Scorie nucleari sotto la tavola? Basta pagare la lista

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Ecco una di quelle notizie che ti mettono l’orticaria addosso. Tutti staranno a spiegarti che non c’è problema, che gli impianti di nuova generazione sono sicuri, producono una minor quantità di scorie (ma molto più radioattive), ma a me viene sempre in mente Chernobyl, il reattore, le radiazioni e il divieto a noi che stavamo a ventimila leghe dalla centrale sovietica (per la verità il più moderno Google Maps segna 2594 chilometri stradali) di non bere latte e di non mangiare mozzarella. Capirai, correva l’anno di grazia 1986, aprile, e la mozzarella filava colpevolmente sulla pizza in periferia sud di Salerno nei giorni immediatamente successivi quando scatto l’allarme italiano.

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Storie vecchie che riaffiorano alla memoria quando sai che c’è una short liste di 52 corta?) siti possibili con molte aree del centro e del meridione della Penisola meno abitate (?!) dove costruire un sito per ospitare le scorie radioattive. Trecento ettari, 300, per ogni area individuata. Ora chi ha visto la puntata di Presa Diretta di Riccardo Iacona andato in onda il 19 settembre 2010 probabilmente un sussulto lo farà. A vedere il disastro della miniera di sale Asse nella Bassa Sassonia in Germania , le sperimentazioni francesi (ancora alla ricerca delle tecniche di scavo dei tunnel-deposito), la “fregatura” rifilata ai Finlandesi, la paura ha il sopravvento.

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Va bene, assodato che non c’è pericolo, dove metteranno questo sito? Le più gettonate sono il Viterbese, la Maremma, l’area di confine tra la Puglia e la Basilicata, le colline emiliane, alcune zone del Piacentino e del Monferrato che sono le meno abitate (sì, perché a un tiro di schioppo Roma è città fantasma al pari di Torino). Io non ho pensato a quello che ci sarà sotto, ma a quello che vedo ora sopra: vigneti, oliveti, pecore, cavalli, transumanze, prosciutti, corsi d’acqua, “nocchie”, lenticchie, girasoli…. Diventerà tutto più buono?

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La pillola sembra difficile da mandare giù, ma qualcuno ha pensato all’acqua. Sì perché la scelta dell’area per ospitare il deposito nazionale non sarà imposta ma concordata con le Regioni. Innanzitutto accanto alle scorie o, meglio sopra, sarà realizzato un grandioso e attrezzato centro di ricerche che richiamerà studiosi da tutta Europa e darà lavoro a mille, 1000, ricercatori. Inoltre, si svolgerà una sorta di asta al contrario per cui la Regione che accetta sarà compensata con forti incentivi economici. Insomma, chi sporca paga dove ha sporcato.

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La Sogin società controllata dal Tesoro ha la lista e il Governo ha ricordato alla stessa società (ora commissariata e in attesa di un normale cda) il rispetto del vincolo alla decisione della nascente (quando non si sa ancora) Agenzia-Autorithy per la sicurezza del nucleare. Questa lista andrebbe consegnata, entro oggi, al Ministro dello Sviluppo Economico (che non c’è). Con queste premesse, meglio tifare per cinghiali, vigneti, tartufi, picula ad caval e porcini. Anche se pagare di meno l’energia elettrica non sarebbe male. Maremma…

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Foto: piacenzacalcio, wikipedia, forumtriumph

Fonti: Corriere.it, sole24ore.it

Di Vincenzo Pagano

Fulminato sulla strada dei ristoranti, delle pizze, dei gelati, degli hamburger, apre Scatti di Gusto e da allora non ha mai smesso di curiosare tra cucine, forni e tavole.