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DI - CANALE Ristoranti - giovedì, 16 agosto 2012 | ore 13:19

L’abbraccio caldo di Palermo ti dà il benvenuto e ti promette mille cose: accoglienza, simpatia, gentilezza. Negli occhi rimarranno mille ricordi di splendide chiese barocche, di antichi fasti normanni, di una cultura millenaria che, ça va sans dire, anche in cucina ha lasciato un’eredità che ha pochi pari al mondo.

1. Ci si comincia ad acclimatare con la prima cena un posto senza pretese, segnalato da amici di amici: la Trattoria del Buongustaio, in una traversa della centralissima via Maqueda, pochi coperti e conduzione familiare. Subito ci togliamo lo sfizio di assaggiare qualcosa attingendo alla classica proposta di antipasti al buffet. Tutti di ottimo livello, soprattutto le cipolline glassate, la caponata, le sarde in agrodolce e a beccafico. Convincenti anche i ravioli di pescespada, un po’ meno le fettuccine con pescespada e pomodorini, complice una mantecatura non perfettamente riuscita, ma sono dettagli. Notevole invece il livello dei secondi: calamaro alla palermitana (marinato nel limone, panato e poi alla griglia) e involtini di pesce spada, con un ripieno agrodolce di commovente bontà.

2. Si parte insomma col piede giusto, e il giorno dopo, per affrontare al meglio la dura vita del turista, meglio concedersi una bella colazione. Al caffè Spinnato, per esempio, un’istituzione cittadina nel borghesissimo e tranquillo quartiere ottocentesco: brioche e granita di limone, tanto per ambientarsi meglio. E visitando chiese, oratori, chiostri e ammirando palazzi, ci si perde nei dedali della Vucciria, non più quella dipinta da Guttuso, ma comunque vivace, colorata, multietnica.

3. A piazza Caracciolo mi godo il pani ca’ meusa del banchetto di Giuseppe Basile, il più buono che abbia mai assaggiato, anche meglio di quello blasonatissimo dell’Antica Focacceria. Una milza saporitissima che si squaglia in bocca, eterea e morbida quasi come una mousse, ma decisa nei sapori. La felicità per due euro e cinquanta.

4. Potrebbe bastare come pranzo, ma come non fare compagnia alla consorte vegetariana (anzi “pescetariana”)? E così ci accomodiamo da Minà, a due passi dalla piazzetta, e mangiamo due piattoni con panelle (farina di ceci fritta), calamari ripieni e alla palermitana, caponata e qualche altro sfizio, più acqua e caffè a soli 17 euro (in due, eh!).

- Tutto è andato fin troppo bene sino ad ora. Una piccola delusione a questo punto ci sta, è nella natura delle cose. E arriva proprio da uno dei locali più rinomati della città: la Osteria dei Vespri. Non che si mangi male, ma la calamarata con ragù di cernia e il “roast beef” di tonno (in pratica una tagliata più grossa) con maionese al basilico e melone sono piatti che non stupiscono. L’esecuzione è ottima, la materia prima buona, seppure non eccellente, ma mancano creatività, fantasia e tecnica, cose che uno si aspetterebbe quando si spendono più di 80 euro a testa. In sostanza uno dei rapporti qualità/prezzo più disastrosi che mi siano mai capitati. C’è da dire almeno che il servizio è ottimo e la carta dei vini tra le migliori della città.

5. Tornando al low cost, ma di altissimo livello, niente di meglio che un paio di arancine di bontà sovrumana alla Pasticceria Alba: un euro e ottanta l’una, metteteci anche il taxi (perché è un po’ fuori mano), e avrete pranzato con quattro soldi.

6. E a proposito di grandi piaceri e piccole spese, bello ristorarsi vicino al mercato del Capo al chiosco dei Beati Paoli, con una limonata, un tamarindo o il celebre “autista“, il digestivo a base di agrumi concepito per chi deve mettersi al volante dopo abbondanti libagioni.

7. Non deludono invece le guide che segnalano il Piccolo Napoli. Nulla a che vedere con l’antica capitale delle Due Sicilie, questo locale sorge sul sito del ristorante Napoli (era il cognome del proprietario) distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Panelle stratosferiche, ottimi bucatini con le sarde e strepitosi spaghetti al nero di seppia, con una texture quasi setosa. Non esagero con gli aggettivi: qui si mangia proprio bene, e il conto è gentile. Una cifra costante di questa città che sa offrire ai visitatori esperienze gastronomiche intense e raffinate.

Indirizzi gourmet a Palermo

Trattoria del Buongustaio. Via Venezia 79-81. Palermo. Tel. +39 091 334714

Antico Caffè Spinnato. Via Principe di Belmonte 111. Palermo. Tel. +39 091 329220

Chiosco di Giuseppe Basile. Piazza Caracciolo. Palermo.

Minà. Via Pannieri 28. Palermo. Tel. +39 340 4888252

Pasticceria Alba. Piazza Don Bosco 7. Palermo. Tel. +39 091 309016

Chiosco dei Beati Paoli. Piazza dei Beati Paoli. Palermo

Piccolo Napoli. Piazzetta Mulino a Vento 4. Tel. +39 091 320431

Osteria dei Vespri. Piazza Croce dei Vespri 6. Palermo. Tel. +39 091 6171631




2 commenti all'articolo: “Dici Palermo e ti rispondo con 7 indirizzi gourmet e anche low cost”

  1. 1
    Antonio Scuteri scrive:

    Bravo. L’Osteria dei Vespri è uno dei rari posti nei quali mi sia sentito veramente fregato nel rapporto tra ciò che ho pagato e ciò che ho ricevuto. Prezzi assurdi, soprattutto considerando che ci troviamo a Palermo e non a via Montenapoleone

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