L’Italia del nord è un susseguirsi di terroir e denominazioni d’origine per identificare zone molto vocate alla produzione di spumanti. Alcune, come Franciacorta o Prosecco (di Valdobbiadene e Treviso), sono ormai nel patrimonio gastronomico personale di chiunque abbia l’età per bere alcolici, ma ne esistono altre, di assoluto valore, penalizzate da un’attività di promozione meno efficace, da produzioni globalmente più limitate nel numero di bottiglie e spesso da un prezzo leggermente superiore. Sono però assolutamente degne di venir prese in considerazione, se non altro per il brindisi più atteso delle Feste. Ecco una piccola panoramica con qualche suggerimento dagli spumanti assaggiati in occasione della presentazione della guida Sparkle 2020 a cura di Cucina e Vini.

Alta Langa

E’ in Piemonte la casa del primo metodo classico prodotto in Italia, per iniziativa di Carlo Gancia alla metà dell’Ottocento, e la Docg Alta Langa è lo spumante piemontese per eccellenza. Disciplinato da regole piuttosto rigide, è prodotto nelle province di Asti, Cuneo e Alessandria con uve chardonnay e/o Pinot nero, in proporzione variabile, coltivate in collina a non meno di 250 metri di altitudine. Compatibilmente con le tipicità dei singoli territori, generalmente sono uve che crescono su marne calcaree e argillose, che nelle giuste percentuali riescono a donare corpo al vino mantenendo però una certa eleganza e finezza di profumi.

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  1. Matteo Giribaldi Alta Langa Docg Pas Dosé

Da una famiglia di viticoltori da tre generazioni, che ha sposato il regime biologico già dal 2001, è il frutto di un sapiente lavoro di affinamento di uve chardonnay e pinot nero (rispettivamente 60% e 40%). Coltivate in quel di Rodello (Cuneo) a un’altitudine di circa 500 metri, che riposano sui lieviti per ben 60 mesi. Aromi e sorso colpiscono per l’eleganza e l’equilibrio tra freschezza, frutto e rotondità, con una bollicina stuzzicante e un finale lungo e sapido.

Disponibile al pubblico intorno ai 28 €.

Azienda Agricola Mario Giribaldi. Loc. della Fontana, Rodello d’Alba (Cuneo). Tel.+390173617000

Alto Adige

I primi spumanti altoatesini sono stati stappati all’inizio del Novecento, e hanno convinto da subito per la grande freschezza: vengono da vigne ai piedi delle Dolomiti, coltivate ad altitudini importanti (dai 500 metri in su), e da varietà Pinot Bianco, Pinot Nero e Chardonnay. Per disciplinare, il vino deve rimanere almeno 15 mesi sui lieviti prima della sboccatura, ma solitamente ce ne vogliono dai 20 in su perché possa esprimere il suo potenziale.

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2. Kettmeir 1919 Riserva Extra Brut

Per Kettmeir, azienda che gode dei benefici del microclima del lago di Caldaro (tra i piu caldi dell’arco alpino) questo spumante è il primo prodotto secondo il metodo classico (cioè con seconda rifermentazione in bottiglia) e nasce dalla vendemmia del 2011: non solo è stato 60 mesi sui lieviti ma viene lasciato riposare ulteriori 3 anni dopo la sboccatura. Una bollicina di otto anni portati molto bene, dal naso intenso e suadente, di frutta matura e sentori speziati; ci si aspetterebbe una certa opulenza al palato, che invece arriva sottile e fresco, sostenuto da un perlage ben percepibile e una certa sapidità, che chiama crudi di pesce non troppo marinati.

Costa circa 35 € .

