Eataly Bari. Prima dell’apertura dillo a Farinetti che vuoi la migliore burrata

La grande struttura di Eataly, unica nel mezzogiorno d’Italia, stando alle dichiarazioni del suo patron Oscar Farinetti, dovrebbe occupare circa 8.000 mq della Fiera del Levante, comprese le 2 torri dell’ingresso monumentale. L’operazione di ristrutturazione e recupero di queste opere architettoniche risalenti al Ventennio, ha in sè una grande valenza culturale e si muove sulla stessa logica del recupero dell’ex terminal Ostiense a Roma progettato da Lafuente. La bellezza ci salverà, profetizza l’evangelizzatore gastronomico. E se tanto mi dà tanto, anche Eataly Bari dovrebbe ospitare eccellenze pugliesi del food, oltre a quelle italiane. Anzi, Bari sarà il faro del Sud.

Sarà l’unico grande Eataly al Sud per almeno 10 anni e abbiamo puntato sulla Puglia perché il suo marchio, di moda e grande vendibilità, è  il piu’ ‘figo’ nell’agroalimentare. La cucina italiana è l’unica nel mondo a essere così biodiversa e il nostro compito è di raccontarlo all’estero, mettendo insieme le comunità che vivono attorno al cibo. [dissapore]

Per la parte di bellezza l’obiettivo sembra centrato. Il posto è magnifico, di fronte al mare, dalle finestre e dalle terrazze si gode di una vista sulla città, davvero molto bella. Si dice che intorno agli anni ‘60 su quelle stesse terrazze si siano svolti alcuni party memorabili… Speriamo quindi che diventino presto fruibili al pubblico per tutto l’anno e non solo durante gli eventi fieristici.

A che punto stiano i lavori, chi può dirlo? Vero è che è pur sempre piena estate, per di più con un caldo infernale. Non si vede un grandissimo fermento in giro, neppure dall’interno dell’area fieristica, attualmente chiusa al pubblico. C’é soltanto uno sparuto gruppetto di operai a lavoro. Riuscirà Eataly a compiere uno sforzo tale da inaugurare in concomitanza con il taglio del nastro della Fiera del Levante agli inizi di settembre? Vedremo se l’accelerazione romana contagerà anche la sede barese. Noi lo speriamo e vi terremo informati.

Nell’attesa della comunicazione ufficiale della data dell’apertura, sarebbe interessante  conoscere quali prodotti celebreranno l’eccellenza pugliese. Io penso che almeno 15 prodotti dovranno essere presenti sugli scaffali Eatalici.

  1. Ricotta askùant
  2. Olive a inchiostro
  3. Verdure selvatiche per il Pancotto di San Severo
  4. Cozze, frutti di mare e ostriche di Taranto
  5. Lampascioni sott’olio
  6. Sponsali e cipolle rosse
  7. Cime di rapa di Acquaviva delle Fonti
  8. Capocollo di Martina Franca
  9. Focaccia barese
  10. Burrata di Andria
  11. Cotognata leccese
  12. Vincotto di fichi
  13. Manteca
  14. Ricotta marzotica
  15. Fichi secchi mandorlati

Bari non è Roma, ma la logica delle osterie a rotazione sarà ripresa? Nel caso io voto per:

Il risotto ai frutti di mare de Il Pescatore di Bari
I lampascioni fritti col vincotto di Pasquale Fatalino dell’Antica Locanda di Noci
I Paccheri al ragù di cernia del Canale di Taranto
Le Fave e cicoria Al Fornello da Ricci di Ceglie Messapica

E mentre voi pensate a quali prodotti, piatti e chef siano necessari per sottolineare il meglio della Puglia, vado a preparare i lampascioni sott’olio che poi vi dò la ricetta :-)

 



61 commenti su “Eataly Bari. Prima dell’apertura dillo a Farinetti che vuoi la migliore burrata

  1. ostriche di taranto è da cartellino rosso, ma sei redenta perchè parli dei lampascioni. Aggiungerei cipolla rossa diacquaviva considerando he ci fanno na sagra. E poi, i torcinielli!! non dimentichiamoci! E ancora, il grano arso! La puglia è, da questo punto di vita, imbattibile.

