Giornata della Terra: 5 modi per mangiare senza danneggiare il pianeta

La Giornata della Terra si celebra il 22 aprile per ricordare che le nostre azioni hanno un'impronta sul pianeta. Compreso il nutrirsi

Il 22 aprile si celebra “l’Earth Day”, la Giornata della Terra. Lo scopo è aumentare la sensibilizzazione nei confronti dei problemi ambientali. Ogni azione, ogni scelta, ogni gesto ha delle ripercussioni importanti sulla vita di chi ci circonda e del luogo che abitiamo. Preservare gli equilibri ecologici, attualmente minacciati, è alla base.

La nostra terra è in pericolo. I ghiacciai si stanno sciogliendo, la concentrazione di Co2 nell’aria è in continuo aumento e la biodiversità danneggiata. L’impatto umano sul nostro pianeta ha delle conseguenze irreversibili. Agire sulle nostre azioni e fare le scelte giuste è oggi più che mai urgente.

La storia della Giornata della Terra

Il progetto nasce negli Stati Uniti nel 1969, quando John McConnell, attivista per la pace e convinto ecologista, propone di istituire una giornata dedicata al pianeta. L’anno seguente diventa realtà. Grazie all’ONU venne istituita la prima Giornata Mondiale della Terra.

Da allora, ogni anno, vengono organizzati congressi, fiere e incontri per informare e coinvolgere il maggior numero di persone possibili. Quest’anno il tema è Restore Our Earth: ripariamo e riabilitiamo la nostra Terra. L’associazione italiana Earth Day Italia organizza una giornata di incontri virtuali. Potete seguirli in diretta su Rai Play dalle ore 7.30 alle 20.30. La giornata sarà ricca di incontri, testimonianze e contributi per salvare la bellezza del nostro pianeta.

5 consigli per mangiare e salvare il pianeta

Il cibo è uno degli argomenti cardine. La produzione alimentare è responsabile di gran parte delle emissioni di anidride carbonica, danni alla biodiversità animale e vegetale, deforestazione e inquinamento. Scegliere cosa consumare è un atto sociale, politico ma anche ecologico. Ogni volta che decidiamo di inserire nel carrello un prodotto, o di gettare un alimento nella spazzatura, impattiamo gravemente sul nostro ecosistema.

Ma consumare consapevolmente è semplice, basta seguire alcuni piccoli consigli.

1. Giornata della Terra. Mangiare locale e stagionale

L’inferno dei supermercati è attraente, comodo e immediato. Tuttavia, alcuni dei cibi che troviamo sugli scaffali, vengono da Paesi molto lontani. Avete mai guardato la provenienza di una pesca a dicembre? Il trasporto di cibo è responsabile di gran parte delle emissioni attribuite al sistema di produzione alimentare. Un chilogrammo di pesche proveniente dall’Argentina, ad esempio, percorre oltre 12mila km ed emette circa 16 kg di CO2.

Molto spesso acquistare dai singoli produttori è difficile e richiede molto tempo (soprattutto per chi vive in città). Tuttavia, ci vengono incontro i mercati contadini. Sono piccoli spazi, produttori selezionati, cibo locale e stagionale. Un piccolo supermercato, ma con prodotti del territorio.

Vista la sensibilizzazione per i temi ambientali, recentemente sono nate diverse iniziative con lo scopo di valorizzare il cibo locale.

L’alveare che dice sì è un esempio virtuoso. Nasce a Torino nel 2015 e si diffonde rapidamente su tutto il territorio nazionale. Sul sito è possibile trovare l’alveare più vicino, prenotare i propri prodotti e ritirarli nel punto definito. Saranno i produttori a consegnarli per permettere al cliente un confronto diretto.

2. Ridurre al minino l’uso della plastica

Il consumo di plastica è in continuo aumento. È un materiale durevole e resistente e per questo, lo smaltimento è complicato. Negli ultimi anni le immagini delle isole di plastica che abitano i nostri oceani ci hanno impressionato. Ma il problema è molto più ampio. Le microplastiche arrivano ovunque, anche nel cibo che consumiamo. Per questo è urgente una diminuzione dei consumi a monte. Scegliere di acquistare prodotti sfusi, portare i contenitori e le borse della spesa da casa, limitare l’utilizzo di plastica monouso, evitare i cibi con imballaggi ingombranti. Sono le regole da seguire.

3. Giornata della Terra. Attenzione agli sprechi

Saper leggere le etichette è fondamentale. La dicitura “consumarsi preferibilmente”, ad esempio, non implica il degradamento del prodotto. Un prodotto consumato oltre la data indicata, non nuoce alla salute, ma semplicemente potrebbe aver subito un’alterazione del profilo sensoriale. Prima di gettare qualcosa nella pattumiera è importante assicurarsi che sia realmente necessario. Ogni avanzo può essere riutilizzato, adattato e modellato per creare qualcosa di nuovo, limitando gli sprechi.

4. Giornata della Terra. Ridurre il consumo di carne

La produzione industriale di carne è responsabile di gran parte dei problemi ambientali. È opportuno scegliere correttamente quale carne consumare. Gli allevamenti intensivi, oltre a limitare il benessere animale, producono una grande quantità di emissioni e di scarti di produzione. Scegliamo carne allevata all’aperto, da allevamenti estensivi che prevedono il pascolo e un’alimentazione senza uso di insalati. “Meno è meglio”. Cioè, mangiare meno carne ma di migliore qualità. In alternativa, consumare altre fonti proteiche come legumi, uova e prodotti caseari.

5. Giornata della Terra. Adottare un coltivatore

Il “Social Farming” permette di sostenere le tradizioni agricole e il lavoro dei coltivatori italiani. Aiutare è semplice. Dopo aver letto la storia e la filosofia del produttore, basta acquistare un pacchetto di Adozione, regalando delle ore lavorative. Questo permette di coprire parte dei costi di manodopera necessari per mantenere alta la qualità e l’identità aziendale.

[Chiara Nervo]

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