I vini migliori da abbinare ai formaggi: la guida per non fare errori

La guida pratica per abbinare tutti i tipi di formaggio, da quelli a pasta filante agli erborinati, con i vini che meglio li accompagnano

Tempo di lettura: 8 minuti

Vini e formaggi, abbinamenti possibili. La bocca non è stanca se non sa di vacca. Il fatto che questa espressione sia stata declinata dialettalmente in molte regioni, la dice lunga sulla testimonianza viva e concreta del ruolo storicamente attivo dei formaggi in un pasto.

Ma cosa hanno in comune i formaggio con i vini?

Dalle influenze climatiche, al territorio di produzione, dal processo di trasformazione (alcolica e di cagliatura) alla maturazione (o invecchiamento), per citarne qualcuna.

Se all’apparenza il matrimonio tra vino e formaggio può sembrare facile, nella pratica ci sono regole dipendenti dalle caratteristiche principali di questa eccellenza casearia. Parliamo del tipo di pasta, della grassezza, della stagionatura, della succulenza, della tendenza acida, della tendenza dolce, della tendenza amarognola, dell’aromaticità, dell’intensità e della persistenza.

I criteri di classificazione dei formaggi sono molti. Non vogliamo elencarli dalla A alla Z ma citarne i più diffusi per un piacevole excursus utile a farci dilettare anche a casa con qualche wine pairing. Vi diamo qualche consiglio di abbinamento, senza voler passare per detrattori della relazione formaggio e vino del territorio.

Sì, perché spesso, la scienza va oltre le tradizioni e consente di avvicinarsi ad una perfetta unione dei gusti, anche oltreconfine. Questione di ampie vedute. D’altronde sono così tanti e così buoni. Anche per questo ve ne proponiamo diversi.

Regole di abbinamento tra vini e formaggi

Ad ogni formaggio è buona regola affiancare un vino che ne esalti il sapore ma al tempo stesso ne equilibri i picchi di gusto con l’aromaticità e l’armonia del bouquet.

Ad esempio, ad un formaggio stagionato va affiancato un vino strutturato, possibilmente invecchiato e di buon grado alcolico. Vedrete che non è impossibile trovare un buon equilibrio, che però mai si realizza per contrasti.

Un paio di curiosità. Quando la caseina (proteina fondamentale dei latticini) si decompone, conferisce rotondità e morbidezza al vino. Come? Grazie a piccole quantità di ammoniaca che vanno a tamponare la sua parte più acida. Un do ut des insomma, o per dirla con le parole di Veronelli, un matrimonio d’amore.

Le croste esterne naturali o fiorite, tendenzialmente possono essere tutte mangiate. Quella del gorgonzola no, così come non possono essere mangiate quelle artificiali.

Vini e formaggi a pasta filata, molli e freschi

vini e formaggi a pasta filata mozzarella

Iniziamo con dei formaggi piuttosto grassi e con una tendenza dolce. I vini da abbinare devono essere leggeri e poco corposi, proprio per contrastare solo quel filo di grassezza. Qualche esempio?

Burrata. Roero Arneis, Fiano di Avellino, Chardonnay siciliano

Fiordilatte. Roero Arneis, Bardolino, schiava, lambrusco, Vernaccia di San Gimignano, Vermentino di Gallura, Verdicchio Castelli di Jesi

Mozzarella di bufala campana. Asprinio D’Aversa, Falanghina, Fiano, Ischia bianco, Greco di Tufo, Locorotondo.

Robiola. Roero Arneis, Dogliani, Dolcetto di Ovada o Grignolino d’Asti

Squaquerone di Romagna. Pignoletto dei Colli Bolognesi

Vini e formaggi a “crosta lavata”  

taleggio

Ancora più grassezza rispetto ai precedenti formaggi. È bene stappare un bel vino morbido che sia abbastanza sapido e fresco. Caratteristiche necessarie a riequilibrare la tendenza grassa ed anche in questo caso, dolciastra.

Puzzone di Moena. Marzemino d’Isera o Lagrein Rosé

Taleggio fresco. Champagne Blanc de Blanc, Terre di Franciacorta Bianco, Colli Orientali del Friuli Picolit, Dolcetto di Dogliani, Muller Thurgau.

Vini e formaggi a crosta fiorita (o brinata)

vini e formaggi

Parliamo di formaggi che possono stagionare anche per diverse settimane ed ai quali vengono inoculate delle muffe speciali (Penicillum candidum).

Anche per questo motivo, spesso ci si ritrova un particolare profumo di sottobosco, di fungo champignon oppure di burro fuso. Sono prodotti che presentano una piacevole cremosità, succulenta e piuttosto persistente grazie ad una elevata percezione lattica. La loro crosta esterna, conferisce ancora più sapore al formaggio.

In questo caso consigliamo un vino di discreta struttura e media evoluzione ma con una buona spalla acida.

Brie. Beaujolais, Trebbiano d’Abruzzo, Côtes de Provence bianco

Camembert. Côtes de Provence rosé, Cerasuolo d’Abruzzo, Salice Salentino Rosato, Cremant d’Alsace

Caprice de dieux. Champagne Rosé, Beaujeolais

Vini e formaggi a pasta dura o semi dura e bassa maturazione

provolone vini e formaggi

Ci troviamo di fronte a formaggi ancora più maturi e caratterizzati da una sapidità crescente. Un vino con più aromaticità ed una buona spinta sapida, può rivelarsi la scelta più azzeccata con lo spessore gusto-olfattivo che diviene il fil rouge dell’abbinamento.

