Decreto Sostegno 2021: ultime notizie. Cosa cambia per ristoranti e bar

Cambiano i ristori per lavoratori, professionisti e imprese della ristorazione

Per l’esecutivo precedente era il decreto Ristori, con il governo Draghi diventerà il decreto Sostegno o decreto Indennizzi. La discontinuità si marca anche così, evidentemente.

Facezie sul nome a parte, l’insieme di interventi economici che il nuovo governo sta preparando, forte di 32 miliardi di extradeficit autorizzati dal Parlamento a inizio 2021, potrebbe portare buone notizie anche a lavoratori e imprese della ristorazione.

Prima che il piano vaccini faccia il suo corso rendendo possibile la ripartenza di tutte le attività.

Il senso del pacchetto di misure oggetto di incontri tra i ministri dell’economia Daniele Franco e dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, va proprio nella direzione di dare un sostegno alle imprese penalizzate dalle restrizioni anti-Covid.

Come, per esempio, ristoranti, pizzerie, bar e pasticcerie che si trovano nelle regioni in zona arancione o rossa, costrette a nuove chiusure.

Decreto Sostegno: cosa cambia per i lavoratori

Calcoli ristori

La cospicua parte del decreto riservata ai lavoratori prevede la proroga della cassa integrazione per l’intero 2021 e del blocco dei licenziamenti fino al 30 giugno.

Alle viste ci sarebbe anche un nuovo bonus del valore di mille euro. Ma è in corso una discussione sul possibile accorpamento dei mesi lasciati scoperti da nuovi aiuti, che farebbe salire il valore del bonus a 3.000 euro.

Chi potrebbe beneficiare di questo bonus? I destinatari sarebbero gli stessi dei bonus erogati in precedenza, dunque: lavoratori autonomi e occasionali, o stagionali della ristorazione e del turismo.

Decreto sostegno: cosa cambia per le partite IVA

Decreto sostegno

Ma la novità cara al ministro Giorgetti riguarda l’inserimento tra i destinatari degli aiuti di 2.700 partite Iva, sia professionisti –anche iscritti alla gestione separata– che imprese. Le aliquote di ristoro saranno del 15, 20, 25 e 30%, in base alle differenti perdite di fatturato. Superata e archiviata, dunque, l’indicazione del codice Ateco delle attività.

L’intenzione dell’Agenzia delle Entrate è di accreditare gli indennizzi entro il 30 aprile.

Altro criterio a cui si pensa è il calo del fatturato. In questo caso si dovrà autocertificare una perdita del 33% sulla media mensile del fatturato 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Per calcolare il valore degli aiuti si farà riferimento a 4 aliquote che cambiano in base all’ammontare delle perdite.

  1. Indennizzo del 30% in caso di fatturato entro 100 mila euro l’anno,
  2. 25% in caso di fatturato tra 101 e 400 mila euro l’anno,
  3. 20% in caso di fatturato tra 401 mila e 1 milione di euro l’anno
  4. 15% in caso di fatturato compreso tra 1 e 5 milioni di euro l’anno.

Pace fiscale 2021

Covid soldi

Dal punto di vista dei contribuenti in lite con il Fisco si parla con insistenza di Pace Fiscale 2021. In teoria, da fine febbraio, sarebbe dovuto riprendere l’invio ai contribuenti di atti e cartelle. Ma il governo intende procedere a una dilazione in due anni, evitando così il simultaneo invio di oltre 50 milioni di atti.

L’approvazione del nuovo decreto Sostegno o Indennizzi dovrebbe arrivare entro la metà di marzo. Ciò significa che, tenuto conto dei tempi tecnici necessari, non sarà possibile usufruire del bonus prima di inizio aprile.

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