Kettmeir S.P.A. Via Cantine, 4. Caldaro (Bolzano). Tel. +39 0471 963135

Friuli Colli Orientali

Nella fascia ad est di Udine sono disposti i 19 comuni che compongono la Doc Friuli Colli Orientali, su terreni a prevalenza calcareo marnosi e sedimenti marini, dalla laguna che ricopriva queste terre nell’antichità. Con i distinguo relativi ai singoli casi, la viticoltura si sviluppa su colline abbastanza basse, dai 100 ai 250 metri, ma in microclimi molto favorevoli, con le Alpi Graie che fanno da scudo ai venti troppo freddi da Nord, mentre quelli piu temperati dell’Adriatico rinfrescano delicatamente le uve.

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3. Cantalfieri Epilogo Friuli Colli Orientali Talento Doc

Antonella Cantarutti ha chiaramente dimostrato di quale potenza espressiva sono capaci questi territori. L’azienda è a San Giovanni al Natisone e lavora su 54 ettari, con viti che arrivano anche a 50 anni. Vinificano tutti i vitigni della doc Colli Orientali, tra cui naturalmente il pinot nero e bianco utilizzati nella produzione dello spumante metodo classico. Questa bottiglia è un blanc de noir che sui lieviti riposa per ben 90 mesi prima della sboccatura. Colpisce subito il colore, che è piu carico e intenso di quanto ci si aspetterebbe da una bollicina, e al naso rivela delle lievissime note ossidative che tendono al brandy, piacevoli ed eleganti: in realtà un sipario per un vero corteo di sentori che dall’agrume candito e dall’albicocca passano per la crosta di pane, la mandorla tostata e ricordi di zafferano. Il palato è coerente e alla complessità che non stanca unisce una persistenza davvero rara.

Si trova in enoteca a circa 35 € .

Azienda Agricola Cantarutti Alfieri. Via Ronchi,9 – 33048, San Giovanni al Natisone (UD)
Tel. +390432756317

Trento Doc

Prodotte con sole uve trentine, gli spumanti che possono fregiarsi della denominazione sono definiti bollicine di montagna: in realtà la zona di coltivazione afferente alla doc è abbastanza diversificata, e va dal lago di Garda fino a un massimo di 800 metri slm, quindi molto conta l’ubicazione dei singoli vigneti. Generalmente beneficiano di forti sbalzi climatici e terreni in prevalenza calcarei, che regalano complessità e finezza.

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4. Vivallis Valentini Brut Trento Doc Millesimato

Vivallis è una cantina sociale nata all’inizio del Novecento per riunire i tanti piccoli coltivatori della zona della Vallagarina, nella parte meridionale della regione, e metterli in grado di ottenere il massimo dalle loro uve. Oggi lavora circa 800 ettari di vari vigneti, distribuiti tra cabernet sauvignon, merlot, e naturalmente chardonnay. Proprio quest’ultimo, vendemmia 2015, è il protagonista del Valentini Brut Millesimato, dedicato ad Arminio Valentini che proprio nel 1899 produsse il primo spumante col metodo classico in Trentino. Sosta sui lieviti 30 mesi e si presenta con un insolito mix di dolcezza e freschezza già al naso. Note di lime e di ananas e al contempo di biscotto, che si ritrovano anche al sorso, ma con una cremosità molto piacevole della bollicina. Buona sapidità e persistenza.

Costa sui 30 €.

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5. Da segnalare anche il Vivallis Valentini Rosé 2015, un uvaggio di pinot nero e chardonnay al 50%, caratterizzato da un naso elegante, di rose leggermente appassite, frutti di bosco e pinoli, e offre una beva molto piacevole ed equilibrata.

Costa circa 20 € .

