Cibo, sesso e amore al cinemaTempo di lettura: 3 min

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Cibo superstar. Sarà che al banchetto delle ricchezze mondiali si siedono ogni giorno nuovi commensali e al dolce le porzioni si fanno più piccole. Sarà che sotto l’impronta pesante dell’uomo sull’ambiente le risorse della terra appaiono sempre meno inesauribili. Sarà anche che una lunga consuetudine con il benessere ha reso le nostre papille più recettive e sofisticate. Deve esserci tutto questo e anche dell’altro se il cibo vive, in questo scorcio di inizio secolo e millennio, la sua stagione d’oro. Dopo la valanga-food che ha inondato tv, web ed editoria, anche il cinema torna a celebrare, in E’complicato, il film scritto e diretta da Nancy Meyers, le virtù della cucina e la sua capacità di rendere felice l’uomo come nient’altro. Un  cibo che ha perso i connotati dell’essenzialità (non più pane e companatico all’epoca del piano Marshall) per vestire i panni dell’elisir di felicità (bello da vedere, capace di toccare le corde della plurisensorialità, sufficientemente globalizzato anche quando gioca la carta della tipicità). Talmente potente e irresistibile nella sua carica di sensualità da far tornare in auge persino quel detto delle mamme, caduto decisamente in disuso nei decenni della donna in carriera, che intima: “Prendi l’uomo per la gola”.

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E’ infatti il cibo che rende Jane (Meryll Streep), cinquantenne che gestisce una panetteria-ristorante a Santa Barbara, l’irresistibile preda di un ex marito Jake (Alec Baldwin) che in passato l’ha tradita per una giovanissima modella (Agness), oggi manager rampante, ma che cerca di tornare a quell’ovile fatto di calore, pollo arrosto e puré di patate, quotidianità domestica e vita i coppia scandita dai riti di una tranquillizzante maturità. Cibo (e vino) scandiscono i passaggi importanti di questa commedia romantica.

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Come quello dell’incontro tra Jane e Jake al bar di un albergo di New York dove i due ex coniugi pernottano (inizialmente in camere separate) per assistere l’indomani alla cerimonia di laurea di uno dei loro tre figli, riscoprendosi, complice Bacco, attratti l’uno per l’altro al punto da avviare una stagione da amanti clandestini. Saranno, poi, un croque-monsieur e un gelato al miele di lavanda ad allietare un già intrigante secondo incontro tra i due nuovi amanti, mentre con una torta al caffè Jane cerca di tentare il suo analista per strappargli un’esortazione a vivere l’avventura con l’ex coniuge (riuscendoci, a quanto pare, se l’analista, di solito freudianamente distante, si concede un “lasciati andare Jane, non può far male!”). “Tu profumi di burro”, troneggia tra le dichiarazioni d’amore del film, mentre il croissant caldo al cioccolato, con tanto di passaggi preparatori step-by-step nella migliore tradizione delle video-ricette, scandisce il nascente amore, ricambiato, per Adam (Steve Martin), l’architetto che dirige i lavori di ristrutturazione della casa di Jane.

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E è sempre il cibo a firmare il finale nella scena in cui Adam, allontanatosi da Jane dopo gli assalti del marito, prova a ritornare anche lui all’ovile chiedendo a Jane di preparargli quegli ottimi croissant al cioccolato che avevano addolcito il loro primo appuntamento dietro la vetrina del ristorante-panetteria. Quella notte Jane l’aveva conquistato esibendo, come in genere fanno gli uomini ai primi sintomi di innamoramento, le sue “ferite”. Ferite vere, metafora di quelle del cuore, ferite da cucina: caramello e zucchero bollente, una teglia da forno incandescente. Cuore e cucina: binomio vincente.

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