Niko Romito contro Francesco Sposito. Ecco la vera ragione della guerra della pasta

fettuccelle

Di chi è questa pasta, pardon, queste fettucce o fettuccelle che dir si voglia?

Dopo la guerra tra stelle Michelin, Niko Romito (tre stelle al Reale di Casadonna, Abruzzo) e Francesco Sposito (due stelle alla Taverna Estia, Campania) non potete rispondere che sono di mia zia Maria.

I gamberi, il corallo di gambero, l’estrazione, la bassa temperatura, i 63°, sono tutti elementi di distinzione.

Probabilmente già sapete cosa è accaduto.

In breve, Niko Romito ha visto la foto del piatto con le fettuccelle e spara un post su Facebook.

A sinistra Fettuccia Gamberi Rossi e dragoncello Ristorante Reale anno 2010 A destraUn piatto non mio attualmente…

Pubblicato da Niko Romito su Venerdì 26 febbraio 2016

Il missile è intercettato da Carlo Passera che su Identità Golose dà notizia dello sbroccamento romitiano e parla di falsari del piatto.

Molti hanno iniziato a tirare fuori i pop corn in attesa di sapere chi fosse l’incauto cheffettino che copia un tre stelle e non scrive nemmeno “omaggio a”.

La foto postata da Niko Romito viaggia e qualche commentatore fa notare che si tratterebbe di un certo chef.

Il “certo” chef usa la stessa arma: Facebook. È Francesco Sposito.

Eccellentissimo Chef, un tempo o meglio fino a poche ore fa avrei scritto … Caro Amico, considerato quante volte ci…

Pubblicato da Francesco Sposito su Venerdì 26 febbraio 2016

Si incendia la guerra termonucleare. La prima disfida della fettuccia potrà avere esiti giudiziari, a quanto si legge.

Commenti, stati, like, messenger, mail, telefonate. Tutti a chiedersi perché Niko Romito ha preso così di punta un fatto che spesso accade.

Sembrava che la questione fosse limitata alle rappresaglie tra food blogger e alle simulazioni del risotto con la foglia d’oro.

Qualcuno pensa a un rancore nato per qualcos’altro e si inizia a pensare che una fettuccella è troppo per una guerra del genere. Ovviamente cresce la dietrologia e vai a sapere se è tutta colpa dell’estrazione dei gamberi, del corallo o del dragoncello.

Forse la colpa è della pasta.

fettuccia-di-semola-con-gamberi-rossi-e-pepe-rosa-Romito-2011

Sul sito di Casadonna la fettuccella è rubricata in maniera diversa da come lo stesso Niko Romito la descrive. Non è la Fettuccia Gamberi Rossi e dragoncello Ristorante Reale anno 2010, ma la Fettuccia di semola con gamberi rossi e pepe rosa Romito 2011.

Sul sito di Taverna Estia il piatto è rubricato Fettucce con crudo ed estratto di gamberi viola.

Impiattamenti simili, pur sempre di fettucce si tratta.

Fai un nido anche se ci sono i piatti di carta o sei in una manifestazione.

Proprio come è successo al Salone del Gusto 2014 con le fettucce di Niko Romito al pomodoro. Quelle della foto di apertura.

Smorziamo i toni. Non è Romito vs Sposito. È pasta vs pasta.

fettuccelle romito sposito

Un amico, cui ho fatto vedere la foto di fettuccia vs fettuccia, mi ha chiesto “di chi è la pasta a sinistra e di chi è quella a destra?”

“Niko Romito e Francesco Sposito”.

“No. Chi produce la pasta?”

“….. Ma i gamberi, l’estrazione, i gradi”

fettucce_15_o_guaglione_Garofalofettucce Pastificio dei Campi

“Ingenuo. Di chi sono le fettuccelle a sinistra e di chi sono le fettuccelle a destra? Manca l’elemento di definizione e un piatto per dirsi un’icona rappresentativa deve avere un solo termine di riferimento. Che non sono i gamberi freddi o caldi”.

“Garofalo e Pastificio dei Campi, suppongo”.

“Ecco, ora è più chiaro. Se l’immaginario collettivo lega le fettuccelle con i gamberi a Niko Romito le lega anche a Garofalo. Se lo fa con Francesco Sposito è come se leggesse il marchio di Pastificio dei Campi”.