    • Dunque Cristina, cerchiamo di dare un informazione corretta e il più attendibile. possibile .
      Tutti i prodotti ittici allevati nel seno del Mar Grande di Taranto, si possono consumare tranquillamente;sono ottimi e per nulla da cartellino rosso! ;) La produzione del Mar Piccolo, purtroppo inquinata da quella industria che proprio oggi è alla ribalta della cronaca, non può essere venduta e viene distrutta.
      Sul grano arso, per quanto molto di tendenza, esprimo le mie personali perplessità. Oggi per legge non può essere il vero grano arso di una volta. La farina attuale viene prodotta con procedimenti industriali che nulla hanno a che spartire col concetto di recupero di un cibo antico, povero e contadino. Ad essere sinceri, il suo sapore acidulo e l’odore pungente non mi piacciono eccessivamente…..Bisogna saperlo usare in proporzioni minime, giusto per dare un tocco di sapore rustico. La cipolla rossa c’è nel mio elenco…

  2. ornella, quando ho menzionato il cartellino rosso non mi riferivo alla diossina del mare tarantino ( piaga penosa che inquina non solo le cozze con effetti catastrofici sulla salute), ma. Intendevo che raramente un pugliese parlerebbe delle ostriche tarantine come una prelibatezza. Almeno, io non ne ho mai incontrato uno. Sul grano arso, il sapore è tra i miei preferiti e so che è difficile reperirla, ma non impossibile. Non ho mai incontrato farina di grano arso con i sapori descritti da te, quindi non saprei dire…..resta di fatto che la puglia ha davvero tanta materia prima che spazia dalle verdure ai latticini, alle verdure, ai formaggi stagionati (il caciocavallo podolico, ad esempio, è eccezionale), alle carni ed infine il pesce, dove, da sempre si mangia anche crudo.

    • E perché mai le ostriche tarantine non sarebbero per i pugliesi una prelibatezza?O.o Ne hai appena trovata una che le considera tali! :)
      Sul grano arso è evidente che abbiamo opinioni e gusti differenti.. Sulle materie prime d’eccellenza invece concordo in toto: citare solo pochi prodotti è stato molto molto difficile!

  3. Reitero, non ho mai sentito nessuno che dicesse “wow, andiamo a farci una bella scorpacciata di ostriche tarantine!” Ma se lo sentirò in futuro, tra la folla, dirò ” Ornella, piacere di conoscerti!” Quanto al grano arso, evidentemente, io ho assaggiato il “vero” grano arso che sa di tostato, nocciola e che di pungente e acidulo non ha nulla. E magari, anche se avessi la possibilitá di assaggiarla, non ti piacerebbe ugualmente. Fa prte della sfera di gusti puramente soggettiva, assolutamente rispettabile.
    Interessante sarebbe, per dare appunto un’informazione corretta, spiegare la legge sulla bruciatura delle stoppie.

    • Cristina, ma quanti anni hai? Il vero grano arso non si può mangiare da tempo:è cancerogeno. Forse, e ti confesserò che non sono giovanissima ahimé, devo averlo assaggiato la prima volta da bambina e neppure ne sono certissima. Al contrario della semola di grano duro, la farina di grano arso non era un prodotto di largo consumo sulle tavole pugliesi, era la farina dei poveracci, ma proprio di quelli che non potevano permettersi nulla. Si è capito che oltre al gusto in sé del grano arso, non amo le operazioni di marketing sul cibo? ;)
      Che c’è da spiegare sulla legge che impedisce il consumo dei chicchi di grano residui dopo mietitura e la bruciatura delle stoppie? Se ne sai di più, sputa il rospo: dicci tutto! :D

      • Sono grande abbastanza da ricordare quando hanno passato la legge sulle stoppie (chiedere l’età è un altro cartellino rosso!). Considera che avrò mangiato grano arso, che sò, qualche centinaia di volte e avrò preparato i cavatelli (anzi i ciccatidd) al grano bruciato un numero considerevole di volte. Non sto contraddicendo la tua sensazione di acidulo e pungente, può capitare, poichè stai parlando di grassi presenti nel chicco intero tostati (secondo la legge) o bruciati (secondo la tradizione, illegale, ma, come le cozze pelose, sempre reperibile. D’altronde, pensi che la legge sulla bruciatura delle stoppie abbia stroncato questa tradizione? Basta farsi una passeggiata in puglia dopo il 15 Agosto per vedere che cosí non è.). Il grasso può irrancidirsi facilmente specialmente se non tenuto alla giusta temperatura. Quando parli di grano arso, parli di tostato, nocciola, caffé, anche affumicato volendo, ma acidulo, mi risulta nuovo.

