Gli ingredienti giusti della fotografia di Guerani

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In un mondo in cui giochiamo un po’ tutti a fare i fotografi è davvero un piacere ammirare le foto di un vero fotografo. Ho conosciuto di persona Alessandro Guerani alla 12 ore di Le Max da Massimo Bottura, anche se la sua fama di fotografo lo precedeva. Di lui mi ha subito colpito una caratteristica che io considero un grande pregio: il non prendersi mai troppo sul serio. Alessandro scatta gran belle fotografie, è un professionista dall’esperienza ventennale, ma non te lo fa mai pesare, è una persona estremamente competente, ma anche estremamente modesta. Con grande piacere ho accettato quindi l’invito suo e di Barbara all’inaugurazione di “Ingredienti, forme e colori”, una mostra fotografica in cui saranno esposte le sue opere fino a metà giugno, a Milano da Kitchen in via de Amicis 45. Per una volta in primo piano non i piatti o le ricette, ma la materia prima.

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Guardando le sue foto appare evidente che Alessandro non improvvisa. Studia minuziosamente le luci, i colori, le inquadrature, nulla è lasciato al caso. Riserva una grande attenzione ai particolari e dietro ogni suo scatto c’è una grande tecnica, ma non è tutto. Alessandro precisa che “a creare davvero una foto non è la fotocamera, non è l’obiettivo, non sono le luci che si possiedono o si potrebbero comprare. È solo la nostra mente Non è così indispensabile concentrarsi sull’equipaggiamento fotografico, ma sulle idee”.

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Immaginatelo nel silenzio della notte, si perché Alessandro predilige la calma e la tranquillità notturne, a giocare con i pannelli, a lavorare con le sue attrezzature, ma soprattutto a divertirsi a pensare e ad immaginare l’ambientazione e l’atmosfera da creare per l’immagine finale. “Penso sia molto importante – continua Alessandro – prendersi del tempo per completare questo processo in modo soddisfacente in quanto è una grande base di partenza per fare un buon scatto. Tutte le decisioni successive avranno un percorso chiaro da seguire e il vostro lavoro sarà molto più semplice”.

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Questo è il motivo per cui Alessandro riesce a non essere mai uguale a se stesso. Le sue foto, pur dimostrando uno stile personalissimo, sono sempre molto diverse tra loro, mai banali, mai scontate. Vi capiterà di vedere un’essenziale confezione di uova, un tagliere da cui sembra voler uscire una testa d’aglio, un vellutato ciuffo di ravanello, ma anche una vera e propria natura morta fiamminga con la luce che squarcia il buio dall’alto, a cui sembra mancare solo una mosca a fare capolino tra i chicchi di melograno, o un chiaro omaggio alla pittura di Morandi, grandi passione di Alessandro. I riferimenti alla sua cultura e ai suoi studi artistici sono frequenti e vari: Alessandro spazia dalla pittura fiamminga a Morandi (con i suoi agrumi con bottiglie), passando per il cinema, con grande padronanza e naturalezza: “Lo studio e l’analisi di un capolavoro di un grande pittore , può darvi un sacco di idee su come comporre un soggetto in una scena fotografica”, precisa Alessandro.

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Ho trovato davvero indovinata la scelta di stampare le foto su forex, di non usare passpartout e cornici per non appesantirle e per conferire loro una maggiore efficacia. E per tutti coloro che desiderano assaporare a casa propria il gusto proposto da Alessandro Guerani, possono contattarlo: le foto esposte sono in vendita.

Lydia Capasso. Foto: Alessandro Guerani

8 Commenti

  1. Trovo Alessandro veramente bravo…tra le altre cose sul suo sito si trovano delle belle indicazioni tecniche che per i neofiti come la sottoscritta sono da appuntare sul manuale delle giovani marmotte.

  2. Alessandro mi piace un sacco, ma voi non diteglielo però. 🙂
    Anche per il fatto che riesce a star fuori dalla moda imperante che vuole tutte le foto di cibo (cibo non food, vabbuo’? Che non sopporto il dover necessariamente ricorrere al vocabolario straniero per dire cose che diciamo meglio e più in fretta noi, col nostro) chiare al limite della sovraesposizione, sempre illuminate dalla stessa fredda luce. Ospedaliera, quasi.

  3. Oddio Teresa ora mi picchia se vede l’ultima foto “ospedaliera” che ho fatto… paura!!!
    Comunque grazie dei complimenti e grazie anche a Lydia che è stata troppo, veramente troppo, buona dedicandomi il suo tempo e la sua “penna” (è così brava a scrivere che mi fa apparire quasi una persona seria).

  4. Lydia, hai detto tutto e quel tutto cosi’ bene che commentare e’ ancheun po’ superfluo: aggiungerei solo un altro particolare che fa onore ad Alessandro, ed e’ la sua capacita’ di trasmettere quello che sa (be’ immagino sia una piccola parte) e di trasmetterlo bene attraverso il blog, in un modo che oltre che chiaro e gradevole oserei definire motivante 🙂

    Complimenti davvero ad Alessandro 🙂

    PS: qiella foto del melograno fiammingo me la sogno da quando ho dovuto togliere il calendario dal desktop di questa caccavella di pc che mi ritrovo, perche’ non la reggeva, ma la adoro 🙂

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