Corte Ue: “Parzialmente invalido il divieto di pesca del tonno rosso”

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Una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha dichiarato parzialmente invalido il Regolamento comunitario che da metà giugno del 2008 vieta la pesca del tonno rosso con tonniere con reti a circuizione nel Mediterraneo e nell’Oceano Indiano.

Il Regolamento comunitario viola il principio di non discriminazione, è la motivazione contenuta nella sentenza della Corte del Lussemburgo, poiché fa partire il divieto dal 16 giugno solo per le tonniere greche, francesi, italiane, maltesi e cipriote mentre fissa al 23 giugno quello per le tonniere spagnole.

Insomma il trattamento disomogeneo adottato dalla Commissione nei confronti degli Stati membri nello stabilire la date di inizio del divieto avvantaggerebbe la Spagna e discriminerebbe gli altri Paesi senza che la disparità di trattamento sia giustificata visto che le reti a circuizione utilizzate dalla Spagna hanno lo stesso impatto negativo sull’ambiente marino e sulla conservazione degli stock ittici di quelle utilizzate dagli altri Paesi.

Il procedimento era stato avviato dal Tribunale di Malta in seguito al ricorso presentato dalla società maltese AJD Tuna, proprietaria di 2 vivai marini di allevamento e di ingrasso del tonno rosso.

L’azienda si era rivolta alle autorità giudiziarie di Malta per chiedere il risarcimento dei danni subiti a seguito del divieto imposto dall’Europa agli operatori comunitari di accettare gli sbarchi, la messa in gabbia a fini di ingrasso o di allevamento nonché i trasbordi nelle acque o nei porti comunitari del tonno rosso catturato da tonniere con reti a circuizione. Il Tribunale Civile di Malta aveva investito della questione la Corte di Giustizia.

Ora la sentenza dell’Alta Corte che però non entra nel merito della controversia nazionale tra il Tribunale maltese e la società AJD Tuna, questione che sarà il giudice nazionale a dirimere tenendo conto, ovviamente, del pronunciamento della Corte del Lussemburgo. Ma il risarcimento dei danni sembra più vicino per la società maltese. E non solo per AJD Tuna. La speranza di tutti coloro che hanno presentato ricorsi analoghi è che la sentenza possa tornare utile nei procedimenti per risarcimento danni. Ci spera Federcoopesca-Confcooperative: “La Corte ha sottolineato l’arbitrarietà con la quale ha agito la Commissione”, ha dichiarato il presidente Massimo Coccia. “Quella stessa arbitrarietà che ci ha portato a presentare ricorso per tutelare gli interessi dei nostri operatori”.

Fonte: helpconsumatori.it, ANSA, federcoopesca.it, greenme.it

Foto: maltashipphotos.com

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