        Il grano arso, quello tradizionale, contiene grassi bruciati ed è considerato cancerogeno.. La legge consente solo una tostatura.
        Come tutte le cose, la bontá dipende da chi compri. Ad esempio io ho usato Tibiona per un certo periodo e mi son trovata bene per ciò che riguardava i prodotti. Provala, magari quella sensazione di acidulo e pungente non sará presente in questa farina
        http://www.tibiona.it/shop/tibiona-product_info-n-Farina_di_grano_Arso_1Kg-cP-24_380-pId-1683.html

        Tibiona vende prodotti di altissima qualità, bio e sono certa possano garantire l’assenza di “procedimentiindustriali”. Ma senza allontanarsi troppo dalla puglia, invito i pugliesi “scattosi” a farti pervenire il nome di qualche produttore pugliese che tratta questa farina e che non usa “procedimenti industriali”. Lo metto tra “”, perchè, in realtá, procedimento industriale non significa nulla, ma comprendo quello a cui ti riferisci.
        Spero di essere stata utile.

        • Uhmm.. mi state quasi convincendo a riprovarla… anche se, non è e forse non sarà mai tra le mie farine preferite.
          Ripeto, è un fatto di gusto personale, ma ho pure raccolto le confidenze di alcuni che l’hanno provata e a cui non è piaciuta per nulla. Non Non lo dicono apertamente perché oggi è la moda del momento e non vogliono passare da inesperti. Siccome invece, io sono solita dire quello che penso… non ho alcun timore a dire che non me gusta mucho! :D Tutto qui

      • Sono grande abbastanza da ricordare quando hanno passato la legge sulle stoppie (chiedere l’età è un altro cartellino rosso!). Considera che avrò mangiato grano arso, che sò, qualche centinaia di volte e avrò preparato i cavatelli (anzi i ciccatidd) al grano bruciato un numero considerevole di volte. Non sto contraddicendo la tua sensazione di acidulo e pungente, può capitare, poichè stai parlando di grassi presenti nel chicco intero tostati (secondo la legge) o bruciati (secondo la tradizione, illegale, ma, come i datteri, sempre reperibile. D’altronde, pensi che la legge sulla bruciatura delle stoppie abbia stroncato questa tradizione? Basta farsi una passeggiata in puglia dopo il 15 Agosto per vedere che cosí non è.). Il grasso può irrancidirsi facilmente specialmente se non tenuto alla giusta temperatura. Quando parli di grano arso, parli di tostato, nocciola, caffé, anche affumicato volendo, ma acidulo, mi risulta nuovo.

        Il grano arso, quello tradizionale, contiene grassi bruciati ed è considerato cancerogeno.. La legge consente solo una tostatura.
        Come tutte le cose, la bontá dipende da chi compri. Ad esempio io ho usato Tibiona per un certo periodo e mi son trovata bene per ciò che riguardava i prodotti. Provala, magari quella sensazione di acidulo e pungente non sará presente in questa farina
        http://www.tibiona.it/shop/tibiona-product_info-n-Farina_di_grano_Arso_1Kg-cP-24_380-pId-1683.html

        Tibiona vende prodotti di altissima qualità, bio e sono certa possano garantire l’assenza di “procedimentiindustriali”. Ma senza allontanarsi troppo dalla puglia, invito i pugliesi “scattosi” a farti pervenire il nome di qualche produttore pugliese che tratta questa farina e che non usa “procedimenti industriali”. Lo metto tra “”, perchè, in realtá, procedimento industriale non significa nulla, ma comprendo quello a cui ti riferisci.
        Spero di essere stata utile.

