batata e sashimi di carota al sale (16 €).

Sette le proposte di sushi vegano (13 €) con proposte che ingannano i sensi, proponendo il tradizionale piatto giapponese in chiave creativa e assolutamente veggie.

Mame Ostrichina è il luogo dove esprimo l’esigenza di condividere nuove semantiche, cioè nuove visioni valoriali”, racconta Monica Neri. A Mame Ostrichina c’è molta attenzione alla materia prima che acquistiamo e alla cura con cui prepariamo ogni piatto in menu. I piatti seguono il ritmo della natura, lo stato d’animo del momento, non sono pensati per restare in eterno. Crediamo che ciò che li rende straordinari sia proprio il loro senso di caducità, la poetica dell’effimero che caratterizza tutta l’estetica del Sol Levante”.

Mame Ostrichina. Via Carlo De Cesare, 52. Napoli. Tel. +3908118165838

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