Natale Giunta, chef del CitySea: no ai maranza. La campagna

Natale Giunta, lo chef palermitano noto per il suo impegno civile, ha lanciato una provocazione che sta facendo discutere a Palermo: il divieto d’ingresso ai cosiddetti “maranza” nel suo ristorante CitySea, al Molo Trapezoidale. Attraverso un video sui social, Giunta ha mostrato un cartello con una sagoma sbarrata. Rendendo chiaro che certi comportamenti non sono più tollerati nella sua struttura.
“La tua presenza non è benvenuta, il tuo stile non è ammesso. Vesti con tuta lucida di imitazione Armani, occhiali Cartier falsificati, un borsello Gucci fake, e una collana di provenienza incerta, il tutto accompagnato da una barba che richiama stili discutibili di GOMORRISTA. Pertanto, ti invitiamo a non entrare nei miei locali”. Questo il testo che accompagna il video.
Per lo chef, non si tratta di una discriminazione basata sul censo, ma di una questione di sicurezza e decoro. Giunta identifica nei “maranza” — abbigliati con tute lucide, occhiali contraffatti e un atteggiamento arrogante — un modello comportamentale che emula la cultura di “Gomorra”. Giunta spiega che questi gruppi spesso frequentano la movida con il solo scopo di scatenare risse, come accaduto recentemente tra la Vucciria e Piazza Fonderia.
La decisione nasce anche dalla necessità di tutelare l’attività a livello legale. Secondo l’Articolo 100 del TULPS, i titolari rischiano la sospensione della licenza o il sequestro del locale in caso di disordini, anche se causati da terzi. “Non bastano i buttafuori, dobbiamo fare prevenzione”, ha dichiarato lo chef, sottolineando come sia suo dovere garantire l’incolumità dei clienti.
La campagna di Natale Giunta contro i maranza

Questa iniziativa richiama la storia personale di Natale Giunta. Che nel 2012 ebbe il coraggio di denunciare i suoi estorsori, diventando un simbolo della lotta alla mafia. Oggi, lo chef lancia un appello ai suoi colleghi affinché si crei un fronte comune. Cioè un movimento di resistenza civile simile a “Addio Pizzo”, per isolare i violenti e scoraggiare modelli culturali basati sulla prevaricazione. Il messaggio finale è diretto e senza sconti: “Basta, se sei violento qui non sei gradito”.
Non sono mancate le polemiche e le risposte al video da chi ha ritenuto inappropriato l’identikit barba, occhiali, abbigliamento. E Giunta ha risposto alla domanda del Corriere sul chi è un maranza. “Volevo solo descrivere un fenomeno che, per chi lavora nella notte, è diventato ricorrente: gruppi di ragazzi — da 15 a 20 persone tra i 20 e i 35 anni — che arrivano nei locali con un atteggiamento di prevaricazione e prepotenza. Il punto non è l’estetica: è la dinamica che spesso si porta dietro”. I maranza non sono i portatori di barba o di occhiali, ma quelli che in gruppo hanno atteggiamenti di prepotenza e prevaricazione.