Asiago Fresco. Cabernet superiore, Valpolicella, Grave del Friuli, Refosco dal Peduncolo Rosso 

Asiago stagionato. Cabernet Colli Berici, Piave Cabernet

Caciocavallo (dolce). Aglianico, Marsala Vergine, Chardonnay con passaggio in botte

Caprino a latte crudo. Soave classico  

Emmental. Greco di Tufo, Pigato, Bourgogne Pinot Noir, Alto Adige Blauburgunder

Fontina. Chianti, Riesling, Gamay, Valle d’Aosta Nus Rouge, Marzemino

Provolone (dolce). Barbera, Cabernet Sauvignon, Vermentino di Sardegna o Lambrusco secco

Provolone (piccante). Taurasi, Nabbiolo d’Alba, Champagne pinot noir 100%

Provolone del Monaco. Falerno del Massico Rosso

Vini e formaggi stagionati

vini e formaggi stagionati

Arriviamo ad un abbinamento intrigante ma complesso, dove la lunga maturazione e la durezza, conferiscono al formaggio maggiore intensità, sapidità e persistenza gusto olfattiva tali da richiedere un vino di carattere e ben strutturato.

Bra (duro). Dolcetto d’Alba, Cerasuolo di Vittoria, Chardonnay Langhe

Canestrato Pugliese. Cacc’è mitte di Lucera, Locorotondo, Cabernet, Squinzano, Salice Salentino

Fiore Sardo. Cannonau, Rosso di Montalcino, Cesanese del Piglio, Morellino di Scansano

Formaggio di Fossa. Pignoletto passito, Albana di Romagna, Oltrepò Pavese Metodo Classico, Amarone della Valpolicella

Grana Padano (a fine pasto). Oltrepò pavese, Bonarda, Cerasuolo d’Abruzzo, Gutturnio o Teroldego Rotaliano, Champagne 100% Chardonnay

Grana Padano oltre i 20 mesi di stagionatura. Champagne 50% pinot noir e 50% chardonnay)

Parmigiano Reggiano (12/18 mesi). Franciacorta Brut o Gran Cuvée Brut, Trento Doc, Champagne Blanc de Blanc, Champagne Brut Resérve, Lambrusco di Sorbara, Gutturnio Classico dei Colli Piacentini  

Pecorino Romano. Cannonau, Orvieto classico, Rosso di Montalcino, Cesanese del Piglio, Carignano del Sulcis  

Pecorino Sardo. Barolo, Brunello di Montalcino, Vermentino di Gallura, Carignano del Sulcis, Cannonau

Pecorino Siciliano. Cerasuolo di Vittoria

Pecorino Toscano. Dolcetto d’Alba, Refosco, Parrina Bianco, Vernaccia di San Gimignano, Bianco di Pitigliano

Toma Piemontese. Chianti, Dolcetto d’Alba, Barolo, Cabernet dei Colli Euganei, Nebbiolo, Cerasuolo d’Abruzzo

Vino e formaggio erborinato

gorgonzola dolce

In questi formaggi c’è tutto, ed anche di più. Aromaticità, sapidità, tendenza amarognola, lunghissima persistenza gusto olfattiva. A nostro avviso una delle migliori scelte per terminare un grande pasto e, perché no, un gradevole sostituto di un dessert. Carrello dei formaggi al ristorante docet. Davvero adorabili.

Sono richiesti pertanto vini di grande struttura e complessità, che tengano testa alla scia erborinata e siano in grado di smorzare la tendenza amarognola. Qualora quest’ultima sia più accentuata, sarà bene scegliere un vino più “caldo”. Al naso ed al palato si mescolerà alla perfezione con l’ampia persistenza gusto olfattiva del formaggio.

Bleu d’Aoste. Barbera, barolo, passito di Pantelleria, Marsala

Bleu d’Auvergne. Monbazzilac, Tokaji Aszu 5 puttonyos 

Castelmagno. Roero, Barolo o Barbaresco

Castelmagno stagionato. Vin Santo, Sauternes

Gorgonzola dolce o cremificato. Malvasia, Gavi, Valtellina superiore, Recioto, Passito di Pantelleria, Muffato della Sala, Moscato secco, Riesling

Gorgonzola piccante. Barolo, Brunello di Montalcino, Gattinara, Amarone della Valpolicella, Picolit, Marsala, Moscato passito liquoroso, Marsala vergine, Ramandolo, Gambellara Recioto, Sauternes

Roquefort. Sauternes, Recioto di Soave, Cinque Terre Sciacchetrà

Stilton blu. Porto, sherry

Suggerimenti per il formaggio

formaggio taglio

Meglio non servire il formaggio a temperatura frigo ma lasciarlo intiepidire a temperatura ambiente per almeno una mezz’ora, in modo da apprezzarne al meglio gli aromi e le peculiarità olfattive.

Consigliamo l’utilizzo di specifici coltelli, utili sia per il taglio, più agevole, che all’integrità delle caratteristiche organolettiche.

Ed infine, perché no, negli abbinamenti si può anche sperimentare, osare, senza pensarci troppo. Si riveleranno degustazioni personali comunque emozionanti, da raccontare. Un matrimonio d’amore. Ve lo garantiamo.

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