Acqua all’arsenico, il Codacons va all’attacco. L’associazione dei consumatori ha infatti depositato una denuncia penale presso la Procura della Repubblica contro la Regione Lazio e lo Stato italiano e sta raccogliendo le adesioni (il termine ultimo è giovedì 10 febbraio) al ricorso collettivo per la richiesta di risarcimento danni da assunzione di acqua non più potabile (per lunedì 7 febbraio è stata organizzata un’assemblea pubblica a Latina, presso il liceo ‘Grassi’, alle ore 17).

Il problema, emerso in tutta la sua urgenza dopo il rigetto, da parte della Commissione Europea, della terza deroga sulle concentrazioni di arsenico avanzate dall’Italia per 128 Comuni non in regola con i dettami della legge 128 del 2001, approvata in recepimento della Direttiva europea sulle acqua potabili, riguarda soprattutto i Comuni del Lazio (Province di Latina, Roma e Viterbo). Per loro, come per tutti gli altri Comuni per i quali è stata bocciata la richiesta di deroga, era stato richiesto un innalzamento dei livelli di arsenico fino a cinque volte sopra i livelli di legge, finora concessi dal Ministero della Salute.

“Ad oggi”, scrive il Codacons, “nulla è stato fatto per il risanamento delle acque e per garantire l’approvvigionamento idrico tramite fonti alternative”. L’Organizzazione Mondiale della Sanità assicura che tra i danni alla salute derivanti dall’assunzione di acqua contenente elevate concentrazioni di arsenico (facilmente assorbito anche dalle piante), ci sono anche alcune forme di cancro.

Fonte: helpconsumatori.it

Foto: acquabenecomune.org, neversleep.it


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