Vivallis. Via per Brancolino, 4. Nogaredo (Trento). Tel. +39 0464 412073

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6. Balter Trento Riserva Pas Dosé 2013

Solo 10 ettari per questa azienda di Rovereto che ha sede in un Castelliere cinquecentesco a un’altitudine di 350 metri: i vigneti sono esposti a sud sulle pendici che guardano al lago di Garda, e beneficiano di buone escursioni termiche e brezze delicate. Il Pas Dosé Riserva nasce da una cuvée di chardonnay (80%) e pinot nero (20%, di cui un quarto maturato in barrique di rovere) e sosta sui lieviti 60 mesi. E’ uno spumante che non passa inosservato, grazie al naso intenso e pieno, che arriva con lieviti e crosta di pane, ma si articola subito in note di frutta più dolce, come il melone, e più fresca come la mela. Al palato è burroso, ricco, avvolgente, con qualche lieve nota ossidativa che lo rende, se possibile, ancora piu affascinante.

Costa circa 45 € .

Azienda Agricola Balter snc. Via Vallunga II, 24. Rovereto (Trento). Tel. +39 0464 430101

Oltrepò pavese

Passiamo in Lombardia, più precisamente in quel triangolo che si estende a sud del fiume Po, fino all’Emilia Romagna. Siamo in provincia di Pavia, ed è una delle zone piu vocate per la coltivazione del pinot nero, uva ‘maledetta’ a detta di molti vignaioli per la sua delicatezza e precarietà. L’Oltrepo Pavese spumante prevede le diciture Metodo Classico e Metodo Classico Rosé (Pinot nero minimo 70% e Pinot grigio, bianco e chardonnay), nonché Metodo Classico Pinot Nero (almeno l’85%) e Metodo Classico Pinot Nero Cruasé: quest’ultimo è ottenuto da pinot nero vinificato in rosa, e ‘cruasé’ è un marchio che appartiene esclusivamente alla docg Oltrepo Pavese.

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7. Mazzolino Oltrepò Pavese DOCG Pinot Nero Spumante Rosé Cruasé

In un borgo dell’Ottocento, ma su terreni coltivati a vite da secoli, la famiglia Braggioni fa rivivere l’antico sogno del marchese Alfonso Corti, e rimette in piedi la Tenuta Mazzolino all’inizio degli anni Ottanta. Oggi conta 22 ettari vitati prevalentemente a Pinot nero e chardonnay, le uve della Borgogna, territorio che presenta caratteristiche molto simili. Oltre al colore, di raffinato c’è anche il bouquet che questo spumante offre al naso, di frutti di bosco freschi, di pane abbrustolito, ma con una nota fumé che rappresenta un indizio. Il colore così delicato inganna, perché al palato si presenta intenso e diretto, esplicito nella spalla acida e nella sapidità, con tannini percepibili che accompagnano una beva matura e interessante.

Costa circa 20 € .

Tenuta Mazzolino. Via Mazzolino, 34. Corvino San Quirico (Pavia) Tel. +39 0383 876122

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8. Conte Vistarino Oltrepo Pavese Pinot Nero Saignée della Rocca Brut

Altro rosé, completamente diverso, quello proposto dai conti Giorgi di Vistarino, proprietari della tenuta a Rocca de’ Giorgi dalla metà del Quattrocento, e vignaioli dalla seconda metà dell’Ottocento. Tra i primi a piantare il pinot nero nella zona dell’oltrepo, oggi vantano 140 ettari vitati su una superficie complessiva di 860 ettari, molti dei quali lasciati a bosco per garantire la biodiversità e un sano equilibrio florofaunistico. Pinot nero al 100% è l’anima del Saignée della Rocca, un rosato di corpo ottenuto con macerazione sulle bucce per 9 ore e poi affinato per 24 mesi sui lieviti. Sentori di rosa e di bacche di bosco si sprigionano dal calice insieme a note balsamiche e mentolate, che al sorso si confermano sostenute da una buona acidità e da tannini percepibili, per una sensazione globale di pulizia e freschezza di beva.

Costa circa 21 €.

