Vero o falso? Il succo di frutta al mangostano e la catena di Sant’Antonio

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mangostano

Promette effetti miracolosi sulla salute, come la cura dell’asma e del Parkinson. E’ il succo di mangostano, il superfrutto tropicale al quale uno studio del Nutrition Journal del 2009 attribuiva proprietà attive nella riduzione dei livelli della proteina C-reattiva e quindi del rischio di infiammazioni. Farlo conoscere nel mondo, “raggiungere quanto è più possibile il maggior numero di persone per far provare e godere degli innumerevoli benefici di questo grande succo di frutta” è, come si legge su Facebook, la missione di Xango Ltc, la società che commercializza il XanGo Juice, già ammonita nel 2006 dalla Food and Drug Administration per aver spacciato per farmaco quello che farmaco non è. Una confezione di quattro bottiglie da 750 ml costa 115 euro. Un po’ troppo per un semplice succo di frutta.

mangostano-xanGo-juice

Ora contro la Xango Italy l’Antitrust ha avviato, su segnalazione di Altroconsumo, un procedimento per pratica commerciale scorretta intimandole di sospendere ogni attività diretta al reclutamento di nuovi incaricati alla vendita secondo il sistema “piramidale”, illegale dal 2005 (il sistema piramidale è una tecnica di marketing, una sorta di catena di Sant’Antonio, in cui il consumatore/acquirente si trasforma in venditore e, dietro versamento di una somma, diventa promotore di una nuova piramide guadagnando sulle vendite da essa realizzate). L’Antitrust ha inoltre intimato la società a far utilizzare agli incaricati alla vendita materiale promozionale che sia privo di riferimento alle proprietà salutistiche del succo. L’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato teme che il combinato disposto della tecnica piramidale (che fa proseliti rapidamente) e dell’esaltazione delle proprietà curative del XanGo Juice coinvolga un numero sempre crescente di consumatori, spinti dal miraggio del lavoro e dell’arricchimento e dalle (presunte) proprietà miracolose del succo.

Xango Italy, che ha presentato ricorso al Tar contro il provvedimento e che sostiene di “essersi adeguata a quanto preteso dall’Autorità Antitrust”, si è dichiarata “fortemente in disaccordo con un provvedimento che va contro il settore delle vendite dirette”.

[Fonte: helpconsumatori.it, altroconsumo.it]

Foto: ars-grin.gov, cgi.ebay.com, deseretnews.com

3 Commenti

  1. Per chi è ignorante, nel senso che ignora!!!!!!!!!
    Buonanotte a tutti, io, da buon gufo scrivo normalmente di notte.
    Mi chiamo Enrico Battolla e sono orgoglioso di essere un consumatore e distributore del succo XANGO, Vi scrivo perche’ non trovo giusto che venga data una mala-informazione e soprattutto informazione ingannevole su quelle che Voi chiamate Piramidi e che in realta’ sono sistemi di Multi Level Marketing, un sistema meritocratico dove viene premiata la produttivita’ dell’individuo e della sua rete.

    Il MLM esiste dal 1934, una delle piu’ vecchie aziende che ha utilizzato questo sistema e’ AVON, che nessuno si prende la briga di denunciare od attaccare, perche’ e’ entrata a far parte integrante della cosmesi mondiale.

    Purtroppo i motivi reconditi dell’attacco di altroconsumo (lo scrivo in minuscolo perche’ ritengo che non siano degni neanche della lettera maiuscola) non li consciamo ufficialmente, ma possiamo immaginarli con relativa certezza.

    A parte i benefici riscontrati sulla mia salute e su quella dei miei famigliari, vorrei soffermarmi sul sistema di vendita:
    proprio a tutela del Multi Level Marketing, e di chi intraprende tale attivita’, e’ stata varata, nel 2005, la “legge anti-piramide”, che avete menzionato nel blog.

    Il Multi-level marketing (MLM) (o Network marketing o vendita multilivello) e’ un metodo di distribuzione di prodotti o servizi che permette ad un distributore o venditore di crearsi una rete di distributori e consumatori senza consistenti investimenti in denaro (Xango richiede 34 euro per diventare distributore piu’ 20 euro all’anno dall’anno successivo, e non mi sembra un capitale ingente).

    Solitamente i singoli individui, acquistano una licenza identificativa un “codice” al quale vengono collegate provvigioni e sotto-distributori, possono svolgere attivita’ di vendita indipendente per conto dell’azienda principale.

    I distributori vengono ricompensati in base ai beni o servizi distribuiti direttamente o da terzi nella loro rete di distribuzione, in percentuale sul fatturato globale dell’organizzazione, per differenza ed a scaglioni(cosa che succede anche nelle attivita’ commerciali tradizionali: produttori, importatori, grossisti, rappresentanti, collaboratori dei rappresentanti, commercianti e finalmente negozianti, che a loro volta potrebbero avere dei rappresentanti porta a porta, non e’ una piramide questa?).

