Il gruppo Sebeto, dal 2018 controllato dal fondo londinese OpCapita, ovvero, per capirci, quello che detiene il brand e le pizzerie Rossopomodoro, ha venduto la catena di hamburger gourmet Ham Holy Burger.

Gli acquirenti sono Franco Manna Giuseppe “Pippo” Montella, che di Rossopomodoro erano stati i fondatori, ormai una trentina di anni fa.

“La notizia doveva essere diffusa con la riapertura di Ham Holy Burger in via Marghera a Milano, ma l’emergenza Coronavirus non ha reso possibile l’inaugurazione”, spiega al telefono Franco Manna.

Sebeto intende focalizzare la sua attività sulle pizzerie – che, oltre a Rossopomodoro, comprendono anche i marchi Anema e cozze e Rossosapore, per un totale di circa 130 locali. In quest’ottica va visto anche il “riposizionamento” di Rossopomodoro con il nuovo claim e layout “Come un giorno a Napoli“.

Ham Holy (“sacro” in senso qualitativo) Burger nasce una decina di anni fa, e da allora si è mosso all’insegna dell’italianità, con pane artigianale e carne di Fassona piemontese presidio Slow Food, e della sostenibilità, con packaging innovativo e plastic free.

Attualmente conta 10 locali dedicati all’hamburger: quattro a Milano, tre a Roma, uno a Genova, a Serravalle Scrivia e a Padova. Ma il marchio è in espansione, come racconta a Pambianco Wine&Food Franco Manna, per ora frenata dall’emergenza Coronavirus: “Abbiamo pianificato un paio di nuove aperture, che potrebbero essere rinviate ma non cancellate”.

Dopo una lunga trattativa fra Sebeto e un’altra catena specializzata in hamburger made in Italy, non andata in porto, Manna e Montella hanno deiso di intervenire, in modo da proteggere Ham Holy Burger, dal momento che Sebeto stava già concentrando le sue attenzioni e le sue energie sulle pizzerie. Franco Manna ha chiesto a Sebeto di mantenere l’incarico di presidente con delega allo sviluppo, ottenendo al tempo stesso la liberatoria sul potenziale conflitto di interesse interno per aver acquisito il brand.

[Link: Pambianco Food&Wine]
 

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Emanuele Bonati

Emanuele Bonati

"Esco, vedo gente, mangio cose" Lavora nell'editoria da quasi 50 anni. Legge compulsivamente da sessant'anni. Mangia anche da oltre 60 anni – e da una quindicina degusta e racconta quello che mangia, e il perché e il percome, online e non. Tuttavia, verrà ricordato (forse) per aver fatto la foto della pizza di Cracco.

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