Parlare di maialate in questi giorni non è roba semplice… subito saltano in mente altre immagini di sanbitter e discoteche sotterranee. Se cercate questo avete sbagliato a googlare e conviene che passate avanti. Se invece intendete i maiali in senso animale (e non psicologico), siete sul canale giusto.

La maialata di villa Maiella è oramai un classico. Da qualche anno in quel di Guardiagrele alle pendici della Maiella, nella confortevole casa di Peppino Tinari, si officia il sacro rito del maiale, con la fondamentale partecipazione di Vittorio Fusari, chef di Franciacorta tra i più sensibili e colti dello stivale. Non poteva mancare quest’anno, che ha visto la consacrazione ufficiale del ristorante abruzzese tra i migliori del paese, con il meritatissimo riconoscimento gommato e stellato.

Non ci si è montati la testa, la maialata è rimasta un appuntamento soprattutto tra amici, il piacere di una famiglia di ospitare a casa. Si, perché qui c’è una famiglia al comando, non un ego ipertrofico di uno chef fuoriclasse. Ma la tradizione e passione che solo tre generazioni ai fornelli possono garantire, e diamine se ieri sera l’hanno garantita!

Una maratona, un viaggio intorno al suino nero in ogni sua declinazione. 8 piatti che girano alla grande, intorno ad una idea contemporanea di tradizione e innovazione a braccetto. Il coraggio di essere provinciali e legati ad un territorio senza ingenuità e timori reverenziali, ma usando saperi e sapori glocali come trampolino per scalare il mondo. Una metafora di quello che è e sarà la cucina italiana: sintesi tra alpi e mediterraneo, eccellenze alimentari in primo piano, tradizioni e tecnica al servizio del risultato. La modernità risiede qui, in questa casa alle pendici dell Maiella, nella casa di Vittorio Fusari ad Adro, nella semplicità di un luogo che si chiama dispensa pane e vini, nell’entusiasmo di un allevamento di maiali neri e soprattutto nella fragranza dimenticata di queste carni e di questi salumi, insieme antichi e modernissimi.

Una serata di gioia e passione, offerta ai tanti amici presenti. Molto mondo gastronomico, politico e imprenditoriale. Ma che per una sera si è dimenticato dei propri ruoli e dell’etichetta formale, per godere di un momento di pura passione culinaria e di amicizia. È sempre un piacere ed un onore essere invitati a godere di tanta ospitalità e non ce lo perderemmo per niente al mondo.

Ci vediamo l’anno prossimo!

Il menu della serata

La tradizione dei salumi

Passata di legumi con frascarelli e lardo fritto

“Fegato e cipolle”

Cordicelle al ragù di Maiale

Filetto di Maiale, ragout di porri e animelle

Insalata di verza, pompelmo rosa e “Ventresca”

Il Fegato, purea di patate alla cannella e vino cotto

(Alessandro Bocchetti & Vincenzo Pagano)

10 Commenti

  1. Poco da aggiungere alle belle cose dette e alle splendide foto. Sono tornato a casa alle 3 di mattina, dopo un’ora e mezza di auto, leggero come una piuma e ho dormito come un bambino. Questo dopo una “maialata”!!! A testimoniare la straordinaria qualità di materie prime, cotture e vini in abbinamento. 🙂

  2. Però, speravo che almeno il maiale fosse rimasto sloitaria sentinella del “non impiattato”. Ma non c’è nulla da fare, la diga è rotta, il forte è accerrchiato, la città è in fiamme, anche il porco si impiatta.

  3. Bellissima serata, materia prima fantastica e grandissimi piatti leggeri e di gusto… e poi la grande ospitalità della Famiglia Tinari!

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