Entre Nous, o di come aprire un ristorante di successo a 30 anni e lasciare l’Italia

Sara Lenzi ha 30 anni. È di Napoli ma vive in Belgio. Ha una laurea in Relazioni Internazionali, ma lavora in cucina. Nella sua cucina, quella del ristorante Entre Nous che ha aperto a Bruxelles.

Sara non è un cervello in fuga, non una bambocciona in cerca di riscatto o un giovane sottopagato afflitto dal conflitto odi et amo, tanto diffuso tre le nuove generazioni di partenopea origine.

Superando il – talvolta ingombrante – contesto spazio temporale e cancellando invalidanti immagini stereotipiche, Sara diventa dimostrazione e testimonianza che le cose, semplicemente, accadono. E la vita non è solo ciò che cerchi o progetti ma, banalmente, quello che ti capita.

La sua storia si intreccia con il cibo e con la di lui passione. Ci ha incuriosito e messo appetito ed è per questo che ve la vogliamo raccontare.

Cominciamo dalla fine, che è nuovo punto di inizio.

Entre Nous si trova a pochi passi dalla Gare du Midi, la stazione principale di Bruxelles. Immerso in un quartiere che profuma di rinascita, rivincita e sviluppo, il ristorante di Sara con la sua filosofia, si unisce – ed è sospinto – da questo vento foriero di novità.

Infatti è anche grazie ad alcuni investimenti del comune che Entre Nous prende vita e forma, e apre le porte al pubblico il 2 gennaio 2017.

Attraversandole si è catturati da un enorme tavolo sociale: un ammasso di legno recuperato e lavorato a mano da Sara e sua moglie. “Fino allo sfinimento” precisa Sara.

Tavolo, dicevamo, che con i suoi 14 coperti si fa coacervo di umanità e strumento di socializzazione. Non è insolito ascoltare perfetti sconosciuti che si scambiano pareri sui piatti e ancora scambiano assaggi, sorsi, sorrisi.

Quali sono questi assaggi?

Il menu cambia quasi tutti i giorni, in funzione delle stagioni, del mercato e della fantasia di Sara. Propone sempre 3 tipi di panini (5 €) con pane biologico, salse fatte in casa, verdure e/o affettati locali.

Due i piatti di pasta (12 €) e alcuni piatti di carne o pesce (15 €).

Immancabile è il buffet di verdure, da mangiare come contorno o per comporre il proprio piatto vegetariano.

Una volta al mese da Entre Nous va in scena il Pranz ovvero un brunch tutto napoletano dove i piatti della tradizione gastronomica partenopea diventano i protagonisti. Perché quella volta al mese Sara vuole riempire e inebriare le strade di Bruxelles con i fumi e i profumi dei ricordi. Fumi e profumi di casa.

Da bere, l’offerta spazia tra vini naturali, birre organiche e succhi di frutta biologici. Tutto è a chilometro zero, anche l’acqua che Sara filtra dal rubinetto.

Tutto nel locale è volto alla trasmissione di una filosofia che fa suoi i principi di genuinità e recupero. Le sedie, i piatti, i bicchieri, le posate, le tazze e tutto ciò che passa e resta ad Entre Nous è stato recuperato in mercati dell’usato tra Napoli e Bruxelles.

Tutti gli elementi hanno una loro identità. Pezzi unici, ognuno con la propria storia, a cui Sara ha concesso, come ha fatto con sé stessa, una nuova vita.

C’è poi una parete su cui è installato un muro di piante aromatiche, perché l’agricoltura urbana è possibile ed è più semplice di quello che sembra. E c’è un bancone coperto di sabbia dove vengono conservate alcune verdure, perché così la loro vita è più lunga e lo spreco sempre più distante.

Infine c’è il fulcro: una cucina interamente a vistaperché voglio essere trasparente al 100%, sul modo di lavorare e sugli ingredienti utilizzati”, racconta Sara.

Ma se tutto questo è il finale, com’è cominciato Entre Nous?

Inizia con Sara che si iscrive alla Facoltà di Relazioni Internazionali perché vuole girare il mondo, conoscere lingue e culture differenti. Subito dopo la laurea, grazie a un professore che le dà fiducia, inizia a lavorare a Napoli in una neo-nata agenzia di marketing.

Lì si occupa a di comunicazione, organizzazione di eventi e ricerca sociale accumulando, a soli 21 anni, esperienze non comuni per i suoi coetanei. Dopo due anni si iscrive a un master alla SIOI a Roma cui segue uno stage al Ministero degli Esteri. Instancabile e non ancora paga di conoscenza, partecipa al progetto Leonardo che permette di effettuare tirocini formativi in aziende estere. È in questo momento che la sua strada si intreccia con Bruxelles e il suo futuro destino.

Si innamora della città e decide di restare anche finito il progetto Leonardo. Disposta ad accettare qualsiasi lavoro pur di rimanere, si rimbocca le maniche e scopre il mondo della cucina. Il suo fascino e la sua fatica.

Da sempre buongustaia e mai cuoca prima di allora, si ritrova in un posto e in un ruolo che sente subito suoi.

Dietro ai fornelli, a contatto con gli ingredienti, con i colori e sapori che solo il cibo regala, si sente a suo agio. Tutto le viene naturale. E decide. Avrà un suo ristorante, aprirà a Bruxelles e si chiamerà Entre Nous.

Le storie vere sono sempre le più belle, non trovate?

Entre Nous. Rue de Mérode, 29. Saint-Gilles (Bruxelles). Belgio. Tel. +32 484 21 66 95



3 commenti su “Entre Nous, o di come aprire un ristorante di successo a 30 anni e lasciare l’Italia

  1. Ma sapete quanti locali hanno aperto nel mondo i napoletani soltanto nel ‘900?

    Retorica a fiumi e soliti luogocomunismi da food blog.

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