Salviamo i bianchetti e la frittura. Banner

ma anche le seppie, i calamaretti, i cannolicchi, il novellame. Mi sono arrivate un po’ di mail. Quelle che apprezzano l’iniziativa cui hanno aderito subito gennarino.org, tzatzikiacolazione.blogspot.com, lost-in-kitchen.blogspot.com sono superiori a quelle che denunciano il complotto della Unione Europea e la fine della gastronomia di mare.
Come detto, alla decisione della UE abbiamo partecipato anche noi e, raggiunta l’intesa, abbiamo pensato di sprecare i 42 mesi di periodo di transizione ritenendo che tutto sarebbe finito nel dimenticatoio. Invece, Maria Damanaki, commissaria per gli affari marittimi e la pesca, ha chiesto una puntuale applicazione delle norme per evitare che il Mediterraneo diventi un deserto. Ovviamente sta a noi applicare le leggi e per una Capitaneria di Porto (quella di Livorno) che ha subito messo le cose in chiaro preparando pescatori e operatori del settore alla scadenza del 1 giugno, ad Anzio c’è chi stamani comprava ancora telline turbosoffiate, calamaretti e frittura di paranza. Cioè a 10 giorni dall’entrata in vigore di una legge i calamaretti si vendono a 32 € al chilo, mentre le telline stanno sui 13 €. Le solite due velocità che daranno spazio al bracconaggio. Così le tradizioni di sicuro mai più potranno ritornare.

Per fortuna il Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Giancarlo Galan, nell’incontro che si è concluso da poco ha ribadito che non è possibile farsi illusioni: “Dobbiamo affrontare la crisi – ha sostenuto il ministro – partendo da considerazioni realistiche, senza illusioni, valutando attentamente ciò che i regolamenti comunitari ci consentono allo stato attuale di avanzata applicazione. Ogni valutazione improntata al facile ottimismo non aiuta la causa”. Tradotto, le deroghe non sono possibili. E difatti l’Agenzia AGI ha battuto la conclusione del Ministro: “Sono pronto a mettere tutto il mio impegno per rappresentare le vostre istanze nelle sedi europee e nazionali competenti. Avviamo un processo per una pesca italiana pronta ad affrontare le nuove sfide che il regolamento mediterraneo ci impone, mettendo in campo anche la ricerca per valutarne gli impatti. Senza illudere nessuno, ma anche senza rinunciare alla possibilità di essere gli attori del governo del settore, utilizzando al meglio la legge delega, acquisendo autorevolezza nel dibattito comunitari della nuova PCP, partendo da una forte spinta evolutiva da dare alla nostra pesca”. Tradotto, occorre pensare ad un nuovo modello di pesca. Poi ci saranno sempre gli appassionati e i piccoli pescatori che con un rastrello a mano faranno gustare le telline. Ma rispettando le regole.

Un rispetto che speriamo vorrà essere condiviso da altri siti e blog di appassionati di gastronomia. L’impegno di tutti può far comprendere che è un bene evitare il consumo di alcuni prodotti. Proprio come è avvenuto con i datteri di mare che solo qualche venditore di chincaglierie a piede libero può ancora trafficare per far credere ai compagni di merende di essere un grande intenditore di cucina. Ma in realtà o è un bracconiere o è un ricettatore. Con Teresa De Masi (gennarino.org) si commentava l’apparizione su Facebook di una ricetta di pasta con i datteri di mare. Un fatto illegale che viene pubblicizzato: una follia.

Oggi ha chiamato un ristoratore, Marco Davi, in procinto di aprire il suo nuovo locale “In mezzo al mare” a Nettuno. Marco adotterà la logica della campagna “Fatti pescare dalla parte giusta” proponendo la stagionalità del pescato e tipi di pesce quasi dimenticati come il palombo, il manfrone (una sorta di pezzogna), la salpa (vituperata perché erbivora) e il “cavallo” (sorta di sgombro). Al bancone da asporto ci saranno i fritti tutti rigorosamente ben dimensionati come le alici (in questo periodo le aliciere ne prendono a tonnellate). L’inaugurazione è domenica 20 giugno alle 18,30. “Aspettiamo i primi clienti dopo la vittoria dell’Italia di calcio”, sorride Marco reduce della Festa a Vico dove ha presentato un sandwich di triglia. Il primo appuntamento per dire di aver scelto la legalità.

Speriamo, quindi, di poter allungare la lista. E di poter far risalire la tendina sui bianchetti dei banner (qui potete scaricare quello da 1000 pixel) per inserire i nomi dei sostenitori e mandare nell’album dei ricordi, avvolti da questa simbolica nebbia, il consumo dei bianchetti.

E voi da che parte vi fate pescare?

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Ecco chi ha aderito



13 commenti su “Salviamo i bianchetti e la frittura. Banner

  1. Vincenzo, tocchi un nervo scoperto, per chi come me è cresciuto sull’adriatico: tra pattini e sciabiche, fritture e brodetti, telline e cannolicchi. Ricordo ancora un tempo in cui al bagno serenella (dove ancora vado) la giornata di mare si chiudeva con due placidi pattini che dispiegavano la sciabica, i bambini e gli adulti a tirare le scotte fino a raccogliere il bottino sulla riva, le donne facevano friggere l’olio che avrebbe accolto il pesce appena pescato… Un altro mondo, un altro mare! Tutto cambia, i venditori di chincaglierie spacciano datteri e i ristoratori di mare raccontano spesso con orgoglio di sub che lavorano per loro ;-) Alla rincorsa stolta e pacchiana di pesce selvaggio, nessuno ha mai cercato una manzetta brada. Non c’è niente da fare, i pesci sono figli di un dio minore, Safran Foer non scriverà mai un libro per denunciare la crudeltà della loro fine, nessuna religione li venererà mai… Sono destinati a morire silenziosamente come sono vissuti!
    Cmq hai ragione, la scelta non è in questo caso tra essere favorevoli o contrari… Non esiste questa possibilità: la maniera di pescare deve cambiare, non si tratta solo di maglie delle reti, ma anche di reti incatenate all’americana e traine tra i prescherecci o tonni pescati con aerei d’avvistamento e sub con bombole davanti alla tana di quel “mostro” da 10 chili… Non c’è una alternativa!
    Il solo rischio, come avviene per i datteri, è essere travolti da prodotti che vengono da altri paesi, ma qualcuno deve pur iniziare e altri (come noi italiani) andargli dietro ;-)
    Ciao A

  2. Ciao,
    anche se in mega ritardo (ho visto solo ora l’iniziativa) partecipo con molto piacere. ho messo il banner nella mia home page. Sono nata e cresiuta in una città di mare e sono d’accordissimo con la vostra campagna.
    a disposizione per qualsiasi altra cosa possa fare.
    Francesca

  3. Ultimamente,non so perche’,ma incontro sulla mia strada i Tonni e i Loro problemi.
    Penso che mi sono molto sensibilizzato alla fatiscienza e alla fragilità della vita degli animali,l’uomo sta invadendo e sta limitando qualsiasi spazio vitale per cui sta rendendo la vita a tutti gli animali,compreso egli stesso,molto fragile,Stiamo distruggendo un meraviglioso ecosistema all’insegna dell’ignoranza e del nostro guadagno

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