  4. Al limite cozze pelose, ostriche direi che non sono nel paniere… Grano arso potremmo fare il parallelo con i datteri, la legge vieta la pratica a meno di non farlo con determinate cautele. Ma dicono che sia cancerogeno, a prescindere dal sapore…

  5. “L’ostrica piatta( che è quella tarantina), presenta una forma a pianta circolare irregolare, con un diametro degli individui di taglia commerciale compreso tra i 7 e i12 cm, le due valve non sono simmetriche, ma presentano una valva (la sinistra) più spessa e concava. All’esterno la conchiglia si presenta rugosa con lamelle di colore grigio scuro tendente al nero, mentre all’interno è bianca. Dal punto di vista organolettico ha un gusto originale, considerato prelibato e ineguagliabile dai buongustai e così sintetizzato: dolce, delicato, con un leggero sentore di iodio e retrogusto di nocciola.”
    Vi consiglio questa lettura..
    http://www.lesciaje.it/2012/03/14/lezione-magistrale-sulle-ostriche-tarantine/

    • Ornella, avevo letto anch’io quel trattato facilmente reperibile con una semplice googlata. Lo ripeto per chiarire. Nessuno nega che ci siano le ostriche anche a Taranto, come le vongole, gli sconcigli, ipolipi e le seppie. Quello di cui si discute qui è l’eccellenza. Allora mettere le ostriche di Taranto e non il caciocavallo podolico, beh, a me pare una leggerezza. Anzi, a questo punto io promuovo i cannolicchi di margherita di Savoia, chi è con me?! :-)

  6. Complimenti Ornella per il bel servizio, la Puglia è una terra generosa, bellissimi,come sempre i tuoi scatti…ma due parole sulle cozze e sul grano arso. Quel tratto di mare, purtroppo è puro veleno e penso non sia giusto mangiare le cozze, che già sono tossiche da sole, questo lo sappiamo tutti, sulla farina di grano arso il discorso è diverso, sono anni, tanti, che viene tostata con procedimento chimico perché era cancerogena, anche in toscana venivano raccolte le spighe dalle famiglie povere dopo aver bruciato le stoppie, per fortuna questo non succede più, ma io ho trovato sempre farina molto buona con sentore di nocciole e la pasta e il pane sono risultati ottimi, ovviamente ce ne vuole poca, ma a me quel sapore piace, tieni presente che un pacco mi dura mesi….io non sono ancora andata ad Eataly a Roma,o paura che sia la solita esposizione di grandi nomi…..un abbraccio

    • Grazie Tamara!!!! Beh, ci hai fatto scoprire che il grano arso non è un’esclusiva pugliese! ;) Per le nostre cozze, ti posso assicurare che quelle in vendita, munite di certificazione, oltre che buone, sono stracontrollate e non tossiche. Certo se uno si ferma al banchetto abusivo per strada e le mangia, rischia grosso!

      • io non mangio cozze da tanti anni, ne feci una scorpacciata come una cretina quando ero incinta, non lo sapevo e lo scoprii grazie alle cozze, mi fecero malissimo e da quel giorno riesco a malapena a guardarle. ma mio marito le adora e volevo fargli assaggiare le vostre,
        a questo punto lo farò senza problemi…un abbraccio

  7. Sulla qualità dell’ostrica dello jonio c’è poco da dire.
    C’è chi mangia con il palato in armi e c’è chi mangia per sentito dire.
    L’ostrica tarantina, quella piccola, a valve piatte, se volete anche brutta da vedere, la dovete mangiare senza insultarla nemmeno con una goccia di limone. Ne ammazza il sapore. Assaporatela ad occhi chiusi e vedrete il paradiso.
    Poi c’è l’ostrica c.d. francese o di Normandia, bella, grossa, esagerata, “allattamata”. Mbè, quella mangiatela gratinata, ben insaporita, un battuto di pane, pepe rosa, prezzemolo, una sensazione d’aglio, ben irrorato di olio extravergine di coratina ( o altra cultivar a gusto amarognolo).
    Sull’ostrica cruda io berrei un verdeca/bianco d’Alessano, su quella gratinata in prosecco Val d’oca.

    • Cosimo, con tutto il rispetto, ma insinuare che le ostriche francesi o di Normandia vadano mangiate gratinate, mi sembra un’eresia. Ora possiamo scrivere tutte le poesie che vogliamo, resta di fatto che le ostriche tarantine son tanto buone e famose quanto i cannolicchi di Margherita di Savoia, il cui primo ritrovamento risale ai tempi dei Romani, il sui succo è sapido abbastanza da richiamare l’eco delle sirene della vicina salina e il morso possente rilascia una nota iodata che ricorda il mare in tempesta. Poi ho chiesto a mia sorella se mi andava a comprare un kg di cannolicchi di margherita di Savoia e m’ha guardato basita con lo sguardo a forma di punto interrogativo. Ma la mia amica di Margherita le chiede “ma come, non conosci i nostri cannolicchi?!” “emmh, …no”, risponde lei. Poi se vogliamo parlarci addosso, per caritá, ognuno è libero di farlo :-)

      ps Io gioco, eh! sono in vacanza e un pò di tempo da dedicare alle chiacchiere.

