L’edizione monstre della Repubblica del Cibo a Festa a Vico 2019, con ben 178 postazioni e l’impossibilità di diramare la lista completa dei piatti, è stata messa a dura prova dall’improvvisa pioggia caduta sulla cittadina in un momento vitale quando mancava poco alle 21.

Ferita, ma non doma, la Repubblica del Cibo si è saputa risollevare dalle pozze di acqua che hanno tartassato il percorso con i banchetti all’aperto.

Alla fine, il computo dice che sono arrivate circa la metà delle persone rispetto all’ottima edizione 2018 (10 mila contro le oltre 20 mila) che con la loro generosità hanno permesso di contenere i danni e di raccogliere 79.000 € di fondi in beneficenza contro i 120.000 dell’anno scorso.

Al solito non sono mancate novità, salti nel futuro e richiami della tradizione in un melting pot che è la cifra dell’evento di apertura dedicato ai meno conosciuti interpreti della cucina che ancora non si possono fregiare della stella Michelin e dei protagonisti della pizza e dell’artigianato del cibo.

Scarno il taccuino del vostro cronista, bloccato dalla pioggia al pari dei partecipanti che non hanno fatto mancare il loro calore al di qua e al di là dei banconi.

Leggetevi il report che segue con l’ovvio disclaimer che all’impossibilità fisica di illustrare compiutamente tutti i piatti presenti si è aggiunta proprio la pioggia.

Ma ecco gli assaggi.

1. Raffaele e Liberato Cuomo – Croccante al limone

Come da tradizione di Scatti di Gusto, la prima stazione che dichiara aperta Festa a Vico è alla Cremeria Gabriele per assaggiare la novità dell’anno.

Il nome in codice è Croccante al limone. Raffaele e Liberato Cuomo hanno lavorato sulla ricotta vaccina in purezza per dare forma a un gelato spinto dai profumi del limone femminiello di Sorrento semicandito e completato dal crunch delle mandorle leggermente salate.

La prima uscita è più che positiva e anche l’assaggio in combo con Salvatore Marco Grasso ha fatto segnare pollice in alto in attesa della completa registrazione per temperatura e consistenza del gelato che dovremmo vedere e assaggiare in chiusura della Festa alle Axidie con l’impagabile brioche della Cremeria Gabriele.

2. Giuseppe Pignalosa – Pizza Mediterranea

La pizza a Festa a Vico ormai non è più una novità. Nuovo invece è l’ingresso nella rosa dei pizzaioli di Giuseppe Pignalosa acclamato protagonista che da Ercolano si è spostato a Salerno e ha spiazzato tutti con la versione crunch del canotto ottenuta con blend di farine del Mulino Caputo, uno dei top sponsor di Festa a Vico, e predominanza della nuova Nuvola qui declinato in versione margherita, marinara e mediterranea.

3. Carlo Sammarco – Pizza con bottarga

Volto conosciuto a Festa a Vico è Carlo Sammarco dell’omonima pizzeria di Aversa che per la sua celeberrima pizza canotto ha scelto un blend sempre Caputo e forte presenza di Nuvola.

Impasto sempre tra i migliori della categoria e topping fresco. La pizza entrerà nel menu estivo.

4. Sabatino Cillo – Würstel

Il capitolo carne è diventato un altro dei fondamentali di Festa a Vico e Sabatino Cillo da Airola (Benevento) ha accontentato i suoi fan con un’interpretazione del piatto per cui va giustamente famoso: il würstel. Dimenticate cibo precotto e di filiera incerta. Al gancio pendevano vitellina e marchigiana anche in combo con maiale casertano.

Cibo pazzesco aiutato dalle salse home made.

Solo il bun era inferiore alle aspettative ma la prova con un pane recuperato in un altro stand da Cillo ha subito fatto la differenza.

5. Paolo Parisi – Vacca vecchia

E lo stand in cui si è approvvigionato Sabatino Cillo era quello del panificio Malafronte di Gragnano alla Festa in combo con Paolo Parisi.

Il nume tutelare delle uova, ha dato spettacolo come al solito con una brace rotonda e un magnifico panino con fette di pane a impasto giustamente acido che racchiudevano gli sfilacci grossolani di una vacca vecchia.

6. Luciano e Nando Bifulco – Hamburger e frollatura

Posizione centrale nella piazza del nuovo municipio per i due fratelli di Ottaviano raggiunti quando la pioggia ha finalmente dato tregua.

La folla si era nuovamente assiepata davanti al banco della carne e i due sono riusciti a riaccendere la brace.

Prima i panini e poi la carne con filetti e black angus di loro allevamento in Basilicata a riscaldare gli animi e gli stomaci infreddoliti.

7. Amelia Mazzola – Gnocchi alla sorrentina

Un indirizzo che è un porto sicuro in costiera sorrentino, quello della Torre One Fire della famiglia Mazzola che ha portato dei semplici ed efficacissimi gnocchi preparati alla maniera di mamma Maria (Aprea). Un flashback per quanti hanno vissuto e vivono la penisola sorrentina da (parecchi) decenni.

Toccherà rifarsi l’anno prossimo o, più vicino, domani al Cammino di Seiano con il percorso in riva al mare, Dessert Storm e la novità della puntata in esterna di Masterchef Italia che andrà in onda l’anno prossimo.