Azienda Agricola Conte Vistarino. Villa Fornace, 8/9. Rocca de’ Giorgi (Pavia). Tel. +39 0385 85117

Franciacorta

Identificata nell’immaginario comune con lo spumante metodo classico italiano, indica il territorio in provincia di Brescia, a nord della città e fino al lago d’Iseo. Sul nome si è scritto parecchio, l’ipotesi piu accreditata non ha nulla a che vedere con la permanenza di Carlo Magno – anche se faceva tutto un altro effetto – ma è l’evoluzione di ‘corte franca’, come venivano chiamate le zone defiscalizzate istituite durante il medioevo per dare slancio ai commerci. E’ stata la prima Docg dedicata al metodo classico e l’attuale disciplinare vieta la dicitura ‘spumante’ in etichetta: è un Franciacorta, e questo basta.

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9. La Fiorita Franciacorta Zero

A nord est si estendono i 10 ettari dell’azienda La Fiorita, relativamente giovane (una ventina d’anni), dedicata alla spumantizzazione di pinot nero, bianco e chardonnay con una discreta gamma di bottiglie (95mila all’anno in totale) che mirano ad esprimere le potenzialità del territorio con la miglior definizione possibile. Il loro pas dosé è composto dall’80% chardonnay e 20% pinot nero, sosta 24 mesi sui lieviti prima della sboccatura ed è una versione fresca della Franciacorta, piu sottile e minerale della media, in cui le note gessose e fiorite si armonizzano benissimo con quelle piu dolci di pasticceria. In bocca tornano i lieviti e un’effervescenza fine, morbida e avvolgente, che rende la beva carezzevole.

Gran rapporto qualità prezzo: si trova a 16,50 € online.

La Fiorita. Via Maglio, 10. Ome (Brescia). Tel. +39030652279

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10. Ca’ del Bosco Annamaria Clementi Rosé 2009

Ormai l’azienda di Erbusco ha abituato il settore a livelli altissimi, e l’Annamaria Clementi, la linea dedicata alla fondatrice, è prodotta solo con il top del top. Il rosé da uve pinot nero di tre diversi cru storici vinificati separatamente, fermenta, matura e affina per 8 mesi in botti di rovere per poi venire assemblato per caduta e sosta per oltre 8 anni sui lieviti. Sboccato in assenza di ossigeno per preservare al meglio profumi e integrità, viene poi imbottigliato con una minima aggiunta di zucchero (1 grammo per litro), e il risultato è un extra brut: siamo in presenza di un vino importante, che si fa sentire immediatamente con le note agrumate dolci del bergamotto, dell’arancia candita, della pasta frolla, ma che lasciano vedere trame acidule di frutti rossi, ribes, mirtillo, e balsamiche di mirto. Bocca ugualmente intensa e gratificante, grassa, rotonda, che lascia vogliosi di un secondo sorso.

Costo ugualmente importante: 150 €.

Ca’ Del Bosco. Via Albano Zanella, 13. Erbusco (Brescia). Tel. +390307766111

Un intruso dai Colli Piacentini

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Valtidone Unico Ortrugo Brut

Per secoli l’ortrugo, vitigno autoctono dei colli piacentini, è stato utilizzato come vino da taglio finché negli ultimi anni, con il generale revival degli autoctoni qualche cantina locale ha deciso di credere in questo vitigno a bacca bianca con buoni aromi varietali e un’acidità adatta per la spumantizzazione. Unico di Cantina Valtidone, azienda che riunisce 220 coltivatori locali, è un ortrugo in purezza vinificato con il metodo martinotti (non un metodo classico quindi, diversamente dai precedenti) ma con una lunga presa di spuma. Il risultato è un brut assolutamente gradevole, con effervescenza fine e naso intenso, minerale, fiorito con una leggera nota fumé e un sorso coerente che lascia una piacevole sensazione salina. Perfetto come aperitivo in attesa che arrivino gli ospiti, si fa bere che è un piacere.

Prezzo da competizione: 8 € .

Cantina Valtidone. Via Moretta 58. Borgonovo V.T. (Piacenza). Tel. +39.0523.846411

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