Ci siamo abituati a fare la spesa da casa o ritorneremo alla bottega dimenticando il periodo in cui ci siamo assuefatti all’isolamento?

Lo vedremo nei prossimi giorni con le riaperture e ancor di più con l’allentamento delle altre restrizioni in tema di libertà della circolazione tra regioni.

In attesa di raggiungere le nostre amate botteghe anche oltre confine, ecco 10 indirizzi da segnare in agenda, per acquistare le materie prime con un occhio al rapporto qualità – prezzo.

1. Pasta

pasta

Gli italiani, si sa, sono un popolo di “mangiamaccheroni”: dal Nord al Sud, infatti, i ricettari sono ricchi di gustosi (e spesso sostanziosi) primi piatti. Tra i molti produttori che hanno intrapreso progetti di filiera, Valentina Manta (proprietaria del Pastificio Manta, ad Aradeo – Lecce) si contraddistingue non solo per l’impegno a utilizzare esclusivamente grani locali, ma anche per un rigore nel processo di produzione che si traducono in una pasta dal profumo inebriante, dal mordente intrigante e dalla capacità di fondersi armonicamente con i condimenti. Diverse le linee prodotte: semola classica, Senatore Cappelli, linea biologica, grano arso e orzo; altrettanti i formati, che spaziano dai territoriali (come le sagne ‘ncannulate o le orecchiette) ai popolarissimi spaghetti, bucatini, rigatoni ecc. Ciascuno con le proprie tipicità, esprime appieno la profonda sapienza di pastai da generazioni. Prezzo: 2.50 € il mezzo chilo di semola classica; 3.50 € il mezzo chilo delle altre linee. Porto franco per ordini superiori a 30 €.

2. Riso

riso carnaroli

Protagonista dell’amatissimo e ricercatissimo risotto all’onda, il riso rappresenta un altro caposaldo della nostra gastronomia. Tra i numerosi produttori, Riserva San Massimo – ben noto agli chef e ai cultori di questo cereale – è tra gli ambasciatori custodi del Carnaroli, coltivato nella Riserva del Parco del Ticino che colpisce e incanta per l’incredibile biodiversità. Zero chimica, lavorazione ed essicazione maniacale e tanta passione sono gli ingredienti che fanno di questo riso un’apoteosi di gusto. Tra le varietà disponibili, ricordiamo il Carnaroli (anche integrale) e il Rosa Marchetti, con prezzi variabili a seconda della tipologia. Prezzo indicativo: 7 € il kg.

3. Olio extravergine di oliva

olio extravergine di oliva frantoio

L’oro verde, il vero protagonista della tavola, soffre troppo spesso di una posizione ancillare rispetto al “cugino” vino. Tantissimi, fortunatamente, gli olivicoltori italiani capaci di realizzare oli di pregevole fattura, rispettosi della natura, della biodiversità e di tecnologie di estrazione di avanguardia, grazie alle quali si riescono a preservare le caratteristiche nutraceutiche e gusto-olfattive dell’extravergine. Giovanni Marvulli si distingue tanto per l’amore viscerale nei confronti della terra d’origine (Matera), quanto per la rara caparbietà nel farsi promotore di cultivar tipiche dell’areale, altrimenti dimenticate, come l’Ogliarola del Bradano e la Coratina.  I suoi oli sono quintessenza di un territorio e riflettono l’esperienza teorica ed empirica di Giovanni; sono oli che abbracciano il palato con un elegante gioco di amaro/piccante e con quel delicato matrimonio tra sentori verdi (erba tagliata, carciofo) e abbrivi più floreali. Prezzi: Bottiglia da 0,10 litri 2,00 €, Bottiglia da 0,25 litri 4,50 €, Bottiglia da 0,50 litri 8,50 €, Bottiglia da 0,75 litri 12,00 €, Lattina da 3 litri 32,00 €, Lattina da 5 litri 52,50 €.

4. Farina

farina

Tantissimi gli Italiani che hanno deciso di investire il molto tempo a disposizione dedicandosi all’arte bianca. Tra i tradizionalisti e gli sperimentatori, tra i fedeli al lievito di birra e gli inguaribili innamorati del lievito madre, abbiamo assistito e si assiste sui social a prove di pizza, focaccia, pane e dolci. Tra le farine che potete reperire con sufficiente facilità, segnaliamo Mulino Caputo e Garofalo disponibili sulle principali piattaforme di spesa online e anche nei supermercati nel formato da 1 kg. Qui trovate anche il lievito.

5. Formaggi

formaggio di capra

Non ha bisogno di alcuna presentazione, né per gli chef né per chiunque sia un inguaribile gourmand o estimatore di formaggi. Antonello Egizi, il “casciar” per gli amici, delizia ormai da anni i suoi fedeli clienti con abbinamenti che nulla hanno da invidiare ai nostri “parenti d’Oltralpe”. Affinamenti dall’eleganza senza tempo, capaci di risolvere in un estremo equilibrio gli apparenti contrasti tra ingredienti; matrimoni di sapienza e maestria che accarezzano il palato in un continuo evolversi di sensazioni gusto-olfattive; texture e gioco di consistenze che scaldano il cuore di appassionati, golosi e cultori. Ampia, se non infinita, la gamma che include infatti formaggi vaccini, caprini, ovini, freschi, semistagionati, stagionati. Ciascuno di essi racconta una storia e l’animo di un perenne e instancabile sperimentatore (tel. +393926146633).

