Valtellina | Formaggi e carni straordinari alla Stella Orobica

Oggi vi raccontiamo una storia fatta di prati, mucche, alpi e amicizia. Un’aia, un gruppo di amici e tanta voglia di stare assieme. Insomma la quotidianità della qualità enogastronomica, sganciata da tutto il cotè di fichettume e modaiolo che a noi cittadini sembra ineludibile.

Si perché la Valtellina mi ha insegnato, che per essere appassionati di cibo di qualità, non bisogna per forza sentirsi parte di una nicchia, di una riserva indiana, con strani riti e vezzi. Ma lo si può essere in un cortile, tra fisarmoniche, trattori e bambini al sole.

La due giorni di Stella Orobica è stata a tutti gli effetti una festa campestre. in un paesaggio da fiaba, in una giornata assolata, tra famigliole che sciamano e tavolate da alpini. In una ambientazione da sagra, agli stand invece che la salamella o della pasta e fagioli, al posto di vini da gazzosa e birre da ruttino, trovavi prodotti meravigliosi e sceltissimi.

Si cominciava dai fantastici formaggi di Stella Orobica (bitto e scimudin su tutti) e le bresaole di angus del Cantinone di Madesimo. Alla griglia Paolo Parisi, in versione rosticciere. La locomotiva ha fischiato incessantemente per due giorni arrostendo hamburger spaziali, fatti con le carni di casa e le straordinarie patate locali. Da bere i vini di due fuoriclasse: Vigneto Sanvito con i suoi vini biodinamici (ma che significa? Pfeiffer ancora si rivolta nella tomba)e Arpepe, con gli straordinari nebbiolo della Valtellina (abbiamo assaggiato un 1998 che ancora ci strugge). Birre artigianali e altro ben di dio.

Padrone di casa, attento e garbato, Giuliano che ci ha fatto assaggiare una degustazione di formaggi da urlo. Il Bitto in varie stagionature, straordinario il tre anni. La Stella Orobica, una sorta di Gruyère buonissimo e il fresco Scimudin. Senza dimenticare il latte appena munto che ci ha fatto capire come mai i formaggi qui sono così buoni. il tutto con un rigore contadino disarmante, senza mai urlare e gasarsi troppo.

Ci ha conquistato questa quotidianità dell’eccellenza, che dovrebbe essere la cifra del futuro. Invece tutti i giorni in una Roma assolata o in una Milano brumosa, assistiamo a una narrazione della qualità del cibo e del vino come fosse una cosa rara e per pochi iniziati. Il consiglio è prendere la macchina, arrampicarsi per il bello Stivale e fare un bagno di quotidiana eccezionalità. Ancora si può…

Stella Orobica Via Torchione, 32. Albosaggia (Sondrio). Tel. +39 0342.510161



mercoledì, 19 ottobre 2011 | ore 17:30

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.