Napoli accoglie da oggi i maestri dell’arte bianca provenienti da ogni angolo del globo. L’8, il 9 e il 10 giugno 2026, la Mostra d’Oltremare ospiterà la XXIII edizione del Campionato Mondiale del Pizzaiuolo Trofeo Caputo, un evento che quest’anno raggiunge un livello di internazionalizzazione senza precedenti.
Un evento dal respiro globale

Il Campionato si conferma una vetrina cosmopolita, capace di unire culture e tradizioni gastronomiche differenti sotto il segno della pizza. Per la prima volta nella storia della manifestazione, si registrerà la partecipazione di concorrenti provenienti da Finlandia, Armenia, Porto Rico e Bosnia ed Erzegovina, portando a 35 il numero complessivo di nazioni rappresentate.
L’evento è il culmine di un lungo percorso di selezione durato un anno: attraverso le tappe della Caputo Cup, tenutesi in oltre 100 Paesi, i vincitori di ogni selezione sono confluiti a Napoli per contendersi l’ambito Trofeo Caputo. Saranno oltre 600 i pizzaioli in gara, pronti a sfidarsi per il titolo mondiale davanti a una platea internazionale.
“L’arte del pizzaiuolo” oltre i confini

“La nostra è stata un’intuizione visionaria”, racconta Antimo Caputo, Ceo del Mulino Caputo. “Realizzare un evento capace di attrarre i pizzaioli di tutto il mondo lì dove la pizza è nata, a Napoli. L’obiettivo è trasmettere ‘l’arte del pizzaiuolo napoletano’, riconosciuta dall’Unesco, a tantissimi giovani professionisti”.
Per Caputo, il valore della manifestazione va ben oltre la competizione: “Questi momenti di condivisione sono essenziali: si apprende, ci si confronta, si sperimenta. Dall’incrocio di culture nascono nuove tendenze”. Un esempio citato è il rilancio della pizza americana artigianale di alta qualità, che coniuga tecniche d’Oltreoceano con le eccellenze della filiera campana (farina, pomodoro, olio e latticini), generando un virtuoso circolo di export sia di materie prime che di know-how.
Le sfide e le novità

La competizione si articolerà in 12 diverse categorie, mantenendo al centro l’attenzione per l’abbinamento gastronomico. Grande attesa per la categoria “Pizza&Vino”, introdotta con successo lo scorso anno per valorizzare il legame tra l’arte della pizza e le eccellenze enologiche.
Tuttavia, il cuore pulsante del campionato resta la categoria Pizza Napoletana S.T.G. (Specialità Tradizionale Garantita). “Incoronerà il Campione del Mondo” spiega Gianluca Pirro, presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani (APN). “Un titolo che, come dimostra il palmarès delle passate edizioni, ti cambia davvero la vita”.
L’appuntamento è fissato per oggi alle ore 12 con il taglio del nastro alla Mostra d’Oltremare: tre giorni in cui Napoli si conferma, ancora una volta, il cuore pulsante della cultura gastronomica mondiale.









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