      • Cristina, se hai tempo, rimani connessa.. :D Si è capito che ho chiamato all’appello gli amici tarantini? ;)))) Mi auguro che arrivino altri commenti. Amo il contraddittorio!! ahahahahah…

  8. volevo aggiungere una cosa…è tradizione in tutta Italia, dopo la mietitura dare fuoco alle stoppie, lo fanno per ripulire il campo,ma non vanno più a raccogliere il grano “arso” e non credo lo facciano in Puglia,sanno che fa male….

  9. Purtroppo effettivamente le ostriche tarantine sono poco note in quanto se ne abbandonato l’allevamento intensivo preferendogli le cozze nere dal ciclo produttivo molto più veloce. Anche gli stessi francesi alle tipiche ostriche ovali di Bretagna e Normandia preferiscono le Belon, tonde e sfrangiate da giovani, queste sono di origine mediterranea. Le Belon infatti costano un terzo ed anche più delle altre e nessuno, neanche gli inglesi si sognerebbero di cucinarle, cosa molto comune per le altre specialmente per soggetti grandissimi, invero di difficile deglutizione anche per me, tarantino, abituato a mangiare le ostriche fin dall’infanzia direttamente sott’acqua, guadagnavamo così tempo. Cristina è evidentemente una cultrice di Grano Arso ed altri prodotti terricoli, ne parla con evidente cognizione e saggezza ma quando dice “secondo la tradizione, illegale, ma, come le cozze pelose, sempre reperibile” dimostra di avere poca dimestichezza con i frutti di mare, il che è plausibile, non si può saper tutto e di tutto, Cristina le Cozze Pelose sono perfettamente legali, le confondi forse con i Datteri (Qui mi devo raccogliere un attimo, la commozione mi vince sempre al solo pensarli). A proposito di Cannolicchi, sono eccellenti quelli di Margherita ma se provaste quelli di Mare Chiaro o del Sabbione di Taranto.. . .Questa città, per tutto ciò che è marittimo si trova in uno dei posti migliori della faccia della terra, è il motivo stesso della sua nascita questa sua ricchezza. Questo è dovuto alla superiorità della posizione dello Jonio, che riceve venti da sud ed è protetto da quelli da nord e poi la costa tarantina ed il Mar Piccolo in particolare hanno il dono dei Citri, sorgenti sottomarine d’acqua dolce, che oltre ad abbassare la salinità delle acque le rinnovano e determinano un moto che facilita l’ossigenazione. Come i mari del nord è ricchissimo di plancton e quindi di nutrimenti, questi perché tempestosi, i tarantini per il moto di questi citri, che invece lasciano il mare calmo. Tutto in quelle acque cresce rapidamente con cicli ridotti di un terzo ed oltre. Starei a parlare della mia disgraziatissima città, si sarà capito, per ore ma, credetemi, è tutta cattiva pubblicità. E’ un fatto che mentre il primo seno del Mar Piccolo ha i problemi di cui tutti parlano, il secondo è uno dei luoghi del Mediterraneo più ricchi di Cavallucci Marini, noti indicatori di condizioni ottimali del mare, e nessuno ne fa menzione, purtroppo. A proposito di Caciocavallo Podolico o comunque fatto con caglio caprino, che lo rende più piccante, avete mai provato ad abbinarlo a Cozze o Ostriche? di Taranto naturalmente.
    Il Grano Arso a me piace è un’ottima variante alla monotonia di mangiare quasi tutti i giorni pasta fatta in casa che siano Orecchiette, Pzzcaridd, Spaghetti alla chitarra, Friscidd, Sagne ‘Ncannlate, . . . che ci volete fare sono un viziato ed un fortunato.

    • Mimmo, il mio commento riportava “datteri” e non “cozze pelose”. Stamane avevo chiesto a quello che riportava “cozze pelose” di essere cancellato. Si era trattato di un errore di battitura (e il nostro amato webmaster può confermare). Ripeto, il commento cancellato (il secondo in ordine cronologico e non il primo come io avevo richiesto) riportava datteri e non cozze pelose. Non essere affrettato nelle conclusioni…:-) Non potrei confondermi: ne ho mangiate troppe di ambedue!

