Nozze da McDonald’s. Comincia Hong Kong (sbarcherà in Italia?)

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Matrimonio da McDonald’s. La notizia, divulgata per scaramanzia numerologica il 10.10.10, era rimbalzata su stampa, tv e blogosfera e noi ne avevamo dato debito conto. Allora portare lo sposalizio nei locali con la emme gialla era solo un progetto avanzato del marketing della multinazionale del panino che, vicina in alcune aree del pianeta alla saturazione del mercato, è alla costante ricerca di nuovi sbocchi. Si parte a Hong Kong nel 2011, era stato l’annuncio. Altri siti seguiranno, la città asiatica farà da test.

Ora quel giorno è arrivato. Con una festa di fidanzamento il giorno di San Valentino la città asiatica ha aperto ufficialmente le danze e una settimana dopo si è svolto il primo pranzo di nozze (e la prima cerimonia) nei locali di un McDonald’s. Una legge di Hong Kong del 2006, ricorda il New York Times, autorizza le cerimonie nuziali fuori dai luoghi classici come il Municipio o la Chiesa.

In una città dove il reddito familiare mensile si aggira sui 2.250 dollari e dove la tradizione vuole che sia la famiglia del maschio a sobbarcarsi l’intero costo del matrimonio, poter organizzare un ‘banchetto’ per 50 invitati a 1280 dollari (è il costo minimo e include anche le bibite), può rappresentare un buon motivo per tenere a freno le manie di grandezza il giorno del si, accettando un ‘banchetto’ senza alcol, tra salsette, bevande gassate e milk shake. Sono in corso trattative per più di una cinquantina di matrimoni, stima Joyce Hor-Chung Lau del NYT che ha raccolto l’analisi di Gordon Mathews, antropologo della Chinese University of Hong Kong: “La generazione che oggi si sposa da McDonald’s è quella che negli anni Ottanta e Novanta è cresciuta nei locali della catena, considerati un rifugio sicuro dalla strada”. “Un ambiente egualitario” in un mondo regolato da regole culturali stringenti, lo definisce l’antropologo dell’Università di Harvard James L. Watson, dove sfumano le differenze sociali.

Ecco spiegato il successo, in terra asiatica, dei McWeddings. Che prolifereranno, a sentire l’azienda, in tutto il pianeta. Prevedibilmente nei luoghi dove gli uomini del marketing stimeranno che ci sia un ambiente favorevole ad accoglierli. A occhio, non in Italia.

Fonte: New York Times

Foto: Ed Jones/Agence France-Presse-Getty Images

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