Alta Fedeltà. Le liste dei regali da riciclare subito

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decanter-bottSiamo arrivati: tra tre giorni è natale ed io ho ancora una cifra di regali da fare. La crisi non blocca l’ansia consumistica di presenti da mettere sotto l’albero. Quest’anno mi sono arrivati un poco meno pacchi e pacchetti del solito, ma sempre un numero esagerato…

Ma quando capiremo che è meglio un biglietto con la ricevuta di un versamento a Amnesty o a Emergency o achidiavolovoletevoi? Invece della solita sfilza di oggetti inutili ed impersonali. Secondo me ci sono alcune strenne che stanno in viaggio da qualche decennio, senza mai fermarsi come in un gioco dell’oca incessante, si spostano di mano in mano, di casa in casa in attesa di qualcuno che gli dia pace.

Anche quest’anno c’è il commercialista da omaggiare, il dottore della mutua da ringraziare, il portiere da confortare, la maestra da coccolare, ecc. ecco che allora tornano utili quei regali inutili che ci hanno recapitato, che si guadagnano il loro attimo di gloria, quello che aspettano da quando sono stati impacchettati.

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Ecco il mio elenco:

1) l’ennesima bottiglia di spumante da supermercato. Dal nome esotico e foriero di gastriti spaziali.

2) il panettone industriale, super farcito al gusto champagne, dall’incarto chiassoso e irruente quanto il suo effetto nel nostro stomaco.

3) l’ennesimo libro di cucina inutile, che farà polvere sulla libreria in cucina. Hanno saputo che sono appassionato di cucina e non si fermano.

4) Il cavatappi d’autore. Un must immancabile per ogni appassionato di vino, il problema è che ti regalano il primo per il primo corso da somelliere intorno ai vent’anni e da allora non si fermano.

5) Il decanter di cristallo dalla foggia strana. Ma che ci faccio? L’ultimo sembrava più un pappagallo che una brocca, mi ricorda quando lo scorso anno mi sono rotto la gamba e stavo in clinica.

E voi cosa avete ricevuto di allucinante? E cosa avete girato ed a chi?

9 Commenti

  1. Ricordo quando ero bambino a Natale a casa di mio padre (avvocato) una quantità abnorme di chivas regal, che veniva parzialmente riciclato. Chissà se esiste ancora…

  2. I regali si mia zia Raffaella a stretto giro diventano il regalo per la Tata: un beautycase enome e rigido l’anno scorso, un ciondolino d’oro a forma di delfino quest’anno. Non vedo l’ora di riceverli per risolvere il problema!

  3. A me, che non porto oro, mi regalano porta gioielli. Poi ho collezionato diversi cavatappi… tra l’altro, ancora imballati. E di due regali ricevuti fino ad oggi…. due sono stati crema per le mani, pero’ ,almeno queste, le potrei usare!
    Cmq. l’incubo più grosso, fino ad oggi, sono state le cornici. Io e Mario, ne abbiamo una ventina nel soppalco…

  4. A me quel coso lì che dici tu (il decanter pappagallo, già visto in vetrine fornitissime), mi è sempre apparso meravigliosamente polifunzionale: “…magico oggetto di fusione tra i due mondi, Lettolandia e Alcoolonia. Attraversando lo Stretto del Bisognetto con lui puoi inoltre concludere il viaggio nelle rilassanti atmosfere del mar Giallo…”
    (Se la ditta produttrice volesse gentilmente contattarmi…)

  5. Devo ammettere che a me il decanter a forma di rami della prima foto stranamente piace, ha un suo contorto fascino. Se qualcuno vuole riciclarlo sono disponibile a riceverlo 😀

  6. La zia inglese mi ha regalato dei gancetti di ferro con conchiglia annessa che si agganciano al gambo dei calici da vino con l’intento di identificarne il proprietario durante le feste… orribili!

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