Eventi web 2.0. Santa Margherita pubblica racconti sulle etichette

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Ettore-Nicoletto-Amministratore-Delegato-Santa-Margherita

Un libro e un bicchiere di vino. Un’accoppiata classica, spesso dimenticata. A ricordarcelo ci ha pensato Esploratori del Gusto, l’evento eno-gastronomico-letterario organizzato da Santa Margherita, alla sua quinta edizione. Che si è conclusa alla Città del Gusto del Gambero Rosso, a Roma. Vino, letteratura e quest’anno anche il cibo, sono stati infatti gli ingredienti di questa edizione del premio, supportata da Librerie Feltrinelli e da Alma, la scuola di cucina italiana diretta da Gualtiero Marchesi.

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Una serata di premiazioni che ha completato un lungo percorso di selezioni iniziate diversi mesi fa. A maggio, per la precisione, quanto si sono aperte le iscrizioni al concorso letterario e alla competizione gastronomica.

Condizione essenziale per partecipare alla prima erano la stesura di un racconto sul tema del vino o del cibo della lunghezza massima di 4000 battute. Condizione per superare la seconda scrematura del concorso gastronomico era di essere autori di ricette “gustose, originali e abbinabili al Pinot Grigio Valdadige di Santa Margherita”, il vino che piace tanto agli Americani.

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Degli 800 racconti inediti pervenuti online alla giuria del premio, presieduta da Inge Feltrinelli, tre sono finiti sul podio e saranno pubblicati, in 700 mila copie, sul retro-etichetta dei tre vini classici della casa: Pinot Grigio Valdadige Doc, Chardonnay Trentino Doc e Muller Thurgau Frizzante Vigneti delle Dolomiti Igt.

Delle 245 ricette inviate dagli internauti, le 100 selezionate dal pubblico sono state esaminate da esperti coordinati da Alma e riproposte al Four Seasons di Milano, sotto la guida di Sergio Mai Tomasi, executive chef del ristorante, per essere valutate da una giuria specializzata. Che ne ha scelte tre, premiate alla Città del Gusto.

Protagonisti della prima parte della serata sono stati i tre racconti vincitori, letti da Monica Guerritore. Eccoli:

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1° classificato: “Abitudini” di Antonello Farris.

Uno studente universitario scopre la passione per il Cabernet osservando un vecchio signore sorridente che tutti i giorni, dietro le vetrine di un’osteria, è intento a mangiare con un bel bicchiere di vino rosso rubino davanti. Finché un giorno, passando, lo studente nota la tavola imbandita ma lui non c’è più…

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2° classificato: “Il piacere della lentezza” di Isabella Terrano.

Che sorpresa, rientrando una sera a casa, trovare una bottiglia di “vino nero” lasciata dall’amato padre sul ripiano della dispensa! Con un biglietto che invita alla sosta: “Siediti e sorseggia”. Un autentico gesto d’amore…

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3° classificato: “In vino veritas” di Gianni Mario Molteni.

Complice il vino, il tran tran di una coppia stanca è interrotto da una spiacevole scoperta (soprattutto per lui). Che inizia così: “Come fai a sapere che Renzo non beve il vino bianco?” E il Capodanno va a rotoli…

Dopo i piaceri dell’anima, quelli della tavola. Alla cena sono state riproposte le tre ricette che hanno superato l’esame del Four Seasons. Eccole, in accoppiata con i vini della casa e nello stesso ordine di comparizione a cena:

Ricetta-Paella-di-fregula-sarda

1ª classificata: Paella di fregula sarda (Antonio Fiori).

Paella valenciana fatta con la pasta di semola di grano duro ripassata a freddo. “Ideale per una cottura anche prolungata, resta al dente”, ha commentato l’autore. Il Pinot grigio è utilizzato per saltare i gamberi. Ricetta abbinata con Prosecco Superiore “52”, Valdobbiadene Docg.

Ricetta-Paccheri-allo-scorfano

2ª classificata: Paccheri allo scorfano (Donatella Simeone).

Una ricetta semplice preparata con filetti di scorfano, vino bianco e pomodori. Da gustare con Pinot Grigio Impronta del Fondatore 2009, Alto Adige Doc.

Ricetta-Stocco-in-potacchio

3ª classificata: Stocchio in potacchio (Arabella Pezza).

Stoccafisso in umido, preparato con polpa di pomodoro, filetti di acciughe e vino bianco. Sempre in accoppiata con Pinot Grigio Impronta del Fondatore 2009, Alto Adige Doc.

Si prosegue con Guancia di manzo brasata al Refosco con purea di ceci all’olio e timo (accompagnato con Refosco Impronta del Fondatore 2008, Veneto Orientale Igt) e con Operà ai tre cioccolati (e Moscato Rosa 2007, Alto Adige Doc, Kettmeir).

Si chiude con un gelato alle caldarroste caramellate e salsa di Malbech.

4 Commenti

  1. Editoria alternativa. Ieri si parlava di carta stampata e web a Enologica. Questa iniziativa spiega che i momenti distributivi sono importanti. Immaginate una guida in 700 mila copie dietro un’etichetta. Impossibile? E invece no 🙂

  2. Che bello quest’evento! l’enogastronomia interagisce con la letteratura… Forse troverò il coraggio di partecipare alla prossima edizione.
    Pina

  3. Abbiate pazienza: ma dire che un vino piace molto agli americani non è necessariamente una referenza.
    Non è un po’ inadeguata per pubblicizzare un vino?
    Vi faccio un esempio, il cosiddetto “pecorino romano” che è di origine sarda, viene (veniva, ora c’è la crisi) venduto a migliaia di tonellate soprattutto in America, poco in Italia, pochissimo in Sardegna. Per un intenditore, in questo caso, dire che il pecorino romano piace molto agli americani, non è una gran referenza.
    Capisco se reclamizzando una scatoletta di carne per cani, si dice che quel prodotto piace molto ai cani.
    Insomma, potete trovare un qualche medssaggio più efficace.
    Con tutta la szma per il concorso (i vini non li consoco).

  4. ha risposto a Marco Piras: La notizia dell’apprezzamento del mercato americano è una misura quantitativa e non qualitativa ma è indubbio che sia una notizia rilevante. Questo articolo è un focus sull’iniziativa “editoriale” di un produttore che ha grandi numeri e consente di inviare un messaggio in centinaia di migliaia di esemplari.

    Possiamo discutere se l’iniziativa possa rappresentare un momento di diffusione culturale piuttosto che sia utile al lancio delle giovani scoperte l’alternanza (sulle etichette) di racconti di nomi già noti nel panorama letterario.

    Questo articolo non “publicizza” un vino, ma questa idea di raccontare sulle etichette. E più se ne stampano meglio è considerato che i vini sono molto venduti. Un racconto che va in 20 mila “copie” per l’Italia è un successo incredibile. Basta considerare che si parla di libro di successo superate le 3.000 copie.

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