6. Salumi

guanciale

Una piccola oasi in provincia di Caserta, dedita alla riscoperta e valorizzazione di antiche razze del territorio. Così potremmo definire le Quercete, una realtà piacevolmente “nascosta” tra i boschi e gli ampi spazi di Gioia Sannitica, dove il famoso Nero Casertano e le pecore Laticauda sono libere di muoversi e di crescere in armonia con i tempi dettati dalla natura. Zero chimica in campo, alimentazione completamente naturale e assenza di prodotti di sintesi nei loro trasformati (salumi e formaggi), sono i tratti caratterizzanti questo felice progetto di controllo totale della filiera. Dall’alimentazione all’allevamento, dall’accrescimento alla trasformazione, infatti, ogni processo di lavorazione è seguito scrupolosamente all’interno dell’azienda agricola, con quel fortunato mix di passione, conoscenza e visione avanguardistica. Ne derivano salumi dalla stagionatura perfetta, che regalano al morso quell’inconfondibile scioglievolezza del grasso del Nero Casertano, ricco di preziosi omega 3, che nulla ha da invidiare ai rinomati prosciutti spagnoli. Prezzi variabili.

7. Sottolio

carciofini sottolio

Protagonisti di aperitivi, ingredienti principe di crostini e “compagni di merende”, i sottolio rappresentano un’ampia fetta della gastronomia italiana. Tra i vari produttori, I Contadini (Ugento, Lecce) si contraddistinguono per un intero controllo della filiera, grazie alla coltivazione diretta degli ortaggi e alla attigua (ed immediata) trasformazione, eseguita con raro rigore tecnico e tecnologico. Ed è proprio il connubio tra freschezza di materie prime di qualità e adeguati strumenti di lavorazione a differenziare i sottolio de I Contadini, capaci di sprigionare, in un piacevole morso croccante, equilibrati abbinamenti ed il caldo sole del Salento.

8. Legumi

cicerchie

Apprezzati in cucina per la loro versatilità, i legumi sono alla base di zuppe, minestre, primi piatti, prodotti da forno o versioni “alternative” di maionesi e salse homemade. Tra la ricca biodiversità italiana, la Tuscia è senza dubbio uno dei territori più vocati alla coltivazione di legumi e cereali. Ed infatti, è proprio nel cuore di quest’angolo del Lazio che l’azienda agricola Perle della Tuscia coltiva da anni varietà autoctone di fagioli, cicerchie, lenticchie, ceci (per i legumi), farro e orzo (per i cereali) e le famose patate blu del viterbese. Fedeli da sempre ad una agricoltura organica e “oltre il biologico”, i titolari sono riusciti a recuperare cultivar altrimenti destinate all’estinzione, grazie alla loro dedizione e alla capacità di far rete con i numerosi coltivatori del territorio.

9. Pomodori pelati

pomodori pelati

Come affrontare la quarantena senza un buon pomodoro pelato o una buona passata? Grazie ai prodotti di Bio Orto di Apricena (Foggia), potete ricevere a casa direttamente il sapore e il sole di Puglia. È una delle poche realtà che riesce a seguire completamente l’intero ciclo di produzione: dal campo alla raccolta, dalla trasformazione all’invasettamento, ogni singola fase si svolge all’interno dell’azienda agricola, sotto il vigile occhio di Mirko Conte, giovane e intraprendente imprenditore al quale va riconosciuto il merito di essere riuscito nel suo progetto di “riscatto” di quel territorio dall’indiscusso potenziale agricolo. La linea, assai vasta, si caratterizza per una coltivazione biologica (come suggerito dal nome) e per l’impiego di quelle moderne tecnologie che riescono a preservare intatto l’aroma e la consistenza di pomodori appena raccolti.

10. Condimenti

Si avvicina l’estate e la voglia di freschezza. Il condimento per questa stagione è il pesto che si identifica con Genova e la sua tradizione gastronomica. Da fare fresco, ma c’è chi lo prepara e lo mette in vasetto per renderlo disponibile in ogni stagione e a qualsiasi latitudine. Lui si chiama Roberto Panizza e il suo pesto ha il nome Rossi 1947, l’anno da cui delizia nuovi e affezionati clienti. Ed è uno dei rarissimi casi in cui il pesto in barattolo sarà migliore del pesto che farete a casa a meno che non siate tra quelli che hanno partecipato al Campionato Mondiale del Pesto alla Genovese che proprio lui organizza. Lo trovate sullo shop online Palati Fini in confezione da 180 grammi a 7,90 € insieme alle trofie. E ci sono pure i pansoti da condire con la salsa di noci.

Ricordiamoci, però, che per una buona ricetta servono: le materie prime giuste, la voglia di creare e il tempo… quello dell’attesa e della voglia di condividere, con i propri cari o amici, anche virtualmente, i risultati dei propri esperimenti.

La selezione l’abbiamo fatta da nord a sud dell’Italia. Anche la prossimità è salva.

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