    • Grazie Mimmo, esaustivo come sempre. Hai fatto benissimo a precisare che il secondo seno del Mar Piccolo è un piccolo paradiso… Peraltro i Citri ci sono anche nel Mar Grande dove si continuano a coltivare le famose e uniche cozze tarantine, che non sono contaminate.

  10. Tiziana Ingrassia Cara Ornella, nella risposta n.10 sei stata perfetta e aggiungo anche che quando sono stata a Parigi ho visto con i miei occhi ostriche con il marchio di una famosa ditta tarantina da Chez Maxime….tutto ciò ci riempì d’orgoglio perchè il proprietario acquistava solo quelle!!….Cosimo Lombardi hai ragione….c’è poco da dire, ma da gustare senz’altro!! Baci a Tutti
    7 minuti fa · Mi piace · 1

    • Tiziana, la chicca di Chez Maxime mi mancava!!!!!! :D :D :D Ci tango a sottolineare che le parole che ho riportato nel virgolettato sono di un attento studioso. che ha dedicato al,e ostriche un trattatello scientifico. :)

    • Solo per confermare, la faccenda di Chez Maxime e Ostriche di Taranto è successa anche a me più di trent’anni fa, non so se oggi è lo stesso.
      In un’altro ristorante, non ne ricordo più il nome, sempre di Parigi, sappiamo i parigini quali cultori siano dei frutti di mare, trovai un piatto preparato con Moules de Taranto, Cozze nere di Taranto. Taranto oggi è la città con la più grande ed inquinante d’Europa. Grazie alla lungimiranza, acume politico ed intelligenza dei nostri politici.

  11. Tiziana Ingrassia

    Ciao Ornella in questi giorni ti ho pensata…..ho prodotto delle orecchiette con la “famosa” farina di grano arso condita con sugo di pomodoro semplice e cacioricotta…bhà, ho prodotto poi dei cavatelli e li ho conditi con i ceci…. ha quel sapore di affumicato talmente persistente che se il primo boccone può essere gradevole, il secondo diventa fastidioso al palato…..avevi ragione. Grande Ornella. baci

  12. Ciao Ornella.

    Quale sarebbe la migliore Burrata della Puglia ? A Torino ho conosciuto il caseificio Olanda.
    Tra un mese viaggio in Italia per visitare La Puglia, e mi piacerebbe visitare qualche caseificio.
    Grazie, buon mese di agosto
    Yanez

  13. Yanez, dovresti dirci dove intendi andare e sicuramente gli abitanti del luogo ti potrebbero dire la loro. A Taranto vai da Marzulli via Giovanni Giovane 1 – A Martina Franca da Guarnieri via Grassi (in particolare per il Caciocavallo con caglio di Capretto) o Tempestoso via Taranto, sono anche vicinissimi. Giacché sei a Martina non dimenticare di prendere il Capocollo di Martina e la sera vai in qualche fornello, se non sai cosa sia http://cucinasuditalia.blogspot.it/2012/05/gnummaridd-o-ngnummaridd-o-turcnidd-o.html
    Bune Vacanze tra noi

  14. Ho provato la Burrata di Olanda, il ripieno è da 10 e lode, l’ esterno un pò grosso. Comunque continuo la mia ricerca.
    Buona giornata

  15. Tranquilli, non vi agitate per i prodotti pugliesi. Se fanno come a Roma, sarà un’orgia di marchi piemontesi fra cui nascondono una burratina e un lampascione…

  16. Ciao Ornella, sei la più presente nei commenti, noto che sei molto interessata. Solo a titolo informativo: qual’è la tua funzione? Sicuramente farai parte dello staff di questa grande struttura. Comunque, i tuoi commenti sono interessanti. Visto che sei così addentrata, sai qualche notizia a riguardo delle selezioni del personale? Grazie e buona…forchettata.

    • Giuseppe, la mia unica funzione è stata quella di fare un sopralluogo e raccontare ciò che ho visto con i miei occhi ai lettori di Scatti di gusto. Sono stata semplicemente un’inviata speciale.. ;) Farei parte dello staff di Eataly? Magari!!! :D Mi spiace, ma non so darti alcuna notizia sulla selezione del personale.
      Grazie a te! :)

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