Decreto ristori 3 e 4: tutti i contributi a fondo perduto per ristoranti e bar

Quali sono e a quanto ammontano i contributi a fondo perduto per ristoranti, pizzerie, bar, pub, pasticcerie e gelaterie

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Il ministero dell’economia sta lavorando al Decreto ristori 3 e al Decreto ristori 4. Previste misure per 1,4 miliardi di euro in aiuti, bonus e sgravi fiscali.

Due provvedimenti per distribuire contributi a fondo perduto sul calo di fatturato dei settori colpiti dalle nuove chiusure. In particolare ristoranti, pizzerie, bar, pub, pasticcerie e gelaterie.

È sicuro inoltre l’aumento delle attività che riceveranno gli indennizzi, grazie all’ampliamento dei codici Ateco (il codice alfanumerico che identifica ogni attività economica).

Decreto ristori 3 e 4: quando arriveranno

Chef

Il voto che renderà ufficiale un nuovo scostamento di bilancio di 7 miliardi è previsto per la prossima settimana. Subito dopo il ministero dell’economia procederà con la conversione del primo primo Decreto ristori.

Negli stessi giorni, forse entro la fine del mese oppure nella prima settimana di dicembre, arriveranno i due nuovi decreti.

L’impianto del decreto 3 va nella direzione dei precedenti. La lista di tutti i codici Ateco indennizzati sarà valutato in base ai dati della ragioneria di Stato sugli impatti economici del coronavirus.

Il primo e il secondo Decreto hanno rappresentato, nell’idea del governo, aiuti magari approssimativi ma attribuiti in contemporanea con la chiusura delle attività imposta dal Dpcm a zone. Le somme previste sono arrivate velocemente sui conti correnti di chi ne aveva diritto.

E come saranno

Decreto ristori ristoranti

Nel Decreto ristori 3, le novità principali riguarderanno l’inserimento di una serie di codici Ateco finora esclusi. Con precedenza alle aziende danneggiate dall’istituzione della zona rossa e arancione. Sicure anche la sospensione delle scadenze fiscali di novembre e dicembre.

Il cambio di metodo dell’esecutivo sulla gestione della crisi si concretizzerà con il Decreto ristori 4. Che si rende necessario, evidentemente, perché la crisi economica è più profonda di quanto si aspettava inizialmente.

L’obiettivo è contenere le perdite dei mesi invernali, dovute al rapido passaggio di alcune regioni nelle zone rosse e arancioni.

Intanto cambierà il periodo di riferimento. Vale a dire che, per assegnare i ristori agli imprenditori della ristorazione più colpiti, verrà estesa la base di calcolo del calo di fatturato.

L’intenzione è di impiegare strumenti di sostegno più ampi, indennizzando anche i soggetti che non rientrano nei codici Ateco. Per due ragioni. O perché attività non direttamente chiuse dal Dpcm a zone, ma in stato di sofferenza, o perché appartengono alla filiera delle attività chiuse, e dunque sono state danneggiate di conseguenza.

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