“Ma no, non penso, è un caso”.

“Chi ha postato la foto che ha scatenato la guerra?”

“Niko Romito”.

fettucce gamberi Sposito

“No, mi hai detto che Niko Romito ha postato la doppia foto in risposta a una foto singola. Chi l’ha postata?”

“Giuseppe Di Martino che stava a tavola alla Taverna Estia”.

“E chi è?”

“Il proprietario del Pastificio dei Campi”

“Che sponsorizza la propria pasta in un ristorante due stelle Michelin”

“Sì, ma non sono mica sicuro che la fettuccella di Taverna Estia sia del Pastificio dei Campi!”

Giuseppe Di Martino

“Allora Giuseppe Di Martino, proprietario del Pastificio dei Campi, ha fatto pubblicità a Garofalo da Taverna Estia con un piatto che Niko Romito dice di aver creato lui. Si vede che Giuseppe Di Martino ha in animo di comprare la Garofalo e di far diventare Sposito testimonial universale”.

“Tu mi sembri matto”.

“E voi con queste fettuccelle invece no”.

“Significherebbe che tutta la querelle nasce per vile interesse commerciale. Mi rifiuto di crederci anche per un solo attimo”.

Lascia perdere e facciamoci gli spaghetti? Ma io li voglio al dente, per la marca scegli tu che sei esperto”.

Cose dell’altro mondo questi della Comunicazione con la C grande a cosa vanno pensando.

Oh, meno male che mi sono risvegliato dal sonnellino pomeridiano, un po’ agitato, sarà stato il soffritto di maiale.

Tutte queste ipotesi, ma io vorrei una risposta: meglio andare a Brusciano o a Castel di Sangro per queste benedette fettuccelle? Voi che fareste?

[Immagini: Vincenzo Pagano, Scatti di Gusto, Facebook, Pastificio dei Campi, Garofalo]



8 commenti su “Niko Romito contro Francesco Sposito. Ecco la vera ragione della guerra della pasta

  1. Mi ha colpito un passaggio, immagino volutamente paradossale, in questa dietrologia ex-post in cui “nulla è ciò che sembra”:
    “Si vede che Giuseppe Di Martino ha in animo di comprare la Garofalo …”

    A Milano direbbero: è un attimino difficile, visto che non da molto Garofalo è stato acquistato da Grande Gruppo Alimentare iberico, e a meno di bilanci disastrosi ben difficilmente si liquida un’acquisizione dopo così breve tempo.
    Ma non mi risulta che Garofalo abbia bilanci disastrosi, e che l’acquisizione sia stata un bagno di sangue per l’acquirente. Se qualcuno ha notizie diverse…

  2. Ho avuto il piacere di provare tutte due le cucine degli chef in questione, secondo me hanno due stili differenti, “per fortuna” e sinceramente trovo questa polemica da parte di Niko, veramente fuori luogo.

  3. Ci manca solo dover pagare la SIAE sui piatti che servi a tavola!
    Arrivera’ il giorno che questi “Starchef” torneranno dietro ai fornelli a fare quello che molti loro colleghi fanno giornalmente, senza troppe pretese, con umilta’ e con la loro stessa passione accontentando migliaia di clienti senza scrivere libri, fare showcooking, pubblicita’ televisive.

  4. Una mono-fettucciona arrotolata e già chiedi il copyright? L’esiguità della porzione -monofettucina- fa sì che questo non sia un “piatto”. Che Romito, vivi e lascia morire.

  5. Condivido tutti i commenti da Anna a Grazia.
    Passando per Paolo, Alina, Vincent e Hansen.
    .
    Gonfiati da una COMUNICAZIONE compiacente(e co-interessata),
    gli chef-star hanno sviluppato un IO-IPERTROFICO.
    .
    Basterebbe “sgonfiarli” un po’:
    ma non lo possono(perché sono proprio loro che li gonfiano) fare i Food-Blog che sono C..o & Camicia.
    I francesi usano: “deux culs dans une chemise” (con significato analogo).
    .
    Ma quando leggo commenti come i vostri, mi dico:
    c’è ancora speranza.

  6. Gentile Walter, grazie ma ho sbagliato il congiuntivo. Prima di esser bruciata in Piazza della Signoria, che Romito vivA:-)

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