    I punti che vietano i sistemi piramidali sono l’articolo 5 e 6 della Legge 173/2005:

    ART. 5.
    (Divieto delle forme di vendita piramidali e di giochi o catene)

    1. Sono vietate la promozione e la realizzazione di attivita’ e di strutture di vendita nelle quali l’incentivo economico primario dei componenti la struttura si fonda sul mero reclutamento di nuovi soggetti piuttosto che sulla loro capacita’ di vendere o promuovere la vendita di beni o servizi determinati direttamente o attraverso altri componenti la struttura.

    MIO COMMENTO: per noi e’ fondamentale la fosrmazione e l’affiancamento di ogni nuovo distributore.

    2. e’ vietata, altresí, la promozione o l’organizzazione di tutte quelle operazioni, quali giochi, piani di sviluppo, “catene di Sant’Antonio”, che configurano la possibilita’ di guadagno attraverso il puro e semplice reclutamento di altre persone e in cui il diritto a reclutare si trasferisce all’infinito previo il pagamento di un corrispettivo.

    MIO COMMENTO: il reclutamento di per se’ non produce guadagno, e’ il consumo del prodotto da parte dei consumatori e dei distributori che ne fanno uso che produce reddito per chi fa parte della rete di distribuzione.

    ART. 6.
    (Elementi presuntivi)

    1. Costituisce elemento presuntivo della sussistenza di una operazione o di una struttura di vendita vietate ai sensi dell’articolo 5 la ricorrenza di una delle seguenti circostanze:

    a) l’eventuale obbligo del soggetto reclutato di acquistare dall’impresa organizzatrice, ovvero da altro componente la struttura, una rilevante quantita’ di prodotti senza diritto di restituzione o rifusione del prezzo relativamente ai beni ancora vendibili, in misura non inferiore al 90 per cento del costo originario, nel caso di mancata o parzialmente mancata vendita al pubblico;

    MIO COMMENTO: non esiste obbligo di acquisto dei prodotti, l’invio automatoco mensile del succo e’ una scelta che ogni distributore fa al momento dell’iscrizione e puo’ essere modificata, sospesa od interrotta in qualsiasi momento, sia on-line che telefonicamente ad un numero verde messo a disposizione da XANGO. Inoltre XANGO prevede il diritto di restituzione con rimborso totale della merce escluso il trasporto.

    b) l’eventuale obbligo del soggetto reclutato di corrispondere, all’atto del reclutamento e comunque quale condizione per la permanenza nell’organizzazione, all’impresa organizzatrice o ad altro componente la struttura, una somma di denaro o titoli di credito o altri valori mobiliari e benefici finanziari in genere di rilevante entita’ e in assenza di una reale controprestazione;

    MIO COMMENTO: 34 euro compreso IVA non sono un importo rilevante e comprendono un codice di collaborazione internazionale, un kit di 3 cd informativi e l’ufficio virtuale su sito di XANGO.

    c) l’eventuale obbligo del soggetto reclutato di acquistare, dall’impresa organizzatrice o da altro componente la struttura, materiali, beni o servizi, ivi compresi materiali didattici e corsi di formazione, non strettamente inerenti e necessari alla attivita’ commerciale in questione e comunque non proporzionati al volume dell’attivita’ svolta.

    MIO COMMENTO: non c’e’ nessun obbligo all’acquisto ed a corsi di formazione od incontri, che vengono comunque organizzati, sono facoltativi, sono a basso costo e sono strettamente inerenti l’attivita’, chi vuole puo’ partecipare ma e’ una sua scelta.

    A questo punto a Voi le conclusioni, io le mie le ho gia’ e me le tengo strette.

    Buon Anno a tutti, Enrico

  2. Bravo, chiara, semplice ed esaustiva risposta. Io personalmente ho disdetto tutti gli abbonamenti che avevo con altroconsumo. Se sono stati così falsi e non documentati, tanto da darmi gratuitamente del truffatore, come possono essere credibili i loro articoli? Faccio il passaparola gratuito: date in molti la disdetta alle loro riviste.

  3. Salve,
    in quanto distributore del succo su mensionato mi sento tirato in causa nel discorso, la vendita piramidale è effettivamente illegale in italia, ma Xango Italia è regolarmente iscritta alla camera di commercio di Milano, se fosse illegale non sarebbe cosi.
    Il sistema piramidale si basa sul pagamento di commissioni sulle registrazioni di nuovi clienti, ed anche questo da noi non accade.
    Le spese di registrazione (solo per i distributori) sono dovute alla gestione di weboffice e sito che la società mette al distributore stesso, in caso di cliente tale spesa non viene fatta pagare. Invito voi, come in passato è stato fatto ad altre testate a contattare qualcuno di Xango prima di fare affermazioni non corrette.
    Saluti
    Fausto Ripari

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