Trattoria Irina Steccanella Savigno lasagne

Irina Steccanella, il delivery della trattoria che ha stupito tutta l’Italia

Irina Steccanella, cuoca e proprietaria dell'omonima trattoria di Savigno in Emilia Romagna, ha attivato consegne a domicilio in tutta Italia

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Trattoria da Irina Steccanella. A Savigno. Tra i colli bolognesi. Una destinazione unica.

Uno dei simboli, durante il lockdown, della resistenza gastronomica italiana.

Irina è una chef di un territorio che le appartiene profondamente. Formatasi dapprima in pasticceria, da Gino Fabbri, passando per uno stage rivoluzionario all’Osteria Francescana, sino all’ “illuminante” permanenza nelle cucine di Romito.

Lei che è nata in provincia di Modena ma è cresciuta nella bolognesità, è una cuoca irrequieta che mai avrebbe accettato di spegnere i fornelli per così tanto tempo.

#IrinaACasatua è allora il “suo” delivery. Un progetto voluto con determinazione, senza compromessi, nel mare magnum delle cucine casalinghe regionali.

Noi, transitati in Abruzzo per una zona gialla, una arancione ed ora una rossa, abbiamo ordinato uno dei suoi menu.

Piatti della tradizione. Icone sì, ma in evoluzione.

Trattoria Irina Steccanella Savigno delivery box

Sono disponibili due box, rispettivamente da 40 e 50 a persona. Irina troverà estremo piacere nel comporvele con il suo estro. Appagando i vostri sensi, con quattro portate nel primo caso e cinque nel secondo, dove i primi, saranno due. Lasciandovi comunque libertà di andare anche oltre.

E non so se sia stato un caso, ma l’atmosfera del nostro pranzo è stata allietata da una bellissima nevicata. Queste temperature sono perfette per godere a pieno di un menù di sostanza. Sounds good.

Il menu degustazione di Irina

tosone e pancetta Trattoria Irina Steccanella Savigno

Tranquilli perché la box arriva con furgone refrigerato, in un paio di giorni, senza problema alcuno sulla conservazione. È tutto sottovuoto.

Il nostro menu si compone di: tosone con la pancetta, giardiniera, lasagne verdi alla bolognese e spezzatino di cinghiale. Come dessert abbiamo una zuppa inglese.

Le preparazioni racchiudono, anche alla vista, il calore che respiri in trattoria.

Partendo dal tosone con la pancetta. Da scottare in padella. Quel po’ che basta per far sciogliere il grasso e rifinire il piatto con gocce di balsamico. Inizio col botto. Grassezza e sapidità, spinte principalmente dalla pancetta. Il tosone è un formaggio a pasta cotta che nasce dalla rifilatura delle forme di parmigiano poste in apposite fascere. Strong.

giardiniera

Una fotonica territorialità poi smorzata dalla giardiniera. Uno dei cavalli di battaglia della chef. Pezzi grossolani, ben mixati tra forme e colori e soprattutto ben conditi. Percezioni in agrodolce piacevoli, scorrevoli. Cavolo bianco, carote, sedano, cipolla e peperoni. Con una untuosità che richiamerebbe senza indugio del pane. Ma bisogna resistere perché il carboidrato è dietro l’angolo.

Il primo piatto

Trattoria Irina Steccanella Savigno lasagne

Si concretizza ardentemente con una delle meraviglie dei primi presenti nel menù delivery. Le lasagne verdi alla bolognese, intrise, per l’appunto, in un paradisiaco ragù, fornito a parte. Un classico. Sono solo da cuocere in forno. Semplicemente ottimo ed abbondante. Sfoglia sottile, tirata a profusione. E la besciamella? Wow. Insomma, la mangeresti con le mani. Ecco l’Emilia, ecco Irina. Savigno e Bologna. Un vortice quasi commovente. Masticare pacatamente, chiudendo gli occhi, è l’unico modo per ancorarsi ad un qualcosa di inimmaginabile.

C’è bisogno di una piccola pausa. Questo è un piatto di quelli hot. Per palati forti, allenati ma al tempo stesso raffinati.

Il secondo piatto di Irina

Trattoria Irina Steccanella Savigno cinghiale

Prepariamo il secondo, lo spezzatino di cinghiale. Solo da riscaldare. È ben porzionato ma soprattutto preparato egregiamente. Equilibrato nel condimento, negli aromi. Rosmarino, cipolla, un po’ di pepe e del pomodoro. Non eccessivo. La carne è tenera e gustosa. Grazie anche al bilanciamento conferitole dal vino rosso in fase di cottura. Il cinghiale di qualità lo riconosci subito.

I vini ed il dessert    

champagne

Sì, i vini. Non uno ma due. Scelta dettata dai piatti. Con il tosone e pancetta, abbiamo aperto uno champagne Blanc de Blancs André Heucq. Un vigneron, custode ed amante dei suoi terroir. Solo Chardonnay, proveniente dal villaggio di Cluises. Una bollicina dotata di buona struttura e piacevole freschezza, perfetta per questo formaggio, con annessi e connessi. Ricordate?

Montepulciano Emidio Pepe

Abbiamo poi continuato con un vino più adatto alla carne, a tutto tondo. Saltando però il discorso giardiniera. Certo, forse leggermente “sopra le righe” anche per la lasagna ed il suo ragù. Ma neanche più di tanto. Stiamo parlando di un Montepulciano d’Abruzzo Emidio Pepe 2018. Un gran bel rosso, slanciato, pieno. La sua struttura è intimamente connessa con il cinghiale.

Ma del dolce? Ne vogliamo parlare?

Trattoria Irina Steccanella Savigno zuppa inglese

La mitica zuppa inglese. Da conservare in frigo sino a pochi minuti prima dell’impiattamento. Per poi essere avidamente gustata, sciolta in bocca.

Equilibrio e storia. In due parole. Unite dalla crema, dall’alchermes, dal pan di spagna. E da un cioccolato fondente che brilla di luce propria. Un mix di gusto, talmente buono da gridare al bis.

Ma purtroppo è terminato. Non solo il dolce.

All’inizio era una storia di una trattoria vissuta da una clientela locale, al più proveniente dall’intera area della Valsamoggia.

Oggi, questa storia si srotola in tutta Italia. Anche grazie ad un’idea caparbia, divenuta realtà, con un click. E che merita di essere premiata. 

Ai suoi tavoli i protagonisti saremo poi noi assieme a lei. A casa nostra, e vostra, oggi, la protagonista assoluta è lei. Con il suo lavoro e quello dei suoi fornitori locali. Un ensemble capace di ricostruire le memorie della tradizione, con la sensibilità propria, quella di una trattoria contemporanea. 

Le box ed i relativi menù sono ordinabili sullo shop online www.irinaacasatua.it.

Di Andrea Mucci

Di giorno bancario, di sera un curioso scopritore dei luoghi fatti di cibo e vino, con le loro infinite storie da raccontare. Natio della terra d’Abruzzo, dove occhi e pancia vogliono sempre la loro parte